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Valle Camonica, Poste a singhiozzo: si riapre il confronto. Mottinelli: “Non penalizzare il servizio”

lunedì, 25 aprile 2016

Edolo – Poste a singhiozzo in Valle Camonica e nel Bresciano: si riapre il confronto a livello locale. La battaglia di Comuni e Provincia di Brescia sta portando a un primo risultato.

Poste Italiane ha accolto le diverse proposte sorte sia in Parlamento sia in seno agli Enti Locali. La conferma è arrivata dal Sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli che, in una lettera ai Governatori delle Regioni, ha ribadito la necessità di riaprire tutti i tavoli locali di concertazione per dare nuovo slancio e più servizi alla rete dei 13mila sportelli di Poste.

L’INTERVENTO DI MOTTINELLI 

Poste Italiane – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli (al centro nella foto sotto) - si impegna a limitare la chiusura di sportelli a 200 in Italia, contro i 500 previsti inizialmente. Evidentemente la pressione del Parlamento, alla quale si è’ unito il Governo, inizia a dare i primi risultati: merito del lavoro fatto in questi mesi da ANCI, di cui presiedo la Commissione Montagna Nazionale. Ho sempre dichiarato che la necessità di risparmiare per Poste Italiane non può penalizzare un servizio, prezioso soprattutto a chi vive in montagna. Ho sempre chiesto di tenere in seria e doverosa considerazione la situazione geografica e orografica dei singoli territori interessati dal piano di razionalizzazione nonché le proposte che dai Comuni interessati giungono.

MOTTINELLI

L’azienda ha un preciso accordo con lo Stato e gode di una cifra importante per garantire il servizi postale universale. È dunque indispensabile il dialogo, reciproco. Il Ministro Costa e il sottosegretario Giacomelli stanno ora lavorando all’apertura di un tavolo regionale per discutere nel dettaglio il piano di riorganizzazione“.

Sono d’accordo con l’onorevole Borghi – ha concluso il Presidente Mottinelli – quando sottolinea la necessità di trovare modelli organizzativi diversi, che garantiscano la consegna della posta e dei giornali, supportati da innovazione tecnologica e soprattutto dalle comunità locali, dalle associazioni presenti sul territorio, dalle Amministrazioni dei piccoli Comuni. Possiamo trovare insieme a Poste modelli più efficaci e meno dispendiosi per lo Stato e l’azienda”.


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