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Valanghe, soccorso alpino: esercitazione a Montecampione

domenica, 23 febbraio 2014

Montecampione – Esercitazione congiunta nella giornata odierna a Montecampione. L’operazione ha coinvolto le Stazioni di Breno e di Clusone del CNSAS – Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.CNSAS

Venti i tecnici di due Delegazioni, la V Bresciana e la VI Orobica, con diverse qualifiche specifiche di soccorritore, impegnati dalle 8 del mattino fino al primo pomeriggio, in località Plan, a 1800 metri di quota; era presente anche l’equipe sanitaria, per un ripasso generale delle procedure di disseppellimento.

Si è trattato di un’esercitazione ambientata all’interno di uno scenario riproducente una valanga, proprio come potrebbe accadere nella realtà. I cosiddetti “figuranti”, sette in tutto, sono stati sepolti sotto la neve: tre rappresentavano il ruolo di sci-alpinisti e quattro di escursionisti con le ciaspole, tutti travolti dalla slavina tranne uno, che si è occupato di dare l’allarme e di mettere in atto le prime azioni di soccorso. Gli sci-alpinisti sono stati ritrovati ed estratti in una ventina di minuti, perché avevano con loro il dispositivo ARTVA; per i ciaspolatori invece è stato necessario un tempo maggiore, intorno alle due ore.

L’uso dell’ARTVA è fortemente consigliato a tutti coloro che praticano sport in ambiente innevato come sci alpinismo, ciaspole o racchette da neve, sci escursionismo, snowboard e ogni attività in ambiente naturale dove c’è neve, comprese le fasi di avvicinamento e rientro da altre attività montane, tra cui le arrampicate alpinistiche, frequenti durante la stagione invernale.

Il contesto di valanga è uno dei più complessi e il fattore tempo gioca un ruolo decisivo per la sopravvivenza delle persone soccorse: le statistiche infatti riportano che un utilizzo corretto di ARTVA, pala e sonda, da parte di chi è già sul posto (nella maggior parte dei casi, i compagni stessi di escursione) aumenta di molto le probabilità di un esito positivo dell’intervento. Il gruppo deve quindi sempre avere con sé gli strumenti base e deve subito mettersi in azione, in attesa dell’arrivoo dei tecnici CNSAS, delle Unità cinofile e dell’eliambulanza. È importante sapere che la probabilità di sopravvivenza, in assenza di traumi significativi, è molto più alta entro i primi 15 minuti (92%) e poi cala drasticamente tra i 15 e i 35 minuti (30%). L’esercitazione aveva anche lo scopo di testare e mettere a punto le diverse procedure e di integrare l’operato dei tecnici appartenenti a due Stazioni che, sebbene facenti capo a due province diverse, spesso sono chiamate a operare insieme.


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