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Soccorso alpino: approvata la legge regionale. In Lombardia da oggi chi sbaglia paga

martedì, 10 marzo 2015

Milano – Approvata nuova legge regionale sul soccorso alpino. La legge, illustrata da Lara Magoni  (Lista Maroni), primo firmatario  Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) (entrambi nella foto), è stata approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale (38 sì, 27 contrari).

Nel merito è intervenuto nel corso della seduta il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Fabio Rolfi.dotti magoni

“Come Lega Nord – spiega Fabio Rolfi – non possiamo che esprimere soddisfazione per un testo equilibrato che va a colpire i comportamenti imprudenti che troppo spesso sono tenuti da coloro che frequentano la montagna e ricadono in ultima istanza sulle spalle della collettività.

Non si introduce nessun nuovo ticket come strumentalmente sostenuto dal Pd, che in Veneto, Val d’Aosta e Trentino ha votato leggi simili se non più dure, ma bensì la giusta e doverosa compartecipazione ai costi di soccorso in una misura equilibrata, che non supererà il 50% del costo reale, per chi chiama impropriamente o causa, per imprudenza accertata, l’elisoccorso.”

“Bisogna inoltre specificare che la ratio di questo provvedimento non è certamente punitiva ma di educazione e riduzione dei costi; i comportamenti sbagliati diffusi, e le loro conseguenze spiacevoli, comportano costi notevoli, oltre che eccessi di pericoli per gli stessi operatori del soccorso alpino e sottrazione dell’elisoccorso da utilizzi più urgenti. Nessuno rimarrà senza soccorso in montagna, ma chi, ad esempio, si rende responsabile di disastri, facendo fuori pista in presenza di divieti espliciti, è’ giusto che compartecipi ai costi.”

“Infine c’è un altro aspetto non secondario, ovvero quello educativo. La legge infatti su questo versante impegna la Regione a fare attività divulgativa circa le regole della montagna; in questo senso ritengo che la prevenzione costituisca la via maestra per scongiurare i comportamenti scorretti, la negligenza e la superficialità con la quale, troppo spesso, si affronta un ambiente certamente difficile – conclude Fabio Rolfi – che impone attenzione e abitudini consone alla sua pericolosità.”

PEDRAZZINI: UN FRENO A CHI SFIDA LA MONTAGNA CON TROPPA IMPROVVISAZIONE

«L’imprudenza, in alcune circostanze, è inaccettabile. Chi si mette nei guai, avventurandosi in zone di montagna pericolose o impervie senza la giusta esperienza alle spalle, deve essere consapevole che in caso di difficoltà potrebbe obbligare altre persone a rischiare la vita per cercare di salvarlo». Così il presidente di Forza Italia in Regione Lombardia Claudio Pedrazzini dopo l’approvazione, in Consiglio regionale, delle nuove disposizioni “in materia di soccorso alpino e speleologico in zone impervie”.

«È chiaro che il pronto soccorso in tutta la Lombardia deve essere garantito in ogni momento e in ogni luogo, a chiunque si trovi in difficoltà – prosegue Pedrazzini –. Tuttavia troppo spesso escursionisti improvvisati chiedono aiuto per uscire da situazioni provocate dalla loro negligenza. In questo modo vengono occupate risorse e mezzi che potrebbero servire nello stesso momento per far fronte a emergenze diverse. Da oggi, chi si mette nei guai in zone montuose particolarmente difficili da raggiungere, eludendo le regole dettate dalle norme e soprattutto dal buon senso, dovrà mettere mano al portafogli e pagare di tasca sua contribuendo alle spese».

«Non dimentichiamo – conclude il presidente azzurro –, che anche nei casi in cui le operazioni di salvataggio non si rivelano particolarmente pericolose per i soccorritori, comportano comunque dei costi, anche elevati, che sono a carico della collettività. Pensiamo ad esempio alle implicazioni economiche provocate dall’invio di un elicottero. Sono convinto che la consapevolezza di dover contribuire alle spese sostenute per il proprio salvataggio possa rappresentare un forte deterrente contro le iniziative maldestre degli escursionisti che sfidano la montagna con troppa improvvisazione».

I DETTAGLI DELLA ‘NUOVA’ LEGGE LOMBARDA SUGLI INTERVENTI DI SOCCORSO IN MONTAGNA
Potrà essere richiesta una compartecipazione alle spese per gli interventi del soccorso alpino e dell’elisoccorso in montagna, qualora l’escursionista non debba ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e ad accertamenti diagnostici. L’esborso potrà essere maggiorato in caso di comportamento imprudente. Queste le principali novità contenute nella legge, illustrata da Lara Magoni (Lista Maroni), primo firmatario Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale (38 sì, 27 contrari). A favore si sono espressi FI, NCD, Lega Nord, Lista Maroni, Fratelli d’Italia e la consigliera Baldini del Gruppo Misto – Fuxia People. Contrari PD, Patto Civico e M5S.

A rinforzare lo scopo della legge, che punta all’educazione e alla promozione del turismo responsabile, l’Assemblea regionale ha inoltre approvato a maggioranza (36 voti a favore, 28 contrari) un ordine del giorno (prima firmatario Stefano Bruno Galli – Lista Maroni) che invita la Giunta “a sensibilizzare i cittadini ad affrontare con la dovuta preparazione e con il necessario equipaggiamento le attività ricreative a più elevato rischio”.

Il provvedimento stabilisce anche che sarà compito della Sala operativa regionale di AREU 118 classificare gli interventi di soccorso, in coordinamento con l’èquipe di soccorso sanitario.

Inoltre, le tariffe della compartecipazione alle spese saranno stabilite dalla Giunta regionale entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, sentita AREU e la Commissione consiliare Sanità. In ogni caso il richiedente non potrà pagare più del 50% del costo effettivo del servizio mentre per i residenti in Lombardia è prevista una riduzione del 30% sul costo a carico.

Nel 2014 in Lombardia il Corpo nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha effettuato 1155 interventi (erano stati 985 nel 2013), soccorrendo 1216 persone (1060 nel 2013). Dati aggiornati all’8 marzo 2015 riportano che il Soccorso Alpino e Speleologico (SAS) lombardo ha svolto 133 interventi, di cui 4 casi sono stati causati da “incapacità” con il coinvolgimento di 14 persone infortunate.

Già altre Regioni hanno provveduto a legiferare in materia. Nel Veneto già dal 2011 l’utilizzo dell’elicottero costa 25 euro al minuto se il ferito è grave (fino a un massimo di 500 euro), ma il costo può salire fino a 7.500 euro se il ferito è lieve. In Trentino Alto Adige chi chiama i soccorsi senza aver subito danni rilevanti paga un ticket di 750 euro. In Valle d’Aosta per richieste di soccorso immotivate o dovute a attrezzatura inadeguata il costo al minuto per l’utilizzo dell’elicottero è fissato in 137 euro.


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