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Valsaviore, ricordate le vittime della valanga al Campellio di un secolo fa. Il messaggio e i progetti

lunedì, 4 aprile 2016

Cevo – Una cerimonia che ha colto nel segno e richiamato tutta la Valle Camonica, alpini, associazioni, gruppi e cittadini. E’ stata inaugurata una lastra con i nomi soldati morti 100 anni fa, una lastra in acciaio corten, lunga 15 metri e alta uno, con incisi 96 nomi, quelli degli 86 soldati morti un secolo fa esatto, a causa della valanga che si abbatté sulla caserma di Campellio al lago d’Arno, più una decina di altri nomi di militari uccisi negli scontri della Prima guerra mondiale. Presenti autorità civili e militari, i sindaci della Valsaviore, gli alpini dell’Ana camuna, i fanti, corpo cui appartenevano gli 86 militari morti nella valanga che si abbattè sul Campellio il 3 aprile 1916.

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La Valsaviore ha ricordato le giovani vite spezzate con una cerimonia partecipata da centinaia di persone. Di quelle salme si ricordava ben poco: fino al 1932 le salme dei giovani soldati erano state conservate nel piccolo cimitero della frazione Isola, quindi traslate nel Vantiniano di Brescia e nei paesi di residenza dei soldati.

Il maestro Andrea Belotti ha effettuato una ricerca e scritto il libro «Valsaviore 1915-1918. La guerra sull’uscio di casa», che rievoca i fatti. Il sindaco Silvio Citroni ha mantenuto fede alle promesse di ricordare chi aveva perso un secolo fa. Dopo la Messa è stata benedetta la lastra. Intanto è stato annunciato un progetto: i Comuni e le associazioni puntano a recuperare i ruderi della caserma Campellio. Il progetto è stato redatto dagli studenti dell’Olivelli di Darfo, ora è iniziata la ricerca di fondi per concretizzare l’idea.


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