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Stagione venatoria: nel Bresciano pronti 21195 cacciatori. Spareranno da domenica. Intervento del presidente Mottinelli

lunedì, 14 settembre 2015

Brescia – Al via la nuova stagione venatoria. Domenica 20 settembre avrà inizio una nuova stagione venatoria, che, per chi pratica la caccia da appostamento fisso e temporaneo in pianura, alle specie cornacchia grigia, nera e Tortora, è iniziata già al 3 di settembre.

Come lo scorso anno, la  Provincia di Brescia ha ritenuto di non autorizzare la pre-apertura al merlo e quindi di non anticiparne la chiusura, sia perché così è stato deciso in consulta provinciale, ma anche alla luce del numero irrisorio di capi prelevati in pre-apertura nell’ultimo anno in cui fu autorizzata (2013), rispetto al totale dei prelievi della specie e anche rispetto a quanto prelevato alla fine di dicembre nel 2014.

Da domenica 4 ottobre sarà inoltre possibile prelevare la fauna stanziale in zona Alpi A, di maggior tutela, in base ai piani di prelievo già approvati dal settore provinciale competente, mentre è stato deciso di non disporre limitazioni per la caccia alla selvaggina stanziale nel mese di settembre nella zona di pianura.

Sempre nel territorio dell’Atc la caccia alla lepre è consentita, nel rispetto del piano di prelievo provinciale (5.500 capi), dal 20 settembre al 23 novembre (con l’obbligo di consegna all’ATC delle apposite schede di prelievo in 2 periodi: il primo dal 15/10 al 20/10 il secondo dal 15/11 al 20/11) con la possibilità di prolungare il periodo di prelievo dal 25 novembre all’8 dicembre qualora il piano previsto venga completato all’80% entro il 20 novembre.

Non è ancora pervenuto il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambiatale in risposta alla richiesta per poter autorizzare le giornate aggiuntive per la caccia da appostamento fisso nei mesi di ottobre e novembre.

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE MOTTINELLI

“Tra la fauna stanziale – dichiara il presidente Pierluigi Mottinelli (nella foto) – si è data particolare attenzione al cinghiale attuando un’oculata gestione faunistico-venatoria orientata alla prevenzione dei danni che la specie arreca alle colture agricole, prati e pascoli. A tale proposito, oltre ad autorizzare il prelievo di poco più di 500 capi in attività venatoria in braccata (che avrà inizio ad ottobre appunto), è stato autorizzato l’abbattimento di circa e circa 150 capi durantePierluigi Mottinelli la caccia di selezione. In Alto Garda con tale metodo sono stati prelevati già 30 cinghiali”.

Prosegue inoltre l’attività di controllo numerico attuata dalla polizia provinciale con la collaborazione di cacciatori esperti, appositamente formati, che ha portato al prelievo di circa 20 capi di cinghiale da gennaio ad oggi in Alto Garda e altrettanti nelle aree più “calde” della provincia (Pascoli del Baremone in val sabbia e prati e pascoli della media valle Camonica)
Sabato si è svolta una battuta di contenimento nel Comune di Iseo e sono in programma nei prossimi giorni altri interventi nelle aree del basso Sebino e Franciacorta.

Continua inoltre il controllo delle altre specie che creano danni all’agricoltura, compresa la nutria, per la quale nei prossimi giorni sarà inviato alla regione, dopo averlo condiviso con le associazioni agricole, il piano di controllo provinciale, nel quale è previsto un ruolo specifico anche dei comuni, come definito dalle recenti disposizioni regionali.

I DATI E L’ATTIVITA’

I cacciatori iscritti in Ambito di Pianura o Comprensori Alpini nella stagione venatoria che sta per iniziare sono 21195.
Nella scorsa stagione erano 22301 e l’anno prima ancora 23664.

Di contro nel 2015 sono state abilitate all’esercizio venatorio 303 persone, mentre nel 2014 i neo cacciatori  erano stati 277.

In totale ad oggi i tesserini regionali emessi per i cacciatori bresciani sono stati 21.500, di cui circa 20.600 recapitati a casa dei cacciatori che per primi hanno regolarizzato l’iscrizione ad ambito e comprensori, mentre circa 900 stampati e consegnati direttamente agli sportelli.

È stata inoltre recapitata a casa dei cacciatori intestatari di appostamento fisso la documentazione necessaria per la pratica dell’attività. Sono poco più di 6000 gli appostamenti fissi attivi in provincia di Brescia per cui è sempre attenta e costante la verifica dei requisiti di legalità anche in ordine all’assetto territoriale e urbanistico in continua evoluzione.

“A questo proposito – ha ricordato il Presidente Mottinelli – ringrazio la Questura di Brescia con la quale, nello spirito di una collaborazione istituzionale tra enti locali e organi dello Stato, la Polizia Provinciale ha collaborato agevolando così l’evasione dei carichi di lavoro per l’ottenimento del porto d’armi per uso caccia, da parte dei richiedenti che ne avevano diritto, in tempo utile per la stagione venatoria”.


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