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Aprica ha partecipato alla messinscena storico-rinascimentale

martedì, 3 settembre 2013

Aprica – Un gruppo di aprichesi, capeggiati dal vicesindaco Bruno Corvi, hanno partecipato alla grande sfilata della Valtellina. La bellezza è stata l’’elemento unificante della grande messinscena storico-rinascimentale a Teglio. La bellezza, si diceva: quella delle architetture e delle ’arti locali, dei costumi indossati da centinaia di partecipanti, della sontuosa e complessa cerimonia, degli sposi e di tutti i protagonisti, del tempo e del clima. Più quella incomparabile dello scenario naturale oroAprica1bico-valtellinese.

L’EVENTO

Nelle vie, nei palazzi e nelle chiese del borgo che dà il nome alla Valtellina si è potuta davvero “incontrare la storia, vivere la festa, assaporare la tradizione”, calati d’incanto nella favola delle nozze di due giovani nobili del lontano 1528.

La rievocazione del matrimonio tra il ventenne Azzo II Besta, figlio di Azzo I Besta e Ippolita Alberti, e la diciassettenne Agnese Quadrio, figlia del cavalier Antonio Maria Quadrio e di Lucia Gambara, fatta sulla scorta di puntuali riferimenti storici, ha effettivamente permesso di rivivere uno spaccato della civiltà tellina del periodo che ha dato al borgo il meglio di quanto ancora conserva.

LA SFILATA

Gli sbandieratori Torre dei Germani hanno annunciato l’’evento; sono state pronunciate le Grida dell’’amnistia e liberazione di prigionieri. È seguito il pranzo rinascimentale La Razion Tellina. Alle 14.15 è giunta la sposa accompagnata dal padre Azzo ha accolto Agnese e il corteo, con illustri ospiti e contradaioli, si è poi diretto verso la chiesa di San Pietro, dov’è avvenuta la celebrazione del rito nuziale, con il simpatico siparietto delle colombe svolazzanti dalla tiara del vescovo alle spalle di Azzo al messale retto dal diacono. Successivamente, sposi in carrozza, il corteo è partito per l’arena dei giochi, ovvero il campo sportivo, dove, oltre all’’esibizione degli sbandieratori, si sono svolte goliardiche tenzoni tra le storiche contrade.

GRUPPO APRICHESE

Il corteo ha ripreso il cammino fino a Palazzo Besta. Nella meravigliosa cornice dei giardini della dimora si è rievocato il banchetto nuziale, dove i rappresentanti di Abriga, Carona, Boalzo e Granìa hanno portato in dono agli sposi i diversi frutti delle vicinìe: alimenti, animali, vini o prodotti dell’artigianato tipico di ciascuna contrada. Prima a presentare i suoi omaggi è stata proprio Abriga, che ha recato formaggio e burro d’alpe, frutti di bosco e funghi, carbone. Nutrito il gruppo di rappresentanti aprichesi presenti in vesti d’’epoca, capeggiati dal console-vicesindaco Bruno Corvi.


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