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Frassilongo, la prima del filmato “Fiume che cammina”: pastori erranti sotto le stelle. Pattini: “Un evento storico”

venerdì, 5 maggio 2017

Frassilongo – Grande attesa per la prima del filmato “Fiume che cammina”, pastori erranti sotto le stelle dall’Adriatico al Lagorai. Regia di ©Alberto Pattini,  riprese e montaggio di Renato Stedile, musica di Federico Bosio.

Sabato prossimo – 6 maggio, alle 20.30 - al Centro Polivalente “Enrico Pruner” di Frassilongo Valle dei Mòcheni si terrà la prima nazionale del filmato “Fiume che cammina” regia di Alberto Pattini, riprese e montaggio di Renato Stedile e musiche di Federico Bosio. Attori: Michele Laner, Angela Laner, Mattia Laner, Marco Simonetto e Diego Iobstraibizer. Interventi musicali alla fisarmonica di Michele Eccel, Simone Petri e Matteo Marchel.

transumanza 1

Le pecore sono come gli uccelli migratori: quando è tempo di migrare dobbiamo seguirle. Da qui nasce l’idea del filmato documentario “Fiume che cammina”, seguendo il gregge di giovani pastori mòcheni di età tra i 16 e i 24 anni (i fratelli Michele, Angela e Mattia Laner, Diego Iobstraibizer e Marco Simonetto) dalle montagne della catena del Lagorai in Valle dei Mòcheni – Trentino fino ai pascoli di Altino e Jesolo sul mare Adriatico veneto e viceversa, seguendo il percorso millenario della transumanza sul quale i Romani costruirono la strada Claudia Augusta Altinate.

Abbiamo cercato di trasmettere in immagini l’emozioni che si provano vivendo sotto le stelle a contatto diretto con la melodia della Grande Madre seguendo un gregge di 2.000 unità tra pecore, capre ed asini.

La transumanza è un lungo costante vagabondare in cerca di libertà e di pace, un’immersione tra vette aguzze e paesaggi selvaggi, ascoltando il fragore delle fragili cattedrali di cristallo ed ammirando cieli blu cobalto tra foreste vergini, acque incredibilmente cristalline di laghi incantevoli, pascoli fioriti e fragorose cascate. Un’esperienza sensoriale in alpeggio attraverso uno dei paesaggi più selvaggi del pianeta dove una natura rigogliosa risveglia l’anima di chi la contempla in silenzio e con gran rispetto. La transumanza oltre ad essere la memoria del passato e dell’ identità antropologica è un sistema sostenibile integrato per pensare il futuro guardando il passato.

La terza conferenza internazionale dell’organizzazione mondiale del commercio OMC per contrastare la desertificazione, che si è svolta a Cancùn (Messico) nel 2015, ha indicato la “Transumanza come il modo più efficace di allevamento per migliorare la biodiversità del pascolo, ridurre l’anidride carbonica e sostenere la conservazione di grandi spazi naturali non antropizzati”.

Quest’antica tradizione di allevamento fa vivere i nostri animali nel benessere più assoluto, sempre allo stato brado, in modo che siano loro a scegliere le erbe che vogliono mangiare.


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