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Unghie in gel: quando la ricostruzione può essere utile e quando andrebbe evitata

venerdì, 8 aprile 2016

Edolo – La vita frenetica di oggi vede le donne costantemente impegnate a dividersi tra mille esigenze diverse. Una di queste riguarda la cura dell’aspetto fisico, che da un lato rappresenta una necessità e un piacere, ma dall’altro non può certo assorbire troppo tempo, considerando i mille impegni che costantemente affollano l’agenda.

Per porre rimedio a questa problematica, negli ultimi anni si è assistito a un sempre maggiore ricorso ai servizi offerti da centri estetici e benessere, attività che, nonostante il forte periodo di crisi economica, hanno visto il loro fatturato lievitare. La grande richiesta ha portato anche allo sviluppo e alla diffusione di nuovi trattamenti e, in alcuni casi, all’affermazione di nuove figure professionali come quella dell’onicotecnica.

La cura delle unghie di mani e piedi è qualcosa a cui quasi nessuna donna rinuncerebbe. In effetti, poter sfoggiare una manicure sempre precisa ed ordinata è un modo semplice ma molto efficace, per trasmettere fascino ed eleganza, qualità molto apprezzate sia nella vita privata che in quella professionale.

Prestare costante attenzione alla lunghezza delle unghie, alla loro forma, all’integrità dello smalto o delle decorazioni applicate, d’altra parte, richiede molto impegno e tempi di cui non tutte le donne possono disporre. È per questo motivo che, da qualche anno a questa parte, le tecniche di ricostruzione delle unghie sono andate affermandosi sempre più, fino a diventare una vera e propria consuetudine.

Questo particolare trattamento consente di ottenere unghie artificiali, con una resa estetica perfetta e del tutto naturale. Il grande vantaggio sta nel fatto che una singola applicazione può durare anche per molti mesi: l’unica preoccupazione sarà quella di effettuare periodici refill, ovvero interventi per andare a coprire le nuove porzioni di unghia cresciute.
Le unghie ricostruite sono molto più resistenti di quelle naturali ed oltre ad assicurare una lunga tenuta, si rivelano perfette per chi svolge lavori manuali o è particolarmente dedita alla cura della casa.

Ovviamente, anche le unghie artificiali possono essere arricchite con colori, disegni particolari o mediante l’applicazione di decorazioni. Anzi, quando opportunamente trattata, l’unghia ricostruita rappresenta la base perfetta per la nail art, ovvero l’insieme delle tecniche di decorazione artistica delle mani, grazie alla quali è possibile realizzare veri e propri capolavori in miniatura.

Ricostruzione delle unghie: tecniche e materiali

Le tecniche di ricostruzione delle unghie sono molteplici e si distinguono sia sulla base dei prodotti impiegati che del tipo di risultato desiderato.

Ad esempio, è possibile creare coperture che ricalchino in modo fedele la forma e la lunghezza dell’unghia naturale, oppure si possono realizzare ricostruzioni che allunghino la lamella ungueale o ne modifichino il profilo. A questo scopo, si può ricorrere a due diverse procedure:

  • utilizzo di “tips”, ovvero di piccole protesi in plastica che vengono applicate con una colla sull’unghia naturale per offrire una base più lunga sulla quale realizzare la ricostruzione;
  • utilizzo di cartine, che svolgono la stessa funzione delle tips, ma possono essere rimosse una volta completata la creazione dell’unghia artificiale.

La distinzione più importante riguarda il materiale utilizzato per creare il corpo dell’unghia. Le soluzioni più diffuse sono due: il gel e l’acrilico. Entrambe le tecniche risultano essere molto valide, sebbene le procedure e il livello di difficoltà cambino notevolmente.

La maggiore semplicità e la qualità dei risultati ottenibili portano molte onicotecniche ed altrettanti clienti a preferire la ricostruzione in gel.

Questa tecnica prevede il ricorso ad un gel “tutto in uno” definito monofasico, oppure ad uno trifasico, utilizzando in realtà tre diversi prodotti, necessari per:

  • creare una base aderente;
  • realizzare l’unghia artificiale;
  • fissare e proteggere il risultato.

Una ricostruzione realizzata ad arte richiede molto impegno. È fondamentale preparare l’unghia in modo opportuno, limandone la superficie ed applicando specifici prodotti sgrassanti che rimuovo la patina lipidica presente sulla lamina ungueale e consentono al gel di aderire in modo saldo. Sempre per lo stesso motivo, devono essere rimosse tutte le cuticole utilizzando un bastoncino d’arancio, e steso uno strato di primer sull’unghia per creare una base resistente. Saltare questi passaggi, o commettere errori nel procedimento, rischia di pregiudicare tutto il lavoro: le coperture risulteranno fragili e tenderanno a staccarsi.

Il passaggio successivo consiste nella stesura del gel. La manualità dell’operatrice è molto importante in questa fase, giacché, per assicurare un buon risultato estetico e creare una struttura resistente, sarà necessario dare una forma bombata (con la cosiddetta curva C) al gel, operazione che richiede molta esperienza e precisione.

Altro step essenziale è quello della polimerizzazione. Per far solidificare il gel è necessario esporre le mani alla luce ultravioletta prodotta da un “fornetto”. Affinché il processo avvenga correttamente, il necessario tempo di esposizione deve essere rispettato in modo scrupoloso.

Sempre più persone scelgono di realizzare da sole la ricostruzione, per risparmiare o semplicemente perché appassionate del mondo del nail care.

Con un po’ di esperienza è possibile ottenere risultati eccellenti, ma occorre badare ad alcuni particolari. Innanzitutto, è bene utilizzare solo prodotti certificati e di comprovata efficacia. Per farsi un’idea precisa del tipo e della varietà dei materiali tra cui è possibile scegliere, è possibile sfogliare questo elenco dei gel per la ricostruzione delle unghie.

Bisogna porre particolare attenzione all’uso e alla manutenzione del fornetto UV, che richiede la periodica sostituzione dei bulbi che emettono la luce. Viceversa, si corre il rischio di non polimerizzare correttamente il gel ed ottenere ricostruzioni di pessima qualità.

Quando la ricostruzione è una buona scelta

Le tecniche di ricostruzione delle unghie sono state affinate molto nel corso degli anni: oggi, questo trattamento non presenta controindicazioni particolari e, quando eseguito da mani esperte, non comporta danni per l’unghia naturale.
Come già accennato in precedenza, questa soluzione è perfetta per chi desidera avere mani curate senza dover dedicare troppo tempo all’uso di smalti e lime, ma non solo: la ricostruzione è l’ideale quando le unghie sono molto fragili e deboli, crescono lentamente o tendono a sfaldarsi.

In questi casi, la copertura si rivela utile sia per sfoggiare una manicure impeccabile, sia per proteggere e lasciar crescere le unghie naturali.

Un’altra applicazione molto interessante riguarda la possibilità di contrastare l’onicofagia, ovvero il vizio di mordersi e mangiucchiarsi le unghie, che non è tipico solo dei bambini, ma interessa anche molti adulti. Le unghie ricostruite, naturalmente, sono troppo dure per essere intaccate con i denti e così, settimana dopo settimana, sarà possibile lasciarsi alle spalle questa pessima abitudine, che oltre ad essere molto poco elegante, può anche danneggiare le lamelle e causare brutte infezioni.

Quando la ricostruzione è controindicata

Esiste una serie di situazioni in cui è preferibile evitare o rimandare questo trattamento.
In primis, è importante sottolineare che le unghie che si vanno a trattare devono essere in buono stato. Ad esempio, in presenza di infezioni fungine delle unghie (onicomicosi), questi interventi vanno assolutamente evitati. Non solo si rischia di peggiorare la situazione creando un ambiente favorevole alla proliferazione del fungo, ma in molti casi se ne provoca la diffusione, facendo sì che esso vada ad interessare anche le altre unghie.

Prima di procedere alla ricostruzione, sarebbe opportuno verificare l’esistenza di eventuali allergie, anche solo applicando piccolissime quantità dei prodotti che si andranno ad utilizzare in un punto nascosto del corpo e verificandone gli effetti. In caso di rossori evidenti o forti bruciori, è bene rinunciare al trattamento, oppure orientarsi verso prodotti con formulazioni più delicate.

Non sono ancora stati dimostrati effettivi pericoli per quanto riguarda le ricostruzioni effettuate quando si è in dolce attesa. In effetti, le sostanze applicate sull’unghia evaporano o solidificano molto rapidamente, per cui è improbabile che possa verificarsi l’assorbimento dei composti chimici da parte della donna o del feto.

Tuttavia, alcuni composti presenti in questi prodotti, come gli ftalati, sono considerati teratogeni, ovvero potenzialmente in grado di provocare malformazioni. Nel dubbio, il consiglio è quello di limitare il ricorso a queste metodiche, o evitarle del tutto durante i 9 mesi della gestazione.

In ultimo, è importante ricordare che le ricostruzioni devono essere rimosse quando ci si sottopone ad un intervento chirurgico, specie se in anestesia totale. Durante l’operazione, infatti, il letto ungueale deve essere visibile, per consentire la valutazione di eventuali cambiamenti della colorazione che possono indicare difficoltà circolatorie o stati di ipossia.

Inoltre, spesso si ricorre all’applicazione del pulsiossimetro su un polpastrello. Questo piccolo strumento è in grado di registrare la frequenza cardiaca e il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue, fornendo importanti indicazioni ai medici. Dal momento che il suo funzionamento si basa sull’emissione e la ricezione di radiazioni luminose che devono attraversare il dito, la presenza della barriera rappresentata dall’unghia artificiale può inibirne il meccanismo.


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