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Troppe perdite: il Comune di Breno esce dal Consorzio della castagna

martedì, 5 luglio 2016

Breno – Breno esce dal Consorzio della Castagna. Già nel 2014 lo aveva annunciato, se non fossero migliorati i conti. E così è stato.

Il Comune di Breno esce dal Consorzio della Castagna di Vallecamonica. Lo farà nel Consiglio comunale convocato in seduta straordinaria per mercoledì 6 luglio alle 20.30 in municipio per trattare due punti all’ordine del giorno, tra cui proprio il “Recesso dal Consorzio della Castagna società cooperativa a mutualità prevalente”.

Non si tratta di una decisione avventata o presa a cuor leggero, senza avere serie e fondate motivazioni. Già infatti nel settembre del 2014 il sindaco Sandro Farisoglio, scrivendo al Consorzio della Castagna per comunicare di aderire alla richiesta di adeguamento (al rialzo) dell’importo delle quote associative per gli anni 2014 e 2015, aveva dichiarato di partecipare “consapevole del valore significativo dei prodotti locali e delle attività connesse”, ma palesando – già allora – “alcune perplessità in merito al buon esito della complessa operazione di recupero. Per questo, se al termine dei due anni previsti per ottenere i primi risultati positivi non si manifesteranno segnali di miglioramento, ci troveremo costretti a recedere dalla partecipazione al Consorzio”.

E così oggi, a due anni di distanza, dopo aver osservato le continue perdite della realtà, il Comune di Breno abbandonerà la compagine sociale. Per dare alcuni dati, nel 2011 la perdita era stata di 42 mila euro, nel 2012 di 34 mila, nel 2013 è salita a 48 mila, così come nel 2014 e anche quest’anno la perdita conseguita è di 51 mila euro, sempre in crescita.

“In pochi anni ci sono state perdite per oltre 200 mila euro – spiega il primo cittadino brenese -: tutti vogliamo bene e crediamo nella prodotto castagna e nelle tradizioni del nostro territorio, ma se una realtà non sta in piedi bisogna avere il coraggio di prenderne atto e fare delle scelte definitive. Credo che i bisogni della Vallecamonica vadano ben oltre rispetto a questo: i fondi per gli enti comprensoriali sempre meno e vanno quindi concentrati su realtà più costruttive. Nel 2014 era stato proposto un progetto di rilancio a seguito dell’insediamento del nuovo presidente, il collega sindaco Gabriele Prandini, e il Comune di Breno vi aveva aderito facendo la sua parte, anche se aveva già manifestato delle perplessità, dichiarando che se entro i primi due anni non si sarebbe registrato un miglioramento, non avrebbe continuato e avrebbe staccato la spina. Così è stato. Il costo per provarci e per aderire al progetto di rilancio è di 2 mila euro totali, ma era un rischio che bisognava correre. Come tutti possono vedere le perdite invece di diminuire sono aumentate: per quanto mi riguarda non c’è altro da aggiungere”.


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