QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Bocchette di Val Massa: giovane trovato morto. Notte di lavoro per il Soccorso Alpino

martedì, 1 settembre 2015

Vione – Una persona è morta in Alta Valle Camonica nella tarda serata di ieri. L’allarme è scattato poco dopo le 22, quando alla centrale del 112 è giunta una richiesta di intervento per un giovane che non aveva fatto ritorno a casa.

Sono scattate le ricerche, poco dopo le 23.30 in una zona impervia è stato individuato il 24enne Simone Riva,  esponente di Forza Nuova, ormai privo di vita all’altezza delle Bocchette di Val Massa. Sono al vaglio le cause del decesso. CNSAS 03

L’INTERVENTO

Appassionato di reperti, si era diretto alle Bocchette di Val Massa, in Alta Valle Camonica. Secondo i primi accertamenti effettuati, mentre era in fase di rientro, forse già nel primo pomeriggio, è scivolato dall’alto sul sentiero sottostante, il n. 55, ed è caduto per un’ottantina di metri, riportando ferite mortali. Non vedendolo rientrale come previsto, i familiari del ragazzo, Simone Riva, 24 anni, di Brescia, hanno chiesto aiuto.

Dopo il ritrovamento dell’auto parcheggiata in Val Cané, le ricerche sono proseguite nella zona montuosa circostante. Sul posto 25 tecnici della V Delegazione Bresciana del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), il SAGF (Soccorso alpino Guardia di finanza), i Carabinieri e la Protezione civile, in tutto una cinquantina di persone. Pronte a partire altre squadre, predisposti anche i mezzi operativi per la ricerca diurna; invece il corpo del giovane è stato localizzato stanotte a 2500 metri di quota, dalla prima squadra partita, composta da due tecnici di soccorso alpino e dall’UCRS (Unità cinofila di ricerca in superficie) del CNSAS, formata da cane e conduttore.

Il medico del CNSAS ha accertato il decesso; dopo il nulla-osta da parte del magistrato, la salma è stata trasportata a piedi fino a Malga Previsgai, a 2100 metri di altitudine, per circa due chilometri e mezzo, e infine alla camera mortuaria. L’operazione si è conclusa all’alba. Molti dei soccorritori impegnati stanotte hanno poi proseguito la giornata con il proprio lavoro, nonostante avessero alle spalle una notte trascorsa in montagna e la fatica di avere affrontato un intervento complesso, non solo dal punto di vista dello sforzo fisico e organizzativo ma anche per la gravità del caso.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136