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Un piano per il sociale: sabato a Darfo Boario si discute sulle Rsa

mercoledì, 5 giugno 2013

Darfo – Un piano per il sociale in Valle Camonica e per aiutare gli anziani. Nella maggior parte delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) la cura del dolore nel paziente anziano, spesso affetto da demenza, è ancora inadeguata. Il progetto “Dolore RSA Valle Camonica 2013″ vuole supportare il personale di queste strutture nel curare la sofferenza dei malati in modo efficace, conciliando la complessità delle cure con l’esiguità decasa riposol tempo a disposizione.

Il dottor Simone Franzoni, responsabile scientifico del progetto, sottolinea: “Evitare che la cura del dolore non venga realizzata perché percepita come difficile e onerosa in termini di tempo o perché vista solo come un obbligo procedurale e non come un modo per migliorare la qualità di vita dell’ospite in RSA”. Un momento importante sarà sabato prossimo a Darfo Boario Terme, dove in un convegno si affronterà il tema dell’informazione agli operatori e alla cittadinanza. In Valle Camonica sono attive quattordici Residenze Sanitarie Assistenziali che seguono più di 800 anziani.

Oltre la metà di questi pazienti soffre di dolore, ma buona parte di loro non riesce a esprimerlo verbalmente a causa della demenza. Per migliorare la cura del dolore, la Comunità Montana della Valle Camonica e l’Unione Provinciale Istituti per Anziani (UPIA), sezione Valle Camonica, promuovono il progetto “Dolore RSA Valle Camonica 2013″ che, coinvolgendo il personale sanitario delle quattordici strutture presenti sul territorio, punta a una cura più adeguata del paziente anziano con dolore. Allo scopo di presentare alla comunità l’iniziativa – attualmente in corso di realizzazione – sabato 8 giugno, alle ore 8,30, si svolgerà a Darfo Boario Terme, presso il Palazzo dei Congressi, il convegno dal titolo “La cura del dolore nelle RSA della Valle Camonica”. “Le cause principali del dolore persistente nei pazienti delle RSA sono l’artrosi, l’arteriopatia obliterante degli arti inferiori, le neuropatie, le piaghe da decubito, le contratture muscolari”, evidenzia Simone Franzoni dell’Istituto Clinico Città di Brescia e Gruppo di Ricerca Geriatrica Brescia  e responsabile scientifico del progetto. “Poiché l’obiettivo fondamentale delle RSA  - prosegue – è il miglioramento della qualità della vita, è essenziale ridurre la sofferenza fisica attraverso la cura del dolore. Ma così non avviene, nelle RSA la cura del dolore è inadeguata (problema diffuso in tutto il mondo) e particolarmente fra i pazienti con demenza avanzata, che lo manifestano indirettamente con espressioni del corpo, disturbi psichici e comportamentali. Fra le tante spiegazione di questa mancata cura si evidenzia il fatto che la terapia antalgica è una pratica ‘difficile’: non è semplice misurare la sofferenza e occorre sapere utilizzare i farmaci antalgici in pazienti anziani affetti da più malattie croniche concomitanti (comorbilità), che limitano l’uso delle terapie farmacologiche. Tali cure richiedono quindi tempo e dedizione, nonché grande preparazione degli operatori sanitari”. “La Legge 38/2010 ha reso obbligatoria la cura del dolore in tutti i setting sanitari (RSA comprese) – continua Franzoni – e, insieme alle recenti scoperte sulla fisiopatologia della sofferenza e alle nuove combinazioni farmacologiche, ha dato un notevole impulso alla gestione del paziente che soffre. La terapia antalgica negli anziani non comunicanti richiede un’intensa collaborazione fra tutte le figure professionali che compongono l’équipe: medici, infermieri, ausiliari socio-sanitari e assistenziali, fisioterapisti, psicologi e parenti. Ad oggi non esiste un “modello di cura” specifico per questi pazienti e diventa quindi necessario mettere a confronto le varie esperienze. Con questo progetto vogliamo aiutare il personale delle RSA a curare il dolore dei loro pazienti in modo efficace, conciliando la complessità delle cure con l’esiguità del tempo a disposizione. L’approccio ottimale all’anziano con dolore si basa sulla valutazione globale della persona (stato cognitivo, tono dell’umore, autosufficienza, comorbilità) e sull’adattamento della terapia antalgica alla comorbilità e al politrattamento (in media questi pazienti assumono già 7-8 farmaci al giorno). Il controllo della sofferenza in questi pazienti potrebbe, inoltre, giocare un ruolo chiave nella gestione delle alterazioni comportamentali, che possono avere molteplici cause (oltre alla demenza) e che vengono comunemente controllate con sedativi. L’ipotesi che in parte i disturbi comportamentali possano essere causati da una percezione dolorosa dovrebbe trovare conferma nella loro riduzione con la terapia antidolorifica. Il progetto punta quindi anche all’aumento dell’utilizzo di farmaci antalgici e soprattutto oppioidi e alla riduzione del consumo dei farmaci antinfiammatori e sedativi. Il progetto “Dolore RSA Valle Camonica 2013″ nasce proprio con l’obiettivo di far fronte a questa situazione e si avvale del contributo scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica – Brescia, diretto dal Professor Marco Trabucchi e del Centro Universitario di Studio e Ricerca DIFF Brescia, diretto dai Professori Maurizio Memo e Sandra Sigala. Grazie alla collaborazione con l’ASL della Valle Camonica – che vigilerà sul’’adeguamento di ogni RSA alle nuove metodologie di valutazione e cura del dolore – l’iniziativa si articola in una fase di formazione del personale (medico, infermieristico e ausiliario socio-assistenziale) da marzo a maggio 2013, in una fase di monitoraggio dell’applicazione di quanto appreso nello step formativo da giugno a dicembre 2013 e successivamente nell’attivazione di un sistema di audit per confrontare il livello di cura del dolore fra le RSA camune.


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