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Aprica: la pesca di beneficenza festeggia il mezzo secolo con i Citterio

sabato, 27 agosto 2016

Aprica – La pesca di beneficenza festeggia 50 anni con i Citterio.  Con la vendita degli ultimi biglietti si è conclusa anche quest’anno la Pesca di Beneficenza della parrocchia di San Pietro, con la particolarità di aver tagliato il traguardo della 50esima edizione, curata e organizzata dalla famiglia Citterio, fedele villeggiante all’Aprica dall’inizio degli anni Sessanta.

aprica

LA STORIA
Il racconto di un villeggiante: “Nel 1966, l’allora parroco Don Costantino Melé, in occasione della pesca per la festa dell’Assunta aveva chiesto se vi fossero villeggianti disposti a piegare i biglietti e le mie sorelle si erano offerte per aiutare. La preparazione era invece affidata a un gruppo di giovani in vacanza, che, all’ultimo momento non si erano presentati.

Don Costantino allora venne a richiamare le sorelle, chiedendo se fossero disposte anche ad allestire in velocità la Pesca e loro, coinvolgendo tutta la famiglia, riuscirono nell’impresa. Visto il buon risultato, vennero incaricate della realizzazione anche per gli anni successivi.

Nel 1981 Don Costantino lasciò la parrocchia, ma raccontò a Don Riccardo Curtoni (suo successore) che per l’Assunta la parrocchia tiene una Pesca di Beneficenza e che c’è una famiglia di villeggianti che pensa a tutta l’organizzazione.

Don Riccardo, pensando a ditte specializzate che solitamente chiedono locali parrocchiali e poi lasciano una percentuale delle vendite alla parrocchia, ci lasciò fare, un po’ perplesso.

Nel 1989 Don Riccardo lasciò a sua volta la parrocchia; a fine agosto mi trovavo per caso nella casa parrocchiale, quando si presentò per una prima visita il nuovo parroco Don Augusto Azzalini. Don Riccardo mi presentò e caldeggiò la tradizione, chiarendo bene che: “Non devi fare nessuno sforzo, perché c’è la sua famiglia che pensa a tutto”. E così, nonostante il cambio del parroco, capimmo che la pesca era nel nostro destino, ritrovandocela affidata fino al traguardo odierno delle cinquanta edizioni, stante la rinnovata fiducia del nuovo parroco Don Claudio Rossatti.

Molte cose sono cambiate in questi cinquant’anni, come Aprica del resto: la pesca all’inizio si svolgeva nella chiesetta-oratorio dedicata alla Madonna di Pompei e la estrema vicinanza alla chiesa parrocchiale, frequentata allora per le nove messe festive, permetteva l’esaurimento dei numeri nel giro del week-end di ferragosto.

Negli anni sessanta e settanta la pesca rappresentava per i bambini aprichesi un’attrattiva notevole ed era attesa con impazienza. Ricordo la folla di ragazzi accalcati davanti alla porta della chiesetta in attesa dell’apertura.

Con il restauro della chiesetta, nel 1992 essa si spostò, fino ai giorni nostri, nell’Oratorio San Giovanni Bosco, dilatando l’apertura a una decina di giorni a cavallo di Ferragosto.

Nel 1996, per la presenza di alcuni premi di valore, venne introdotto il meccanismo della simil lotteria/premio-fedeltà dello Schiscia ‘l butù, che permette di vincere i premi più grossi in palio e che raduna tutti gli assidui partecipanti la sera della chiusura in una sorta di festa conclusiva.

I RINGRAZIAMENTI
Devo, doverosamente, spendere una parola di ringraziamento per chi collabora alla realizzazione e ha contribuito a raggiungere questo traguardo: i commercianti aprichesi che donano premi da mettere in pesca ma in particolar modo a tutti i volontari, aprichesi e non, che negli anni hanno aiutato nell’allestimento.

Lodovico, Maria, Sandra, Mara, Chiara, Paola … L’elenco sarebbe lunghissimo: per non far torto a nessuno ricordo quelli più fedeli e presenti ancora oggi: Cecco (dal 1982), Adriana ed Eugenio (dal 1993), Cati e Nino (dal 2012).
A questo punto speriamo di poter essere ancora presenti nei prossimi anni per continuare questa bella tradizione; l’ultima parola spetta sempre a tutti quegli Aprichesi e villeggianti che generosamente vengono a pescare e fin quando ce ne saranno la pesca continuerà a rallegrare grandi e piccoli”


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