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Troppa burocrazia: scatta la protesta dei vigili del fuoco del Bresciano. Minacciato lo sciopero il 4 giugno

martedì, 20 maggio 2014

Vezza d’Oglio – Un messaggio chiaro per valorizzare le professionalità dei vigili del fuoco volontari e superare l’emergenza. E’ l’obiettivo dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco volontari di Sale Marasino, di Darfo, di Vezza D’Oglio e di Breno che insieme agli altri vigili del fuoco della provincia hanno illustrato la posizione dei responsabili volontari dei distaccamenti in merito allo sciopero indetto dalla Confsal contro i criteri di selezione adottati al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Brescia. Al termine hanno stilato un documento che sarà presentato alla popolazione per la sottoscrizione.

Infatti i responsabili dei distaccamenti dei vigili del fuoco volontari di Sale Marasino, Lumezzane, Desenzano Del Garda, Salò, Vestone, Verolanuova, Bagolino, Edolo, Vezza d’Oglio, Breno, Darfo Boario Terme denunciano l’ennesima disfunzione da parte di un sistema sempre troppo miope alle esigenze dei cittadini, che sempre di più vengono penalizzati su un servizio per cui pagano le tasse. L’ultima in ordine di tempo riguarda “gravi discriminazioni fatte ai danni di aspiranti volontari”.

DISCRIMINAZIONI INACCETTABILIVigili del fuoco

In questi giorni presso il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Brescia è stato attivato un corso da 120 ore per selezionare gli aspiranti volontari. I criteri adottati per questa selezione sono discriminanti.

Dopo tanti anni di attesa sono stati esclusi dal corso iniziale 9 iscritti su 27, dopo solo un giorno di partecipazione, a fronte di prove natatorie e motorie-attitudinali stabilite solo al Comando di via Scuole e non previste in nessun altro Comando d’Italia. Prove non selettive sperimentali a livello nazionale, ma che presso questo Comando per volontà del primo dirigente Settimio Simonetti sono diventate criteri base per escludere, dopo solo un giorno di frequenza, alcuni aspiranti volontari.

Un corso che già di per sé implica motivazione perché l’impegno richiesto è di 5 giorni la settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17, per tre settimane consecutive. Il che significa per molti ragazzi che hanno un lavoro ferie maturate o permessi speciali chiesti in anticipo.

Perché gli eventuali aspiranti devono subire questo trattamento nel totale silenzio di una parte dei sindacati che vuole letteralmente tarpare lo sviluppo del volontariato dei Vigili del Fuoco che costa la decima parte di quello effettivo?

L’OBIETTIVO

Da anni ci battiamo per aumentare il personale volontario nei distaccamenti provinciali che coprono il 70% del territorio bresciano. “Sono anni che chiediamo inutilmente al Comando di organizzare due corsi l’anno con modalità consone alla vita del volontario” – spiegano i capi distaccamento – L’obiettivo: migliorare la risposta di soccorso. Non riusciamo proprio a capire il perché di una chiusura totale al dialogo a priori. Più volte abbiamo sollecitato un incontro con il comandante che si è sempre rifiutato di ascoltarci”. La scusa è sempre la stessa: i formatori, vigili del fuoco permanenti presso il Comando, per problemi legati ai tagli non possono operare in straordinario; ma allora perché non mutuare esperienze positive fatte dai Comandi di province vicine?

“A Milano , l’ultimo corso agli iscritti è stato fatto tutto dai volontari Capi squadra , la sera ed il fine settimana, e solo gli esami si sono svolti presso il Comando provinciale. E’ Milano non certo l’America!”

L’ATTIVITA’

“Stessa chiusura – hanno detto i volontari – anche per quanto riguarda la richiesta di organizzare due corsi patenti all’anno per la conduzione dei Camion dei Vigili del Fuoco. “Ogni giorno interveniamo sul territorio con grandi difficoltà. Tutti durante il giorno lavoriamo e i distaccamenti contano sulle risorse umane che hanno. Senza patenti però i mezzi non possono uscire, e senza i corsi di formazione non possiamo avere ragazzi nuovi che i camion li fanno uscire”.

Senza contare che per ottenere una patente è richiesto un impegno che va dalle 2 alle 4 settimane lavorative. L’ultimo poi è stato organizzato a Cremona. Anche le spese per i trasferimenti pesano non poco sulle tasche dei volontari. Se poi l’aspirante volontario è a esempio residente a Bagolino, certamente fatti due conti rinuncia subito.

PROTESTA IL 4 GIUGNO

“Se non saremo ascoltati e l’atteggiamento nei nostri confronti non cambierà siamo pronti, nostro malgrado, a proseguire per la strada di protesta che ci porterà allo sciopero del 4 giugno. Faremo sentire la nostra voce al Prefetto.  Vogliamo ricordare che se le nostre sedi distaccate sono operative lo dobbiamo agli amministratori locali dei territori in cui operiamo, ai cittadini e alla Provincia ci hanno permesso di acquistare mezzi per espletare il servizio di soccorso tecnico urgente a costo zero per il Comando di Brescia”.

Se si continua si questa strada finiremo solo per impoverire il territorio di presidi importanti di soccorso, a volte indispensabili.
“Autisti e volontari” , due perni fondamentali per garantire il servizio sul territorio. Un servizio che il Comando peraltro chiede con copertura h24. “

Ma se non ci vengono incontro – concludono i capi distaccamento – non riusciamo a garantire la copertura giornaliera del presidio e siamo costretti e limitare la nostra operatività. Il che significa: distaccamenti chiusi nelle ore diurne oppure aperti a ore alternate (due ore aperti tre ore chiusi ).E’ questo il servizio che vogliamo offrire ai nostri cittadini? “.

Il documento dei vigili del fuoco volontari chiede anche di sottoscrivere il documento che sarà poi recapitato alle autorità compententi.


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