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“Stop contributi a chi ospita presunti profughi”: approvato emendamento Lega Nord alla riforma del turismo. Nuove norme nei rifugi

mercoledì, 16 settembre 2015

Milano – “Siamo soddisfatti per l’approvazione di questo emendamento alla riforma del turismo, presentato dalla Lega Nord, con il quale si prevede che d’ora in avanti contributi, finanziamenti agevolazioni e qualsiasi altro beneficio di carattere regionale per alberghi e strutture turistiche sarà dato esclusivamente a coloro che hanno scelto di non ospitare gli immigrati sbarcati illegalmente nel nostro Paese.” Così Fabio Rolfi, vice capogruppo del Carroccio e firmatario dell’emendamento alla riforma del turismo in materia di strutture ricettive.

“Abbiamo sentito parole polemiche dal Partito democratico – prosegue Fabio Rolfi – che come di consueto strumentalizza e cerca di monopolizzare concetti come solidarietà e umanità, che con il nostro emendamento non c’entrano nulla. Se i signori del Pd avessero letto nel dettaglio il testo avrebbero compreso che ci si limita a ribadire un principio sacrosanto: i soldi dei lombardi, che servono a finanziare il turismo, devono essere utilizzati solo per questo tipo di attività. Vogliamo quindi favorire chi non ha lucrato sul profittevole business dell’immigrazione, trasformando le propria struttura in un centro d’accoglienza, attirato dal facile guadagno. Chi decide di fare altro dovrà dire addio ai contributi regionali, con buona pace della sinistra. ”

“Nello specifico – spiega il consigliere leghista Pietro Foroni – i contributi ‘possono essere concessi esclusivamente qualora il fatturato delle attività degli ultimi 3 anni sia integralmente derivante da attività turistiche’. Si tratta di una misura forte e concreta che vuole rappresentare una grande discontinuità con il passato, che farà in modo che le strutture ricettive in Lombardia, magari costruite anche grazie a finanziamenti pubblici, siano riservate unicamente all’attività turistica.

Siamo basiti davanti alle sterili e strumentali polemiche del Pd e con questo provvedimento abbiamo dimostrato di credere in chi fa realmente attività turistica e non ha scelto facili accordi con i prefetti – conclude Foroni – per eliminare il rischio di impresa”.

Riforma del turismo, approvata la legge: nuove regole e definizioni, più controlli, sostegno economico
Nel triennio 2015-2017 stanziati 25 milioni di euro per promuovere il comparto

La riforma sul turismo è legge. Dopo un serrato confronto, questa sera il Consiglio regionale ha approvato il testo del provvedimento, elaborato da un gruppo di lavoro ristretto in seno alla Commissione Attività produttive e poi modificato in Aula da una serie di emendamenti e subemendamenti. Il testo è stato votato dalla maggioranza con 40 voti a favore.  26 i voti contrari espressi dai gruppi di minoranza.

87 gli articoli della legge che ridisegna il comparto del turismo in Lombardia proponendo un sistema integrato in cui cooperino soggetti pubblici e privati per offrire prodotti e servizi innovativi e di qualità. Il provvedimento promuove aggregazioni e reti di impresa, attua politiche di semplificazione, favorisce accordi interistituzionali, mette tra le priorità l’accessibilità a servizi e strutture, spinge sulla digitalizzazione, apre le porte alla carta del turista. Tra i nuovi strumenti un osservatorio regionale e questionari di gradimento uniformati per tutti i turisti. Nel triennio la Regione metterà a disposizione 25 milioni di euro.

Relatori in Aula il Consigliere Segretario Daniela Maroni (Lista Maroni), coordinatrice del gruppo di lavoro, e Mauro Piazza (NCD).

Il settore del turismo necessitava di una revisione e di nuovi stimoli – ha detto il Consigliere  Segretario dell’Ufficio di Presidenza, Daniela Maroni - Nella logica della glocalizzazione bisogna puntare alla valorizzazione delle tipicità e unicità locali in proiezione globale, migliorandone il gradimento al fine d’incrementare l’incoming nazionale e internazionale. Da qui una legge mirata a favorire accordi e collaborazioni interistituzionali anche in ottica macroregionale, incentivare l’utilizzo dei mezzi digitali, predisporre una carta del turista e rendere i cittadini tutti uguali nella fruizione dell’esperienza turistica attraverso l’abbattimento delle barriere, prima di tutto mentali e poi architettoniche”.

Questa legge è molto importante per lo sviluppo dell’economia della nostra Regione. Mi sarebbe piaciuto che quest’aula avesse potuto dibattere nel merito di un provvedimento così innovativo per il nostro turismo, senza sbandare strumentalmente in questioni morali che nulla concernono con la legge. Non è scandaloso affermare che le risorse regionali per il turismo vadano a premiare attività ricettive che investono e contribuiscono alla crescita turistica della Lombardia. Oggi il Consiglio Regionale ha approvato un insieme coordinato di norme finalizzate a potenziare la rete di servizi turistici della nostra Regione, valorizzando le capacità degli operatori che rappresentano un tassello importante del tessuto economico lombardo”, ha dichiarato il relatore Mauro Piazza (NCD).

Si fa una riforma complessiva del testo unico – ha dichiarato l’assessore al Commercio, Mauro Parolini – Sono cambiate molte cose, si è esteso il mercato aperto oggi al mondo intero e bisogna rispondere con strumenti adeguati. Iniziamo a mettere ordine in alcuni settori dove si verificano risultati non più accettabili un po’ per abitudine un po’ per mancanza normativa, come nel settore dell’informazione turistica. Evitiamo asimmetrie e forme di concorrenza sleale, definiamo i ruoli dei vari soggetti, mettiamo mano a zone grigie come, ad esempio, il settore delle case vacanza. Abbiamo anche fatto un’opera di abbellimento cambiando terminologia e usando definizioni più spendibili sul mercato”.

Nodo del dibattito è stato l’emendamento, due volte a sua volta emendato, relativo all’articolo 72 della legge: la modifica prevede che i contributi regionali legati a questo provvedimento non siano destinabili a strutture alberghiere e non alberghiere il cui fatturato negli ultimi tre anni non sia stato integralmente legato ad attività turistica, fatta eccezione per i casi di calamità naturali o altri eventi determinati da disastri naturali o incidenti di particolare rilevanza o altresì in esecuzione di specifici provvedimenti coattivi.

Su questo aspetto si sono concentrate le dichiarazioni di contrarietà di PD, Patto Civico e Movimento 5 Stelle hanno espresso ferma contrarietà, accusando la maggioranza di speculazione politica ed ideologica e di aver in questo modo inficiato il contenuto della legge.

La differenza in questa Aula sta in come si decide di affrontare una emergenza umanitaria e con chi predica esclusione senza soluzione. Nella nuova versione non si fa differenza tra immigrati regolari e irregolari e non si rispettano soggetti privati a cui lo Stato ha chiesto aiuto per controllare un fenomeno globale. Non escludo che qualcuno abbia stuprato il fenomeno dell’accoglienza, ma qui stiamo generalizzando”, ha detto Umberto Ambrosoli (Patto Civico).

“E’ stato stravolto un provvedimento utile, e su cui abbiamo lavorato per un anno, per trasformarlo in una caciara senza nè capo nè coda. Il turismo lombardo è una risorsa anticrisi che va sostenuta con ogni mezzo in una regione devastata economicamente”, ha detto Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

“Ci sono in gioco valori e principi, il centrodestra ha trovato un compromesso non sulle politiche ma sui valori, e su questi non si può negoziare – ha dichiarato il consigliere regionale del PD, Alessandro Alfieri -  La politica dovrebbe sapersi fare carico delle preoccupazioni dei cittadini, non cavalcarle. Per cercare di colpire chi scappa da guerre e persecuzioni si finisce per penalizzare gli operatori alberghieri lombardi che assolvono a una funzione sociale rispondendo ad una richiesta di collaborazione del ministero dell’Interno”.

In Aula, prima del voto finale, è intervenuto anche il governatore Roberto Maroni: “Sul turismo vogliamo investire molto e questa legge è un passo importante, previsto dal programma di governo. Noi vogliamo sostenere gli imprenditori che rischiano e che fanno turismo vero”.

GLI ORDINI DEL GIORNO

Approvato il documento illustrato da Francesco Dotti (FDI) che invita la Giunta a valutare la possibilità di applicare agevolazioni e sgravi fiscali.

L’ordine del giorno presentato da Fabio Rolfi (Lega Nord) chiede l’intervento della Giunta a tutela della ricettività turistica d’aria e del settore dei campeggi, ribadendo “la non imprescindibilità della concessione edilizia per la realizzazione di case mobili e di altri manufatti temporanei a fini turistici”.

Un ordine del giorno a firma Claudio Pedrazzini e Marco Tizzoni invita la Giunta a predisporre strumenti e criteri per la localizzazione e definizione di aree naturiste.

Un ordine del giorno del Pd, primo firmatario Enrico Brambilla, chiede la valorizzazione delle strutture ricettive alberghiere e non alberghiere sulla scorta di quanto previsto per i negozi storici. Sempre il Pd ha chiesto risorse adeguate per promuovere l’accessibilità e la progressiva eliminazione delle barriere, strutturando in tal senso i bandi regionali. Michele Busi per il Patto Civico chiede alla Giunta di predisporre un report annuale sul controllo di chi esercita abusivamente l’attività di guida turistica e accompagnatore senza la relativa abilitazione.

RIFORMA LEGGE TURISMO, GALLI (LISTA MARONI): NUOVE NORME PER I GESTORI DI RIFUGI
“Il turismo lombardo impegna 55 mila imprese e 240 mila addetti e vanta un’offerta ricca, varia e di assoluta qualità: le città d’arte, il turismo religioso, la natura, l’enogastronomia e il benessere, le aree turistiche dei laghi alpini e quelle montane, sono solo alcune delle offerte turistiche della nostra grande Lombardia alle quali potremmo aggiungere il turismo sportivo, la moda, il turismo d’affari e molti altri esempi. Quello che è certo è che il turismo ha un peso crescente nell’economia lombarda – un fatturato annuo di oltre 10 miliardi di euro – e come tale è fondamentale che si doti di una nuova legge moderna e aggiornata. Per questa ragione l’approvazione dell’articolata legge di riforma del turismo è un passo fondamentale in questa decima legislatura regionale. Si tratta di uno strumento legislativo moderno, adeguato alle mutate esigenze del mondo dell’ospitalità”. Così Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente”, commenta la legge di riforma del turismo.

“Personalmente – prosegue – sono molto soddisfatto per l’inserimento e l’approvazione degli emendamenti che ho presentato, relativi all’attività del Gestore dei rifugi, prevista dall’art. 33 e successivi del disegno di legge. Più in particolare ho ritenuto necessario prevedere al comma 3 dell’articolo 33 la formazione obbligatoria per una attività particolare, quale è appunto quella dei gestori dei rifugi, attività che è strettamente legata alla buona ‘fruibilità’ della montagna, anche al fine di garantire un’elevata qualità e una diffusa omogeneità dei servizi erogati dai Gestori dei rifugi.

Al comma 4 si prevedono altresì quattro casi di possibile esenzione dal corso, casi connotati o dal fattore esperienziale o dal fattore formativo pregresso. Il corso non è, quindi, sempre obbligatorio, ma lo diventa per chi non ha esperienza e nemmeno ha svolto studi afferenti alla particolare tipologia dell’attività di rifugista e ciò per garantire un servizio di assoluta qualità e sicurezza agli ospiti-clienti dei rifugi che costellano l’arco alpino lombardo”.

“In tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, la disomogeneità dei servizi offerti dai rifugisti era divenuta un problema rilevante al quale – conclude Galli – abbiamo cercato di porre rimedio con il deliberato obiettivo di incrementare e rendere omogenea la qualità dei servizi offerti”.


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