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Chiusi i Campionati italiani di ciclismo alle Terme di Comano: impresa tricolore dell’allievo veronese Petrucci, argento a Cantoni. I risultati

domenica, 10 luglio 2016

Terme di Comano – Trenta chilometri di fuga, gli ultimi sette in perfetta solitudine: così il veronese Mattia Petrucci ha coronato il proprio sogno tricolore e ha conquistato il titolo di campione italiano Allievi nell’ultima corsa della rassegna nazionale giovanile organizzata dalla Società Ciclistica Grafiche Zorzi Storo e dall’Apt Terme di Comano-Dolomiti di Brenta, uscite tra gli applausi insieme al vincitore per la spettacolare due giorni all’insegna delle due ruote. Argento per il cesenate della Fiumicinese Andrea Cantoni, bronzo per l’altro veronese Davide Martini (Uc Val d’Illasi). (Nella foto di Foto Daniele Mosna e Raffaele Merler, i tre sul podio con Francesco Moser).Il podio- Andrea Cantoni, Mattia Petrucci e Davide Martini con Francesco Moser

L’ultima gara del programma, scattata alle 15, è stata caratterizzata da un temporale nelle fasi centrali, che ha lasciato nuovamente spazio al sole, arrivato a scaldare il gran finale. I corridori, dopo il tratto di trasferimento da Ponte Arche a Campo Lomaso, hanno coperto quattro dei cinque giri in programma del circuito della Val Lomasone, con la direzione di gara che, vista la pioggia, ha deciso di stralciare dal percorso l’ultima tornata, in modo da garantire la massima sicurezza ai corridori.

Il meteo e la durezza del tracciato hanno contribuito a creare una marcata selezione, con la corsa che è entrata definitivamente nel vivo durante i due giri dell’esigente circuito del Bleggio, 15,6 km a tornata con la salita da Ponte Arche verso Fiavé e il Gpm di Cavrasto. Il primo a provarci è stato il bergamasco Andrea Berzi (Rodengo), seguito nel proprio intento dal trentino dell’Aurora Christian Pasquali.

Quest’ultimo è stato costretto ad alzare bandiera bianca, mentre dal gruppo sono usciti il veronese Mattia Petrucci (Cage Capes) e il laziale della Olympia Valdarnese Andrea Tiberi, bravi a portarsi sul battistrada nella parte iniziale del secondo giro del circuito del Bleggio. Berzi, stremato, si è dovuto arrendere e ha lasciato spazio ai due compagni di avventura.

Nella discesa che conduceva a Ponte Arche, Petrucci ha provato l’allungo e si è presentato da solo con 30 secondi di vantaggio sul gruppo all’imbocco delle due tornate finali dell’impegnativo circuito “Delle Terme”, caratterizzate dallo strappo di circa un chilometro del Ponte dei Servi. In salita Tiberi ha trovato la forza per andare a riprendere Petrucci, ma una caduta in discesa ha costretto l’alfiere della Olympia Valdarnese ad abbandonare i personali sogni di gloria e ha di fatto spianato la strada verso il successo al compagno d’avventura.

Il vantaggio di Petrucci è salito fino a 50 secondi, per poi scendere a 35 secondi a 6 km dall’arrivo. Il fuggitivo ha stretto i denti e ha raggiunto il traguardo in solitaria, quasi incredulo all’arrivo, capace di regalare alla sua squadra un’altra maglia tricolore dopo quella recentemente conquistata nella cronosquadre. La lotta per la medaglia d’argento ha premiato il grimpeur cesenate Andrea Cantone, che si è reso protagonista di una splendida rimonta nel finale, staccato di 19 secondi all’arrivo, mentre la volata per il bronzo è stata vinta da Davide Martini, che ha regolato allo sprint il compagno di squadra Samuele Carpene e Federico Chiari (Progetto Ciclismo Rodendo), tutti a 27” dal vincitore insieme a Gino De Vecchi (Uc Conscio Pedale del Sile), Gioele Polano (Ceresetto), Martin Marcellusi (Gs Claudio Nereggi), Gabriele Porta (Uc Guspini) e Luca Paladin (Sprint Vidor). Il migliore dei trentini è stato il campione provinciale Martin Nessler (Forti e Veloci), diciassettesimo all’arrivo, anche lui a 27 secondi da Petrucci.

Poi le premiazioni finali, alla presenza del campionissimo Francesco Moser e della iridata junior 2009 Rossella Callovi, testimonial dell’evento.

Ordine d’arrivo: 1. Mattia Petrucci (Cage-Capes Vc Silvana) ha coperto i 70,300 km del percorso in 1h51’43” (media 37,756 km/h); 2. Andrea Cantoni (Pol. Fiumicinese) a 19”; 3. Davide Martini (Uc Val d’Illasi) a 27”; 4. Samuele Carpene (Uc Val d’illesi) st; 5. Federico Chiari (Progetto Ciclismo Rodengo) st; 6. Gino De Vecchi (Uc Conscio Pedale del Sile) st; 7. Gioele Polano (Ceresetto Pratic Danieli) st; 8. Martin Marcellusi (Gs Claudio Nereggi Anagni) st; 9. Gabriele Porta (Uc Guspini) st; 10. Luca Paladin (Sprint Vidor)

LE INTERVISTE

Mattia Petrucci (campione italiano Allievi)
«Questa giornata penso che la ricorderò a lungo: ancora non ci credo e penso che nel finale di gara sia stata la testa a farmi arrivare al traguardo, la voglia di indossare questa maglia e di ringraziare la mia società, che a differenza di altri ha dimostrato di credere in me. Sapevo che non potevo aspettare il finale per attaccare e così ci ho provato dalla distanza. Mi dispiace per Tiberi, che è caduto: se ci fosse stato anche lui non so come sarebbe andata e nessuno lo può sapere. Io so che sono riuscito ad arrivare da solo al traguardo e che voglio dedicare questa vittoria alla mia squadra, che è stata fantastica, e a mio papà: non gliene ho mai dedicata una, perché aspettavo questo giorno per farlo».

Andrea Cantoni (medaglia d’argento Allievi)
«Questa medaglia d’argento vale tanto, tantissimo. Mi rimane un po’ di rammarico perché il finale di corsa, con la salita del Ponte dei Servi, faceva al caso mio, ma Petrucci è stato fantastico e questa maglia tricolore se l’è meritata tutta. Io mi godo questa medaglia d’argento, conquistata in una corsa vera. Davvero bella».

Davide Martini (medaglia di bronzo Allievi)
«Salire sul podio ai campionati italiani non capita tutti i giorni e io sono contento della mia prova. Mi spiace per il mio compagno di squadra Samuele Carpene, che è arrivato quarto, alle mie spalle, ed è rimasto ai piedi del podio, ma penso che il doppio piazzamento sia comunque di valore e non possa che fare contenti entrambi. Complimenti a chi ci ha preceduto in classifica e soprattutto al vincitore: ha fatto una grande gara. Io ho dato tutto quello che avevo e alla fine sono riuscito a conquistare il bronzo in volata. Va bene, benissimo così».


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