QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad


Temù: caso di carenza d’acqua, la minoranza va all’attacco

domenica, 14 gennaio 2018

Temù – La vicenda della carenza d’acqua di fine 2017 a Temù (Brescia) scatena polemiche. Il Comune di Temù aveva avvisato tempestivamente la popolazione anche su Facebook e attivato un numero per segnalare tramite invio di messaggi sms o whatsapp episodi di carenza di acqua indicando via, numero civico o nome del condominio. La Protezione Civile ha distribuito taniche d’acqua in caso di necessità.

L’Amministrazione comunale, che si è scusata per il disagio, aveva riferito che le vasche d’accumulo d’acqua comunali erano piene e l’ufficio tecnico ha individuato la problematica in buona parte dovuta alle vecchie tubazioni private. Nel corso delle prossime settimane i condomini interessati saranno contattati dall’ufficio tecnico per un sopralluogo e individuare una soluzione. Rubinetti - acqua 0

Sulla questione riceviamo e pubblichiamo il testo diffuso da Fabio Fogliaresi, capogruppo della Civica di Minoranza “Alternativa Per Temù”.

Ecco il testo: “Nell’immaginario comune, l’ipotesi che un paesino situato nel bel mezzo delle montagne possa rimanere senz’acqua potrebbe sembrare irrealistica, invece nel piccolo borgo di Temù tale ipotesi è già stata diverse volte realtà. Il caso più recente si è verificato negli ultimi giorni del 2017, quando le case della parte alta del paese (in particolare via Dante e via Marconi) sono rimaste senz’acqua.

Già nella serata del 29 dicembre l’acqua iniziava a scarseggiare e, aprendo i rubinetti, scorrevano solamente dei sottilissimi fili di acqua. Come conseguenza, tubature piene d’aria e acqua molto sporca. Il culmine della disavventura si è verificato il 31 dicembre, quando già a partire dalle prime ore del pomeriggio fino a notte inoltrata dai rubinetti non fuoriusciva più una sola goccia di acqua. Residenti arrabbiati e proprietari di seconde case furibondi hanno scatenato, con ragione, grandi polemiche. La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e i messi comunali hanno distribuito taniche di acqua ai numerosi sfortunati rimasti senza.

L’aggravante della situazione è stato che un campanello di allarme di un qualcosa che non funzionasse bene nell’acquedotto si era fatto sentire già l’8 e il 9 dicembre, in corrispondenza del Ponte di Sant’Ambrogio, quando numerosi proprietari di seconde case avevano raggiunto il paese per trascorrere qualche giorno sulla neve. La scarsità di acqua verificatasi in quei giorni, doveva rendere prevedibile la mancanza di acqua a fine anno e, pertanto, dovevano essere adottati i dovuti accorgimenti per prevenire l’inconveniente. Non è da dimenticare che i proprietari delle seconde case, così come i residenti, per l’acqua pagano un costo fisso calcolato in base al numero di spine presenti nell’abitazione e non in base al consumo, dunque non disporre di un servizio così indispensabile nei pochi giorni di vacanza all’anno porta a un notevole sconforto. L’acquedotto, pur essendo stato sistemato non molti anni fa, forse non è adeguato a servire contemporaneamente tutte queste utenze. Per giustificarsi, l’amministrazione comunale ha comunicato che il problema non era stato causato dalla perdita di pressione dell’acquedotto, ma bensì dalle vecchie tubazioni private (intendendosi ostruite dalla ruggine) che ricevono l’acqua dall’acquedotto comunale; ipotesi poco credibile in quanto i residenti delle sopracitate vie hanno riscontrato il problema solo nei periodi in cui il paese è affollato dai turisti e inoltre alcuni impianti idraulici delle abitazioni in questione sono stati rifatti recentemente. È assurdo che l’amministrazione non si preoccupi di adeguare gli acquedotti e pensi solo a “far passare” acqua pubblica nelle centraline idroelettriche le quali producono utili solo a favore dei privati che le gestiscono e non certo a favore del Comune di Temù che da queste operazioni speculative si è visto solo deturpare i corsi d’acqua e il territorio con buona pace di molti. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale dia priorità alla risoluzione di questi problemi che non sono un bel biglietto da visita per la nostra località turistica“.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136