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Temù: i campeggi non hanno vincolo edilizio e potranno essere riproposti in Valle Camonica

mercoledì, 5 marzo 2014

Temù – I campeggi potranno proseguire la loro attività. Le tende non saranno smantellate dalla conca di Temù e dalla Valle Camonica, oltre che in altre realtà della Valtellina e di Aprica. La decisione arriva dal Consiglio regionale che nella giornata di ieri ha approvato un’importante risoluzione sui campeggi lombardi.camping e roulotte

Infatti il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera alla mozione relativa ai campeggi presentata da Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone. “Sono soddisfatto – afferma Fabio Rolfi – per l’approvazione unanime di questo documento. Si parla sempre molto dell’importanza del turismo e del suo indotto ma, nonostante ciò, il Parlamento nazionale, modificando il testo unico sull’edilizia con il cosiddetto “decreto del fare”, non ha fatto altro che rischiare di mettere una pietra tombale su un sistema di attività turistica di grande importanza come quello dei campeggi”. Un settore che rappresenta una voce economica importante, con circa 3 milioni e mezzo di presenze annue sul territorio regionale e 3mila attività capillarmente diffuse.

L’interpretazione di quanto disposto nel decreto del fare sostiene infatti che anche per quelle strutture mobili all’interno di attività di campeggio all’aperto, quali roulotte e camper, deve essere previsto il titolo autorizzativo edilizio e le autorizzazione paesaggistiche annesse. Nei fatti si tratta di un’inversione di marcia rispetto alla normativa nazionale e alla legge regionale esistente che rischia di rappresentare un colpo mortale per un settore economico assolutamente rilevante.

A questo proposito è bene ribadire che alcune sovrintendenze, come quella di Brescia, si sono celermente attivate per sollecitare i Comuni ad eseguire i controlli, interpretando appunto in modo restrittivo la normativa e colpendo zone turistiche d’eccellenza come la Valle Camonica, ma anche il lago d’Iseo e il lago di Garda, dove i campeggi esistenti da diversi anni costituiscono vere e proprie attività imprenditoriali con decine di dipendenti.

“Bisogna sottolineare – aggiunge Rolfi – che non si tratta di difendere l’abusivismo, che va combattuto sempre e a prescindere, si tratta invece di evitare un pesante danno all’economia della nostra regione, causato dalla norma confusa e pasticciata, le cui interpretazioni assurde potrebbero cancellare migliaia di preziosi posti di lavoro”.

Con questa mozione la Lombardia si comporta in modo analogo ai consigli regionali del Veneto e della Toscana, dove è già stato chiesto di mobilitare la Conferenza Stato – Regioni presso il Governo nazionale per avere un’interpretazione autentica della norma finalizzata a per far sì che l’installazione di roulotte e camper non costituisca attività soggetta a titolo edilizio. “Non si tratta di una questione di poco rilievo – conclude Fabio Rolfi – e se non si interverrà celermente si rischia che l’esito di questa vicenda possa diventare mortale per le moltissime attività imprenditoriali coinvolte; si tratterebbe di un errore grave che certamente non possiamo permetterci in questo momento difficile per l’economia e in vista di Expo 2015”.


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