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Tar del Friuli boccia Piano chiusure Poste, Cecchetti: “Anche la Lombardia ascolti sindaci e territori”

venerdì, 28 agosto 2015

Edolo – “Dopo la sentenza del Tar del Friuli, Poste italiane riveda il piano di riorganizzazione degli sportelli in Lombardia e ascolti la voce dei sindaci e dei territori”. Così il Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) commenta la sentenza del Tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia che ha bocciato la chiusura di due uffici postali accogliendo il ricorso fatto dalle municipalità.

Il Tar si è messo di traverso alla serrata decisa da Poste Italiane evidenziando che in base alle regole Ue le Poste sono un servizio universale che deve essere garantito e comunque “la chiusura deve avvenire dopo avere comparato gli interessi in gioco, tutelando le zone svantaggiate e con un’adeguata motivazione”.Poste italiane

“La sentenza del Tar – dice Cecchetti – riafferma quello che da mesi noi in Regione Lombardia diciamo: la spending review non deve essere fatta a spese dei territori, soprattutto a danno delle fasce più deboli delle popolazioni”. Il taglio dei servizi postali riguarda anche le zone montane, in particolare la Valle Camonica.

Fabio Rolfi: “Sentenza importante, i comuni bresciani seguano l’esempio di Buja”
“La notizia che il TAR de Friuli ha accolto il ricorso presentato da un comune contro la chiusura di due uffici postali in altrettante frazioni, rappresenta la conferma che le preoccupazioni da noi espresse nei mesi scorsi erano più che fondate.” Così Fabio Rolfi, vice capogruppo bresciano della Lega Nord al Pirellone, commentando la sentenza del TAR del Friuli che ha bloccato la chiusura degli uffici postali nelle frazioni del Comune di Buja.

“Il tribunale amministrativo, rifacendosi alla normativa europea che sancisce l’universalità del servizio postale, ha sottolineato come l’eventuale chiusura debba avvenire non prima di aver determinato gli interessi in gioco e i danni possibili arrecati al territorio. Per quanto concerne la Provincia di Brescia non possiamo esimerci dal sottolineare nuovamente come molti comuni, in particolare quelli di montagna, potrebbero subire ingenti penalizzazioni dall’attuazione del piano di chiusure programmate da Poste Italiane. Lo dimostra anche la notizia recente riguardante la consegna a giorni alterni dei pacchi postali, una riduzione del servizio non tollerabile in un Paese che si definisce civile. Invitiamo quindi nuovamente Poste italiane a rivedere le sue decisioni e, in caso contrario, auspichiamo – conclude Fabio Rolfi – che anche i comuni bresciani, magari anche attraverso l’Associazione comuni Bresciani che appare un po’ sonnecchiante su questa vicenda, prendano esempio da Buja e presentino ricorso al TAR, in opposizione a una decisione dettata solo dal profitto e che non tiene minimamente conto dei sacrosanti diritti dei cittadini.”


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