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Valle Camonica divisa dalla Valtellina. Il PD prende posizione e lancia un suo progetto con Pizzetti e Mottinelli

sabato, 16 aprile 2016

Brescia – No alla Valle Camonica unita alla Valtellina. Secondo i vertici provinciali del PD la Valle Camonica e la Valtellina, dopo i deludenti, per ora, risultati dell’unione forzata nel settore sanitario, non saranno un territorio unico dato che il Governo di Roma tornerà sui suoi passi.

Mottinelli Pizzetti

Dopo il referendum confermativo sulla riforma costituzionale è in programma un restyling della legge 56 di riforma degli enti locali, la Delrio che ha istituito gli enti di area vasta.

Luciano Pizzetti (nella foto secondo da sinistra), sottosegretario della presidenza del consiglio alle riforme costituzionali, era presente ad un tavolo di lavoro voluto dal presidente della Provincia, Pier Luigi Mottinelli, e dal presidente dell’Acb, Gabriele Zanni, con il segretario provinciale Pd Michele Orlando, i due deputati Alfredo Bazoli e Guido Galperti, il consigliere regionale Girelli e i consiglieri provinciali del Pd. Pizzetti ha, innanzitutto, espresso forti perplessità sulla riforma dei cantoni lanciata dalla Giunta Regionale di Maroni e ha ricordato come, secondo la legislazione vigente, siano possibili solo accorpamenti e non scorpori. In sostanza sarebbe praticabile l’aggregazione tra Cremona e Mantova, ma non la fusione tra Valle Camonica e provincia di Sondrio. In ogni caso se ne potrà riparlare solo all’indomani del referendum, anche se tutti i presenti hanno condiviso l’idea per cui serve un’armonizzazione e non una complicazione dei vari livelli degli enti locali. Galperti ha voluto sottolineare come ora ci siano 10 livelli istituzionali dai bacini imbriferi, alle comunità montane, agli enti di area vasta.

Il sistema delle autonomie va semplificato. Tenendo conto che a Brescia un ente intermedio tra Comuni e Regioni è insopprimibile, anche perché il mandamento provinciale si sovrappone alla Prefettura, alla Camera di Commercio e a tutti gli enti di area vasta. Sulla riforma allo studio a livello centrale a cui stanno lavorando oltre a Pizzetti, anche Bressa per gli Affari Regionali, Baretta per il Mef, Rughetti per la Pa, il presidente della Provincia Mottinelli ha ricordato che l’indicazione di massima del Governo è quella di confermare le funzioni che sono già state assegnate agli enti di area vasta. Dovrà essere trovato un equilibrio delle risorse. Per le aree omogenee non avranno alcuna valenza legislativa, a meno che non si trasformino in unioni di comuni.


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