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Temù e Vione: il “No” è una sfiducia a Menici e Testini. Fogliaresi: “Ritorniamo alla normalità”

mercoledì, 4 ottobre 2017

Temù – Il referendum sulla fusione di Ponte di Legno, Temù e Vione fa ancora discutere. Malumore e qualche insulto sui social, ma andando oltre ci sono alcune considerazioni che balzano all’occhio. Il voto referendario è nettamente diverso da quello amministrativo (Comune) o politico (Regione e Parlamento), ma ci sono aspetti evidenti anche di confronto tra la popolazione.

Il sindaco di Ponte di Legno, Aurelia Sandrini, si è rafforzata grazie al successo del “Sì” ottenuto al referendum, anche in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo anno, mentre il primo cittadino di Temù (Roberto Menici) e soprattutto quello di Vione (Mauro Testini) sono stati di fatto sfiduciati dalla loro popolazione (clicca qui per la prima analisi post-voto).

Temu piazza

Una vera e propria batosta senza precedenti per il primo cittadino di Vione, con qualche segnale d’allarme già da tempo presente al di fuori del discorso del referendum.

Diverso il discorso su Temù: alla vigilia della campagna referendaria erano state raccolte firme pari al 48% degli aventi diritto al voto, quindi il successo del “Si” era scontato, visto che alle urne domenica si è recato poco meno del 70% degli aventi diritto al voto. L’esito del referendum si è rivelato una sorpresa per entrambi i comitati, quello del “Si” era certo della vittoria, il “No” dava quasi per scontata una sconfitta. I cittadini dunque hanno firmato la proposta di referendum sulle fusioni – perché a un amministratore non si dice mai di “no” – poi però hanno valutato in modo sereno e indipendente quella che era la scelta migliore secondo loro per l’Alta Valle Camonica.

Fabio Fogliaresi - Temù

Siamo soddisfatti del risultato – afferma Fabio Fogliaresi (nella foto), consigliere comunale a Temù e promotore del comitato del No in paese - la popolazione ha capito che è meglio proseguire divisi ma adesso i toni devono abbassarsi e tutti – maggioranza e opposizione – devono ragionare su cosa serve all’Alta Valle, quali sono, pur nell’autonomia di ciascun paese, le decisioni da prendere per un ulteriore sviluppo della nostra zona“.

Secondo il consigliere comunale di Temù “il primo passo è tornare alla normalità e sedersi a un tavolo tranquillamente senza alcun rancore. Tra l’altro – conclude Fogliaresi – c’è già uno strumento a disposizione, ed è l’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Camonica, se facciamo funzionare nel migliore dei modi l’Unione possiamo mantenere le peculiarità dei singoli Comuni da un lato, e dall’altro avere un’unica forza per quanto concerne i servizi, dal trasporto alla scuola fino ad arrivare al turismo, da erogare alla popolazione“.


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