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Unione dei Comuni della Valsaviore: guerra su un progetto di housing sociale, minoranze perplesse

mercoledì, 5 ottobre 2016

Sellero – Da oltre un decennio l’amministrazione comunale di Sellero ripropone il progetto di “housing sociale” relativo all’acquisto e ristrutturazione della “Casa Gistrì” sita nell’abitato di Novelle e di proprietà di un privato.

L’opera, che in questi anni è stata  più volte messa nel bilancio del Comune di Sellero per poi essere sistematicamente cancellata per mancanza di risorse, è stata ora inserita nel piano triennale dei lavori pubblici dell’Unione dei Comuni della Valsaviore per un importo complessivo pari ad 1.137.835,36 euro; beneficerà di contributo a fondo perduto della Fondazione Cariplo per 300mila euro e di un contributo della Comunità Montana di Vallecamonica di 100mila euro, mentre la copertura della spesa rimanente graverà sul bilancio dell’Unione dei Comuni della Valsaviore con l’accensione di un mutuo di 737.835,36 euro che verrà stipulato dall’Ente e garantito dai comuni di Cedegolo, Berzo Demo e di Sellero, mentre Cevo e Saviore dell’Adamello, seppur membri dell’unione, sono stranamente “stati fuori”.

Visto l’importante contributo economico richiesto all’Unione e ai suoi comuni, i delegati e capigruppo di minoranza dei tre comuni coinvolti, Vittorio Moreschi di Cedegolo, Battista Ramponi di Berzo Demo e Severino Damiolini di Sellero, ad agosto hanno scritto alla Giunta dell’Unione chiedendo di poter visionare personalmente l’edificio. La  risposta, arrivata in questi giorni e solo dopo numerosi solleciti, ha informato però i consiglieri che “l’edificio sopracitato è di proprietà privata, pertanto l’Unione non può autorizzarvi l’accesso. Per poterlo visitare è necessario contattare direttamente la proprietà”.Municipio Sellero

Nel corso del consiglio comunale di Cedegolo - spiegano i tre consiglieri -  alla domanda della minoranza “chi è proprietario attuale dell’immobile?”, non è seguita risposta. Pertanto oltre a chiedersi com’è possibile fare progetti su un immobile di cui non si conosce la proprietà, non ci restava altro da fare se non fare richiesta all’ente che realizzerà l’opera e si accollerà il mutuo, piuttosto che ad un proprietario che non conoscevamo.

Quello messo in atto nei nostri confronti – continuano – è un ostruzionismo che non fa altro che confermare le nostre perplessità e getta molte ombre su di un’operazione che tutto appare fuorché limpida e cristallina e che, ancora una volta, dimostra come i nostri Sindaci non siano in grado di mantenere un comportamento quanto meno democratico ed educato nei confronti del Consiglio dell’Unione.  Da che mondo è mondo infatti, prima di acquistare un bene come minimo lo si visiona e, visto che si stanno spendendo fondi pubblici, si predispone una perizia che ne attesti la congruità del prezzo fissato.

Perché tutto questo ostruzionismo? Perché i consiglieri di minoranza non possono accedere e visionare l’immobile facendo richiesta alla propria giunta? Si compra senza gara, preventivi, valutazioni un immobile per oltre 1 milione di euro e non si può nemmeno visitare? Significa forse che nemmeno la giunta ha visionato l’immobile?

Perché, per la stessa operazione, meno di due anni fa il Comune di Sellero aveva previsto a bilancio una spesa di 920 mila euro ed ora l’importo è aumentato di quasi il 25% nonostante la crisi del mercato immobiliare? Siamo certi della congruità del prezzo d’acquisto?

Perché i comuni di Cevo e Saviore si sono “defilati”? Perché acquistare un immobile che sembra essere di proprietà di un’impresa edile e sobbarcarsi tutto l’onere della ristrutturazione quando invece sarebbe stato semmai più logico compartecipare ai costi che in questo modo si sarebbero notevolmente ridotti?

Perché la scelta è ricaduta proprio su questo immobile? Perché non intervenire su altre strutture presenti in altri comuni (magari già di pubblica proprietà ed in stato di abbandono)? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che ci poniamo e che poniamo ai sindaci dell’Unione. E’ quindi nostra ferma intenzione acquisire tutta la documentazione relativa all’operazione e trasmetterla alla magistratura contabile e all’ANAC affinché verifichino se vi sia o meno vero interesse pubblico nella realizzazione di quest’opera”.


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