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Un Cantone tra Valle Camonica e Valtellina. A Breno confronto con Maroni e Mottinelli

lunedì, 11 aprile 2016

Breno – Un Cantone tra la Valle Camonica e la Valtellina. E’ questa l’idea rilanciata nel convegno su “Il futuro dell’area vasta – dopo la riforma costituzionale”, promosso dalle Acli bresciane che si è tenuto a Breno dal Governatore lombardo, Roberto Maroni. In Valle Camonica si discute di autonomia e tutte le forze politiche hanno avanzato delle proposte.  Presenti il presidente delle Acli, Pierangelo Milesi,  i vertici delle istituzioni bresciane, il presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, i consiglieri regionali Angelo Fanetti e Donatella Martinazzoli, quindi sindaci e cittadini della Valle Camonica. Relatore il professor Mario Gorlani, docente di Diritto Pubblico all’Università di Brescia.

Mottinelli e Maroni 1

Autonomia significa anche più risorse al territorio. ”Nell’ipotesi di un’area unica, un ’Cantone’, per Valtellina e Valle Camonica io vedo solo punti di forza, uno per la precisione: la montagna, che è una realtà particolare e merita un’attenzione particolare. Unire aree  omogenee, che hanno esigenze comuni, problemi comuni e che quindi necessitano di interventi comuni e coordinati, migliora il rapporto con la Regione, con le Istituzioni”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni intervenendo al convegno dal titolo ‘Il futuro dell’Area Vasta dopo la riforma costituzionale’, organizzato a Breno (Brescia), dalle Acli bresciane. ”Da gennaio – ha ricordato Maroni – è nata la Macroregione delle Alpi e le aree montane ora possono giocare davvero un ruolo da protagonista”.

C’è stato un confronto tra il professor Mario Gorlani, il Governatore Maroni e il presidente della Provincia, Pierluigi Mottinelli sul futuro della Provincia, dell’area vasta, della Valle Camonica.

SENZA RISORSE NON PUO’ ESSERCI AUTONOMIA

“L’autonomia per me significa risorse – ha spiegato Maroni -. Per esempio, ora, la Provincia di Sondrio avrà maggiori risorse dalla Regione, perché è la provincia montana: lasceremo una quota rilevante del bollo auto che incassa la Regione alla Provincia di Sondrio, perché non può esserci autonomia senza risorse”. Il presidente della Provincia  di Brescia, Pierluigi Mottinelli, ha ribadito l’importanza di mantenere l’identità del territorio, in particolare quello della Valle Camonica.

ASCOLTO E CONFRONTO

“Sono comunque disponibile ad ascoltare i cittadini, le Istituzioni, gli amministratori – aggiunto Maroni -. Sono pronto a cambiare idea, se però qualcuno mi convince che un’altra idea è migliore della mia. Da gennaio sto girando per sentire i territori e consentirci poi a giungo di fare una prima sintesi. Se il referendum di ottobre conferma la riforma, questa entrerà in vigore a fine anno. Non è detto che togliere le Province dalla Costituzione voglia dire abolirle. Non scompaiono. Anche perché c’é una fase transitoria. Serve una legge di attuazione della riforma costituzionale perché possa entrare in vigore. Nell’ipotesi più ottimistica avremo la nuova legge fra un anno, noi pero’ ci muoviamo con grande anticipo”.

PROPOSTA AL GOVERNO COL SOSTEGNO DI TUTTI

“Voglio portare quindi al Governo una proposta – ha proseguito Maroni – e spero che il Parlamento poi terra’ conto di cio’ che la Lombardia propone e in questo vorrei anche il supporto anche delle minoranze, perche’ favoriscano l’interlocuzione col Governo, in un rapporto di leale collaborazione. Per questo abbiamo avviato tutti questi incontri di confronto sul territorio”.

CANTONI ENTI INTERMEDI

“Per me l’Ente di Area vasta è il livello intermedio di governo del territorio tra i 1500 Comuni e la Regione – ha spiegato Maroni – e per me questi Enti intermedi sono i Cantoni. Per comodita’ abbiamo pensato di partire con un’ipotesi di riorganizzazione territoriale basata sulle attuali 8 Ats previste dalla Riforma della sanità, che pure sottoporremo a verifica a giugno”.

FONDAMENTALI PRINCIPI E OBIETTIVI

“I principi invece sono fondamentali – ha fatto presente il presidente: semplificazione della vita dei cittadini; riordino dei livelli di governo, comunale, intermedio e regionale; riduzione di tempi e costi della Pubblica Amministrazione; sussidiarietà per l’attuazione delle politiche. Anche gli obiettivi per noi sono imprescindibili: migliorare la vita dei cittadini e assicurare un contesto più competitivo per le imprese. Noi ci dobbiamo porre la domanda se tenere o eliminare tutti gli Enti che stanno tra Comuni e Regione: credo che questa sia l’occasione per una vera riorganizzazione dei livelli di governo”.

RIFORMA DELLE AUTONOMIE

“Noi non vogliamo limitarci a definire i confini degli Enti di area vasta – ha concluso Maroni  -, ma mettere mano alla riforma complessiva del sistema delle autonomie. Voglio disegnare un modello di sistema delle autonomie basato sul principio di sussidiarietà e di efficienza. Una sfida ambiziosa: per questo, per me, l’unico metodo e’ quello del confronto aperto, con tutti coloro che hanno degli interessi”.


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