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Esine e Edolo: i piccoli ospedali non saranno chiusi. A Breno l’annuncio dell’assessore Mantovani

martedì, 20 maggio 2014

Breno (Fra. Col.) – Nessun ospedale sarà chiuso. Parola della Regione. Nel contesto del convegno organizzato a Breno dall’Asl Valle Camonica – Sebino su “Regole di sistema, elementi di riforma sanitaria” è intervenuto il vice governatore e assessore regionale alla Salute, Mario Mantovani che ha sottolineato: “Nessun ospedale verrà chiuso in Lombardia”.

l'assessore Mantovani a Breno

L’obiettivo è razionalizzare spesa e servizi. Una posizione chiara e già espressa in molteplici occasioni. L’intenzione della Regione è piuttosto un’altra: garantire più salute e più sicurezza ai cittadini lombardi, tenendo presente che nel futuro - per l’aumento della vita media della popolazione – il 70% della spesa sanitaria dovrà essere investito per la presa in cura dei pazienti cronici. Al convegno, oltre all’assessore Mantovani, sono intervenuti il direttore generale dell’Asl Valle Camonica, Renato Pedrini, il consigliere regionale  Fabio Fanetti,  esperti che hanno affrontato il tema della riforma sanitaria.

LA VALLE CAMONICA

E l’area della Valle Camonica-Sebino non fa eccezione. Ottava per estensione pari al 5.5% del territorio regionale, composta da 42 Comuni, anche in questo territorio come in tutta la Lombardia aumenta annualmente il numero di assistiti affetti da patologie croniche, coinvolgendo il 31,4% della popolazione generale con un assorbimento del 73,6% delle risorse, come illustrato dall’assessore nel suo intervento. “Per questo la sfida principale che il nostro sistema dovrà affrontare – ha aggiunto – sarà quella della cronicità, al fine di continuare a garantire, e se possibile migliorare, la nostra offerta di salute”.

PUBBLICO E PRIVATO

“Il Servizio Sanitario della Regione Lombardia – ha proseguito l’assessore regionale alla Salute - continuerà a fondarsi sul principio della libertà di scelta e della sussidiarietà orizzontale”. “L’applicazione di questo principio ha determinato una competizione fra pubblico e privato – ha aggiunto il vicepresidente – che certamente ha avvantaggiato il paziente e fatto crescere la qualità delle cure e dell’assistenza sanitaria. A 15 anni di distanza possiamo dire che il sistema pubblico ha migliorato la propria capacità di rispondere alle esigenze del cittadino ed è riuscito a mantenere una posizione di primo piano anche nell’erogazione di prestazioni di alta specialità” Una posizione già espressa in molteplici occasioni. L’intenzione della Regione, secondo mantovani, è piuttosto quella di garantire più salute e più sicurezza ai cittadini lombardi, tenendo presente che nel futuro, per l’aumento della vita media della popolazione, il 70% della spesa sanitaria dovrà essere investito per la presa in cura dei pazienti cronici.


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