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Soccorso alpino bresciano: il bilancio un anno dopo l’attivazione del NUE (Numero unico europeo)

mercoledì, 9 dicembre 2015

Brescia – Il Soccorso Alpino Bresciano fa il punto sull’attività e dà uno sguardo sul futuro. Quello che sta per concludersi è stato un anno ricco di cambiamenti e quindi molto impegnativo per il SASL (Soccorso alpino e speleologico lombardo), anche in seguito alla riorganizzazione del sistema dell’emergenza e all’introduzione del numero unico europeo 112.

IL NUMERO UNICO DELL’EMERGENZElisoccorso e soccorso Alpino bresciaA

A Brescia e provincia l’attivazione è cominciata un anno fa, il 16 dicembre 2014. La Centrale operativa del capoluogo, a cui fanno riferimento anche le province di Pavia, Cremona, Mantova, Sondrio e Lodi, è uno dei tre call-center NUE (numero unico europeo) della regione, insieme a Milano e Varese.

Il Soccorso alpino e speleologico ha il compito di provvedere alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso sanitario in ambiente impervio e ostile degli infortunati e al recupero dei caduti: per fare questo, forma e verifica costantemente la preparazione dei propri tecnici, che si occupano di ambiti molto diversi e con competenze specialistiche avanzate. Esistono infatti figure in grado di affrontare ogni tipo di situazione, in ambito alpino, speleologico, in forra, per la ricerca di persone disperse e in valanga.

LA PREPARAZIONE

I soccorritori devono inoltre adeguarsi alle nuove normative, che prevedono anche la conoscenzaSoccorso Alpino bresciano elisoccorso 1 di nuove strumentazioni e metodi all’avanguardia. Durante il 2015 tutti i tecnici e gli operatori hanno seguito un preciso percorso, con approfondimenti e integrazioni: nei giorni scorsi, presso gli Spedali Civili di Brescia, il gruppo di tecnici di elisoccorso (TE) della V Delegazione Bresciana ha conseguito in particolare il completamento del retraining BLSD (Basic Life Suppurt Early Defibrillation), necessario per la rianimazione cardiopolmonare con uso di defibrillatore.

Periodicamente, oltre agli aggiornamenti nei quali avviene la simulazione degli interventi di soccorso sanitario, con o senza l’utilizzo dell’elicottero, i tecnici di elisoccorso del CNSAS sono chiamati anche a prepararsi sulle manovre sanitarie che possono essere richieste durante le missioni, in supporto al personale sanitario. Sono gli stessi medici e infermieri con cui sono quotidianamente in contatto a organizzare e gestire questi incontri, proprio perché sono indispensabili una stretta collaborazione e la conoscenza reciproca, affinché l’équipe a bordo dell’eliambulanza possa operare al meglio in caso d’intervento.

 


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