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Temù: referendum e “cacciata” del vicesindaco. L’analisi di un cittadino

giovedì, 2 novembre 2017

Temù – Dopo il referendum sulla fusione e il consiglio comunale dove ci sono state le dimissioni del consigliere Corrado Tomasi e il ritiro della deleghe al vicesindaco da parte del primi cittadino, abbiamo ricevuto la seguente lettera da parte di un cittadino di Temù (Brescia) che pubblichiamo.Temu piazza

“Sono arrivate le epurazioni o le vendette? Terremoto nel consiglio comunale di Temù del 26 ottobre scorso. Stanno succedendo cose strane a Temù, viene tolta la fiducia da parte del sindaco ad un assessore (nonché vicesindaco esterno) con la seguente motivazione: “Rilevato che l’Assessore Vicesindaco ha assunto posizioni di scarsa sinergia con il Sindaco, con i colleghi dell’esecutivo e della maggioranza, in dissonanza con la necessaria azione del gruppo…. Precisato infine che la revoca, intesa come venir meno della “fiducia” sulla idoneità del nominato a rappresentare coerentemente gli indirizzi del Sindaco e della Giunta Comunale ed a perseguire gli obiettivi programmatici, non è, in ogni caso,da intendersi riferita a qualsivoglia genere di valutazione afferenti qualità personali o professionali dell’Assessore revocato, né da intendersi con carattere sanzionatorio,ma,piuttosto, esclusivamente finalizzata a salvaguardare l’immagine dell’ente e la serena prosecuzione del mandato amministrativo.

Tutto era cominciato il 4 giugno 2014 con la nomina ad Assessore (esterno) investito della carica di Vicesindaco a seguito di palesi accordi elettorali, già noti prima delle elezione, da parte dei candidati della frazione di Pontagna, tre dei quali eletti e uno verrà nominato capogruppo di maggioranza.

Con il referendum per la fusione, avvenuto l’1 ottobre, il castello di sabbia creato dall’amministrazione viene fatto crollare con la bocciatura dei cittadini di Temù. Immagino il panico dilagare tra i promotori che già nel 2012, dopo la prima bocciatura, misero in atto una caccia ai traditori con una raccolta firme (iniziativa alquanto scorretta nei confronti dei cittadini che avevano appena votato). Questa volta invece, i tre consiglieri di Pontagna, per loro stessa ammissione (espressa durante la seduta del Consiglio Comunale del 26 Ottobre 2017), hanno chiesto al Vicesindaco di dimettersi, non si sa con quale motivazione e dopo vari tentativi senza successo, si sono rivolti al Sindaco, chiedendogli di ritirare la delega come Assessore Vicesindaco, (comunque sono stati magnanimi, l’hanno invitato a restare nel gruppo di maggioranza!) Va precisato che l’interessato ha letto e consegnato una memoria,che sarà inserita nella delibera, dove spiega con motivazioni varie il proprio comportamento, mai messo in discussione prima del risultato del referendum!

Comunque sia, la delega di Assessore Vicesindaco viene conferita dal Sindaco al capogruppo di maggioranza! Saranno i cittadini di Pontagna a giudicare, in merito a quanto accaduto e sui risultati ottenuti sinora!

Altro avvenimento, che sta impegnando anche gli organi d’informazione, sono le dimissioni da Consigliere Comunale Corrado Tomasi. La sua biografia è nota a tutti.

Sarebbe una notizia da non commentare se il consigliere dimissionario non fosse colui che per primo lanciò l’idea di riproporre la fusione e il suo subentrante è il rappresentante del comitato cittadino promotore del “sì”, praticamente, in base al referendum, tutti e due “perdenti”.

Non si conoscono le motivazioni che hanno portato alle dimissioni di Tomasi ma comunque non cambia niente, sicuramente non abbandonerà la sua creatura, restando nel gruppo di maggioranza potrà svolgere ancora il suo ruolo di guida e non mancherà la sua voce nelle decisioni importanti. La presenza del consigliere durante le sedute di consiglio, prioritariamente serve alla maggioranza per mantenere il numero legale, in quanto le deliberazioni sono già concordate e devono solo essere discusse e deliberate con le minoranze. A tal proposito bisogna precisare che le minoranze non hanno vita facile in generale, ma in alcuni consigli è molto più dura, infatti è difficile svolgere il compito assegnato, che è quello di fare le pulci alla maggioranza nei termini di legge a volte è difficile dialogare e fare delle proposte, quando ci si deve confrontare con i ‘depositari della verità’ e non gli si da ragione a priori, il minimo che può succedere è di essere classificati come “i signori del no” e si rischia di dover subire lunghi sermoni conditi di certi epiteti gratuiti (questi d’ora in poi non mancheranno a nessuno) Comunque al posto del dimissionario, entra in consiglio il primo dei non eletti Graziano Pennacchio.

Che ci fosse un certo nervosismo tra le fila della maggioranza era palpabile, cosi forte che si è concretizzato durante il dibattito, in primis su chi era legittimato a fare propaganda per il NO o per il SI (l’impiegato no,  il Sindaco e gli amministratori si.. con quali motivazioni?).

Tutti gli interventi fatti dai favorevoli alla fusione contenevano una certa delusione per il risultato e parecchie considerazioni, non proprio piacevoli di chi ha votato contro, anche sul fatto che molti cittadini avevano firmato per il referendum (su richiesta degli amministratori presentatisi casa per casa) e poi in cabina elettorale hanno espresso il loro voto liberamente..( basta ascoltare la registrazione della seduta del consiglio comunale).

Paradossale come al solito  il lungo sermone del consigliere dimissionario, condito di retorica, elogi per chi la pensa come lui e parole che a volte hanno rasentato l’insulto nei confronti dei consiglieri di minoranza (e che negli anni dei suoi mandati non è riuscito a portare nel suo gruppo), ma principalmente contro l’unico consigliere di minoranza che con il proprio gruppo sta svolgendo il suo lavoro con volontà e senso civico e se anche alcune sue scelte non possono piacere, ma sono condotte nei canoni della legittimità, vanno rispettate e discusse o criticate con metodi consoni delle persone civili. Speriamo che in futuro si riesca a instaurare all’interno della diatriba amministrativa, un reciproco rispetto dei ruoli di tutti i consiglieri e non siano considerare le richieste delle minoranze solo provocatorie e inopportune, come succede da molto tempo. Speriamo che questa situazione creatasi con il Referendum si concluda presto, che venga accettato il verdetto e che tutti insieme si lavori, ognuno nel proprio ruolo, per il bene del nostro Comune”.

M. M, cittadino di Temù


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