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A Vezza d’Oglio concluse le celebrazioni della Battaglia Garibaldina del 4 luglio 1866

domenica, 3 luglio 2016

Vezza d’Oglio – Una grande giornata per Vezza d’Oglio che ha rievocato la Battaglia Garibaldina del 4 Luglio 1866. A 150 anni da quella cruenta battaglia sono state organizzate nella località turistica dell’Alta Valle Camonica una serie di manifestazioni che si sono concluse in mattinata con la sfilata dal municipio a piazza 4 Luglio e la cerimonia ufficiale che ha visto presenti oltre al sindaco Gian Maria Rizzi, gli amministratori della Valle Camonica, il deputato Davide Caparini, il consigliere regionale Donatella Martinazzoli, il colonnello Matteo Mancini, quindi il viceprefetto e le autorità locali.

Un evento che ha caratterizzato gli ultimi tre giorni in Valle Camonica e coinvolto l’intero paese, partendo dagli alunni e le insegnanti arrivando al corpo Musicali “Occhi” ai gruppi e associazioni, in primis la Pro loco. “E’ stato un evento – commenta il sindaco Giovan Maria Rizzi – che ha coinvolto tutta Vezza d’Oglio e interessato anche turisti”.

Il programma articolato su tre giorni ha visto esibizioni, rievocazioni storiche e oggi la sfilata dal municipio a piazza 4 Luglio con il corpo bandistico, quindi le autorità e i bambini tutti in abiti garibaldini quindi i gonfaloni dell’Ana con in testa il presidente dell’Ana camuna Mario Sala, quindi i vigili del fuoco, con il gruppo di Vezza d’Oglio e una rappresentanza da Brescia, infine i gruppi camuni. Dopo la cerimonia ufficiale, con speaker il giornalista Francesco Gheza, e la Santa messa in piazza 4 Luglio la chiusura dei tre giorni al centro Evento Adamello.

LA STORIA   

Il 4 luglio 1866 400 uomini, quasi tutti garibaldini, affrontarono 6.000 austriaci che da Ponte di Legno volevano sfondare la linea, raggiungere Edolo e puntare su Milano dove resisteva l’esercito fedele ai Savoia. Per il piccolo e glorioso esercito italiano fu una disfatta: ma sul campo vi furono gesti eroici, tra cui spicca la figura del giovane maggiore garibaldino Nicostrato Castellini, al quale venne dedicata la Scuola di Vezza d’Oglio. Ora una nuova targa, scoperta ieri, ricorderà a tutti quei giorni fondamentali per il neonato e ancor debole Regno d’Italia ricordando la figura emblematica di quella battaglia con la presenza di Clatèo Castellini, uno dei discendenti del maggiore Garibaldino. Pochi tra i 400 italiani avevano le armi giuste, cioè i fucili rigati di precisione da cecchino, come avevano gli austriaci: ma nonostante questo la resistenza fu valorosa. E vennero usati anche 2 cannoni, che in questi giorni hanno fatto sentire la loro voce nella rievocazione storica.


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