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Valle Camonica: raccolta funghi, ecco il nuovo regolamento. Le novità e i costi dei tesserini

giovedì, 28 luglio 2016

Breno – La Comunità Montana di Vallecamonica ha approvato il regolamento per la raccolta dei funghi. Il presidente Oliviero Valzelli e il direttore del servizio Foreste e Bonifica montana Giambattista Sangalli hanno illustrato le novità:  la Comunità montana camuna è l’unica della Lombardia ad aver salvaguardato la gratuità dei permessi per i residenti.

I nativi non più residenti hanno invece perso questo privilegio e, come coloro che vengono da fuori Valle per raccogliere porcini e altre specialità nei boschi camuni, pagheranno il tesserino. Il giornaliero costa 8 euro, il settimanale 20, ilmensile 40 e l’annuale 70 euro

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LE ATTIVITA’ E I PRESIDI

Gli introiti, che nel corso degli anni sono comunque diminuiti di più del 50%, vengono destinati a lezioni di micologia nelle scuole e ad aprire i presìdi micologici di Edolo, Borno e Vezza d’Oglio nel mese di agosto.

Anche in Valle Camonica dunque si è fatta chiarezza su un argomento che aveva suscitato polemiche negli scorsi mesi.  I permessi potranno essere ritirati in oltre un centinaio di bar, attività commerciali, Pro loco, uffici turistici e gruppi associativi con modalità di pagamento negli uffici dei Comuni. Negli ultimi anni, l’introito si era aggirato sui 70 mila euro annui, risorse che erano state rinvestite sul territorio e come per gli anni scorsi, a tutela delle aree boschive e per corsi di formazione a studenti

ZONE VIETATE

In base all’articolo 10 del Regolamento la “Raccolta” è vietata: nella Zona di Riserva Naturale Integrale “Val Rabbia e Val Gallinera”, nelle Zone di Riserva Naturale Orientata “Alto Cadino Val Fredda”, “Lago d’Arno” e “Val Gallinera-Aviolo”, nella Zona di Riserva Naturale Parziale Morfopaesistica e Biologica “Adamello”, nelle Zone di Riserva Naturale Parziale Biologica “Torbiere del Tonale” e “Torbiere di Val Braone”.

La raccolta dei funghi nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio (parte del territorio dei Comuni di Ponte di Legno, Temù, Vione e Vezza d’Oglio) è legata a norme dell’Ente gestore del Parco che ha previsto i divieti.


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