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Soccorso alpino, Breno: simulazione di intervento sulla Piana del Gaver con due piccoli aeromobili

domenica, 7 giugno 2015

Breno – Due piccoli aeromobili caduti nella Piana del Gaver, a bordo quattro piloti, le due scatole nere da recuperare: è lo scenario simulato di un intervento di ricerca di persone disperse che oggi, domenica 7 giugno 2015, ha visto impegnati oltre duecento partecipanti.cnsas

La vastità dell’area interessata e le variabili legate alla conformazione del territorio hanno richiesto un dispiegamento di forze che ha coinvolto numerose realtà, tra cui la Guardia di Finanza e le associazioni di Protezione civile attive in tutta la provincia di Brescia, in particolare i gruppi cinofili, presenti con una cinquantina di unità costituite dall’abbinamento cane – conduttore.

L’esercitazione è stata organizzata dalla V Delegazione Bresciana del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), a conclusione di un percorso formativo rivolto ai tecnici di ricerca (TeR) ma esteso anche a tutte le specializzazioni tecniche impegnate in ambiente alpino.

Il Centro operativo, allestito per coordinare tutte le componenti in campo, per organizzare le squadre di ricerca e dare supporto logistico e tecnico per tutta la durata dell’intervento, era il punto di partenza e di arrivo del flusso di informazioni raccolte in fase di perlustrazione e poi vagliate per ricercare gli elementi utili al ritrovamento delle persone disperse, nel più breve tempo possibile.

Un elicottero di EliMast ha portato in quota alcune squadre, calate dal mezzo con l’assistenza del tecnico di elisoccorso (TE) del CNSAS; le altre hanno perlustrato la zona della Piana, a partire dai 1500 metri di quota, i versanti impervi e anche le forre, in base alle competenze acquisite e certificate. La giornata si è conclusa con un debriefing, un momento di confronto in cui gli organizzatori hanno espresso la sintesi dei punti principali, le criticità emerse durante l’esercitazione e le azioni da svolgere per rendere più efficaci le risorse a disposizione.

Le esercitazioni congiunte richiedono una preparazione meticolosa e sono molto importanti perché permettono la conoscenza reciproca e l’integrazione tra le diverse realtà che concorrono a risolvere un intervento di ricerca.


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