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Specialità Valle Camonica, Pd presenta emendamenti per immediato riconoscimento. Martinazzoli: “E’ impossibile, bravi solo a vendere fumo”

giovedì, 4 giugno 2015

Edolo – “Chiedendo, con gli emendamenti presentati ieri in Commissione Affari Istituzionali, che alla Valle Camonica vengano immediatamente riconosciute le stesse prerogative della provincia di Sondrio ben sapendo che questo è impossibile perché la Valle Camonica non è una provincia a se stante, il Partito Democratico tenta solo di gettare ulteriore fumo negli occhi dei camuni“. Questo il commento della camuna Donatella Martinazzoli, Consigliere Regionale della Lega Nord, sull’ennesimo capitolo della lunga storia che lega l’autonomia alla Valle Camonica.martinazzoli 1

“I camuni però, che non sono ingenui come crede il PD, ricordano bene chi da vent’anni si batte per l’istituzione della provincia camuna e chi, al contrario, l’ha sempre osteggiata.

E’ evidente, e anche il PD lo sa bene, che il tavolo della partita non è a Milano visto che, indipendentemente dalla volontà di Regione Lombardia, alcune delle istanze del territorio camuno per poter diventare realtà, dovranno passare necessariamente attraverso il parlamento ed il Governo.

Governo che, nelle more della “spending review”, ha tagliato ai comuni della Valle Camonica 15 milioni di euro per il triennio 2015-2018. Parlamento che, su spinta del Governo, sta portando avanti una riforma costituzionale che toglie alle regioni e ai territori risorse, competenze e, quindi, autonomia.

Il percorso riformatore avviato dal Presidente Maroni, dalla Giunta e dal Consiglio Regionale su impulso della Lega Nord, al contrario, opera nel pieno interesse dei Camuni e della Valle Camonica e porterà ai camuni benefici tangibili, con buona pace dei soliti venditori di fumo. Regione Lombardia sta facendo la sua parte per la Valle Camonica e la montagna lombarda, lo stesso però non si può dire del PD e del Governo Renzi.”, ha aggiunto Donatella Martinazzoli.

ANCHE CAPARINI SENZA MEZZI TERMINI: “PRESA IN GIRO”
“Il PD, proprio come il suo leader Renzi, usa le istituzioni e i soldi pubblici per fare propaganda e prendere per il c..o i cittadini. Lo sta facendo in Valle Camonica, utilizzando gli enti comprensoriali ed i comuni, ed anche in Regione Lombardia dove presenta proposte inattuabili perché castrate dalle leggi imposte dal suo governo e dalla miopia che i suoi stessi esponenti hanno dimostrato in vent’anni osteggiando sistematicamente le proposte della Lega Nord.

Quando l’autonomia della Valle Camonica si concretizzerà, lo farà solamente grazie alla spinta propulsiva della Lega e di Roberto Maroni, e nonostante Renzi ed il suo governo.” Lo ha affermato l’Onorevole Davide Caparini, parlamentare camuno della Lega Nord.

GALLI (LISTA MARONI): “DA PD MAGGIORE COERENZA E SERIETA’ “

“Gli emendamenti al pdl 233, relativo all’applicazione della cosiddetta Legge Delrio, presentati oggi dal Pd in Commissione Affari Istituzionali e finalizzati a far rientrare la Valle Camonica nella condizione di specialità prevista per le Province interamente montane, come la Valtellina, sono del tutto velleitari e strumentali.

La Valle Camonica non è una Provincia a sé stante: anni fa vi fu chi si batté per ottenerla, ma incontrò l’ostilità e l’opposizione di quanti, adesso, cercano di intestarsi la battaglia autonomista. Un minimo di coerenza e meno opportunismo sarebbero auspicabili”. Lo dichiara Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo “Maroni Presidente”, a margine della seduta della Commissione Affari Istituzionali che si è tenuta oggi a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale lombardo.

“Oltretutto – prosegue – , lo sanno anche i muri che l’estensione delle condizioni di autonomia previste per Sondrio potrà avvenire solo quando il Parlamento approverà la riforma costituzionale, con la revisione del Titolo V e la soppressione definitiva delle Province. Fino ad allora, tutto è relativo. Proprio per ciò, il Pd ha sbagliato il destinatario dei suoi emendamenti: non già l’esecutivo della Regione Lombardia, bensì il governo di Roma”.

“Infine, quand’anche venisse approvata la riforma del Titolo V, l’accentramento dei poteri previsto dal governo Renzi comporterà la cessione di alcune materie, come la gestione dell’energia, nella fattispecie quella idroelettrica, allo Stato quale competenza esclusiva. E allora, di che cosa stiamo parlando – chiede Galli – ? Più coerenza e serietà sarebbero davvero essenziali. Il Pd si rivolga dunque al governo Renzi e non all’esecutivo che guida Regione Lombardia”.


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