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Concluso a Trento il primo Hackathon del Calcio. Il messaggio: “Sport e tecnologia: un ponte verso il futuro”

lunedì, 16 ottobre 2017

Trento – Come l’informatica può valorizzare il rapporto fra la FIGC e la sua enorme comunità di tesserati e come può migliorare l’analisi delle partite. Queste le due sfide raccolte dai 158 hackers, provenienti da Italia, Germania, Svizzera, Turchia e Albania, che hanno partecipato, in questo fine settimana, al primo Hackathon del Calcio che si è svolto a Trento grazie alla collaborazione fra FIGC, Università, Provincia e Trentino Sviluppo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPer la categoria relativa al rapporto con i tesserati si è imposto il team FBI (Foot Ball Identity) che in sostituzione del tradizionale “cartellino” ha ideato uno speciale sensore NFC che permetta ai tesserati più giovani, il 63% del totale, di essere sempre connessi con i loro genitori e con gli allenatori. Per la categoria Match Analysis, invece, si è imposto il team OGM, con il progetto “Action Mining” ovvero un algoritmo che permette di estrarre e di analizzare in pochi istanti i dati di gioco durante una partita e di capire quindi l’indice di pericolosità delle varie azioni.

I due team vincitori sono stati premiati presso la Facoltà di Lettere, dall’assessora provinciale all’Università Sara Ferrari e dal professor Paolo Bouquet. “Il Trentino crede nel rapporto fra sport e tecnologia – ha detto Sara Ferrari – che può essere anche fattore di sviluppo economico”. La premiazione è arrivata a conclusione di due giorni in cui rappresentanti del mondo del pallone italiano ed internazionale, ex calciatori, rappresentanti degli arbitri e docenti universitari, hanno approfondito i vantaggi che gli investimenti in innovazione tecnologica ed informatica possono apportare sia a chi fa del calcio la propria professione, sia, più in generale, all’intero mondo degli sport.

“Questo Hackathon – ha detto al termine della manifestazione Michele Uva, direttore generale della FIGC – rappresenta un ponte verso il futuro. Lo sviluppo tecnologico applicato alle esigenze di un movimento calcistico in costante crescita è un percorso ineludibile. Dobbiamo saper parlare con gli 1,4 milioni di tesserati in Italia così come ai 35 milioni di tifosi delle Nazionali. Per la FIGC, l’Hackathon è un investimento che ha visto l’interesse di federazioni straniere, hackers, tifosi e istituzioni. Un investimento in idee e tecnologia, per la prima volta da parte di una federazione calcistica. Ci sarà sicuramente una seconda edizione e il VAR entrerà fra gli argomenti trattati. La nostra filosofia e le nostre strategie sono sempre più orientate al futuro, al confronto aperto con l’esterno, con quanto avviene al di là del nostro sistema. Siamo consapevoli che senza investimenti economici e di idee non ci sia futuro”.


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