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‘Valle dei Segni’: l’artista Ozmo al Liceo Golgi di Breno per raccontare “Wall in art”

giovedì, 7 maggio 2015

Breno – Il prossimo 13 maggio, con inizio alle 10, l’artista Ozmo – uno dei padri fondatori della street art italiana, presenterà al Liceo Golgi di Breno il progetto “Wall in art – muri d’arte nella Valle dei Segni“.Ozmo Wall in Art

Il progetto, che prevede la realizzazione di installazioni artistiche sui muri di alcuni Comuni della Valle Camonica con l’obiettivo di realizzare un parco diffuso dei segni contemporanei, entra nel vivo con il coinvolgimento di giovani artisti provenienti da tutta Italia, con la direzione artistica di uno dei più importanti wallpainters italiani. La partecipazione all’incontro è libera e gratuita.

WALL IN ART
Vittorio Sgarbi ha definito la sua opera murale al Leoncavallo “la Cappella Sistina della contemporaneità”, le sue opere pubbliche fanno bella mostra di sé in Italia, Stati Uniti ed Europa, ed ha persino fatto un passaggio in asta da Christie’s.

Lui è Ozmo, al secolo Gionata Gesi, uno dei padri fondatori del movimento della Street Art italiana, che approda ora in Valle Camonica per un importante progetto di rilettura del patrimonio più prezioso di questo territorio: le incisioni rupestri millenarie che l’Unesco nel 1979 ha dichiarato patrimonio dell’umanità.

Wall in Art – questo il nome del progetto promosso dal Distretto Culturale di Valle Camonica e dalla Valle dei Segni – unisce idealmente passato e presente, permettendo ai wallpainters contemporanei di scrivere un nuovo capitolo della storia lasciata incisa dagli antichi abitanti della Valle Camonica sulle rocce dei vari siti archeologici: mette in correlazione due forme d’arte, molto distanti temporalmente, ma entrambe orientate a raccontare la vita nel suo dispiegarsi quotidiano.

In questa avventura Ozmo sarà al contempo guida di un gruppo di giovani artisti (selezionati tramite bando pubblico e provenienti da tutta Italia), e realizzatore di un’opera muraria che rimarrà in Valle Camonica. E mentre il gruppo di lavoro individua i muri più adatti sul territorio e passa al vaglio i mock-up, le bozze di opera presentate dai giovani streetartist partecipanti, Ozmo raggiungerà la Valle Camonica per un incontro pubblico durante il quale parlerà della sua arte e delle varie tappe del progetto, presentando per l’occasione anche i ragazzi selezionati.

EVENTO
L’appuntamento è per mercoledì 13 maggio alle ore 10.00 nell’Aula Magna del Liceo Golgi, in Via Folgore 19 a Breno. La partecipazione è libera e gratuita.

BIOGRAFIA
Ozmo, nato a Pontedera, Pisa, nel 1975, disegna e dipinge dal 1978, da quando è stato in grado di tenere una matita o pennarello in mano. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze , durante la quale si concentra sulla pittura, sul writing (graffiti) e lo studio della grafica digitale.

Nel 2001 si trasferisce a Milano, dove comincia a collaborare con le maggiori gallerie della città, firmandosi con il suo nome di battesimo e presentando lavori dalla forte connotazione pittorica e dove, già promettente/affermato artista, contemporaneamente interviene nello spazio pubblico firmandosi con la sua Tag: Ozmo, gettando le basi per quella che sarebbe diventata la Street Art italiana contemporanea, di cui è uno dei pionieri e noti esponenti anche a livello internazionale.

Dal 2003 le opere di Ozmo sono una presenza costante nel circuito delle fiere d’arte e dei galleristi privati italiani e in alcune importanti collezioni pubbliche museali. Tra le mostre italiane ricordiamo: Palazzo della Ragione (2005), Pac (2007), Palazzo Reale (2007), fino alla sua personale “Primo Piano d’Artista”, al Museo del 900 di Milano e il suo Solo Show all’Urban Arena del museo MACRO a Roma, nel 2012.

Parallelamente all’attività artistica istituzionale, Ozmo realizza anche interventi di street art monumentale nelle più importanti capitali dell’arte contemporanea e urbana: New York, Miami, Chicago, Londra, Berlino, San Paolo, La Habana, Beirut, oltre che nelle principali città italiane (Milano, Roma, Palermo, Bari).

L’artista dopo 13 anni di carriera si trova a proprio agio con qualsiasi tecnica: disegno, spray, acrilica, compreso il più tradizionale olio su tela. Ogni volta propone una personale rielaborazione che tende, mescolando tradizioni, cultura e simboli legati all’immaginario collettivo e saccheggiando storia dell’arte, cultura alta, underground e riferimenti pop, all’universale enciclopedico e psicologico. Attraverso l’ambiguità dell’immagine, trattata in modo da avere una valenza fortemente simbolica, Ozmo vuole obbligare l’opera a funzionare come specchio, perché riveli l’osservatore stesso.


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