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Sicurezza stradale, i numeri in Lombardia. Bordonali: “Più incidenti ma meno vittime”

giovedì, 30 novembre 2017

Brescia – Sono 44 i morti in meno registrati nel 2016 rispetto al 2015 sulle strade della Lombardia. Si e’ aperta con una buona notizia, dunque, la settima giornata regionale per la sicurezza stradale che, per l’occasione e’ stata celebrata con una Tavola rotonda presieduta presso gli Spedali civili di Brescia dall’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali.

bordonali assessore regionePIU’ INCIDENTI MA MENO VITTIME, LOMBARDIA FA MEGLIO RESTO DEL PAESE
Nel 2016 gli incidenti sono stati 32.875 contro i 32.774 del 2015, ma come detto, le vittime sono state 434 contro le 478 del 2017. Dal rapporto emergono anche altri numeri significativi. Ne spicca uno in particolare: l’indice di mortalita’ in Lombardia e’ piu’ basso rispetto al resto del Paese. Tra il 2015 e il 2016, infatti il numero delle vittime e’ diminuito del 9,2 per cento (meno 44 morti) in Lombardia e ‘solo’ dell’4,2 in Italia (meno 145 vittime).

SERVE GRANDE LAVORO DI PREVENZIONE
“Finche’ ci sara’ anche una sola vittima, un solo ferito sulle nostre strade – ha detto Bordonali – il nostro lavoro non potra’ dirsi finito. Serve un grande lavoro di prevenzione e servono interventi strutturali sulle strade. La prevenzione la si fa anzitutto promuovendo l’educazione stradale nelle scuole, cosa che, grazie all’Ufficio scolastico regionale e i comandi delle polizie locali in Lombardia gia’ avviene. Per quanto riguarda invece la manutenzione delle strade serve la collaborazione di tutti gli Enti. Negli ultimi 3 anni noi abbiamo stanziato oltre 15 milioni di euro per la sicurezza stradale, ma non sono ancora sufficienti”.

DATI PREOCCUPANTI SULL’USO DELLO SMARTPHONE ALLA GUIDA
E che sia necessario intervenire fin dalla giovani generazioni lo conferma anche uno studio recentissimo condotto su un campione significativo di studenti di IV e V superiore per capire se e quanto lo smartphone distrae durante la guida. Sono emersi dati allarmanti: il 50 per cento degli intervistati conferma di utilizzarlo mentre guida l’auto; la percentuale diventa addirittura il 60 nel caso della bicicletta e scende al 10 per quanto riguarda l’uso delle due ruote.

L’IMPORTANZA DI ANALIZZARE I DATI – “E’ chiaro – ha continuato l’assessore – che il rischio non si puo’ annullare, ma si puo’ limitare. Se la maggior parte degli incidenti stradali si verifica sulle strade urbane bisogna partire da li’. Se quelli mortali avvengono in prevalenza sulle extra urbane vuol dire che bisogna controllare di piu’. A questo dunque, serve l’elaborazione e l’aggiornamento costante che fa il Centro di monitoraggio per la sicurezza stradale. Grazie al loro lavoro possiamo indirizzare le nostre politiche affinche’ siano il piu’ rispondenti possibili alle reali necessita’”.

TROPPO INCIDENTI CAUSATI DA STRANIERI ALLA GUIDA
“Dal 2016, l’Istat – ha spiegato Bordonali – ha reso obbligatoria la compilazione dei campi riguardanti la cittadinanza del conducente coinvolto in un incidente. Dalle prime analisi emerge che il 20 per cento dei conducenti coinvolti in incidenti stradali in Lombardia, nel 2016, fosse straniero. In particolare, risultano 5,6 stranieri coinvolti in incidenti ogni 1.000 residenti stranieri, contro 3 italiani coinvolti su 1.000 residenti italiani”.

3 MILIARDI COSTO SOCIALE DEL 2016,ANCHE GOVERNO DEVE FARE DI PIU’
Un altro dato che invita a riflettere e’ quello del costo sociale (il danno economico subito dalla societa’, e conseguentemente dal cittadino) dei sinistri stradali con lesioni a persone. Per il 2016 risulta di poco inferiore ai 3 miliardi di euro.

“Il valore di una vita – ha proseguito Bordonali – non e’ certo quantificabile dal punto di vista economico, ma c’e’ la necessita’ di capire come il costo sanitario ricada sulla comunita’ e intervenire per renderlo il meno gravoso possibile. In questa direzione auspico che il Governo possa fare ben di piu’ rispetto a quanto fatto fino ad oggi. L’ultimo finanziamento statale nell’ambito del Piano nazionale della sicurezza stradale risale al 2009 ed e’ stato di soli 31 milioni di euro per l’intero territorio nazionale”.

Decisamente pochi se si considera che negli ultimi 15 anni icosti sanitari degli incidenti sono stimati in 920 milioni di euro. “Senza il nostro intervento – ha concluso – su questo tema sarebbe stato speso quasi 1 miliardo di euro”.

Di seguito una sintesi dei principali numeri del rapporto presentato questa mattina a Brescia alla presenza dell’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali.

- Il numero totale di incidenti stradali con lesioni alle persone avvenuti nel 2016 in Lombardia e’ di 32.785 (in media 90 al giorno). Questi incidenti hanno provocato la morte di 434 persone e il ferimento di altre 45.435.

- Paragonando la situazione della Lombardia al territorio nazionale, l’indice di mortalita’ (morti ogni 100 incidenti) presenta lo stesso andamento in entrambi i territori. In particolare, dal 2001 ad oggi, la mortalita’ da incidente stradale si e’ ridotta di piu’ del 30 per cento sia in Lombardia, sia in Italia. La Lombardia presenta pero’ valori annui dell’indice di mortalita’ inferiori rispetto alla media nazionale lungo tutta la serie storica.

- Rispetto al 2015, il numero di incidenti stradali risulta stabile con una leggera tendenza all’aumento in entrambi i territori, cosi’ come quello dei feriti. Nonostante cio’, tra il 2015 e il 2016, il numero delle vittime e’ diminuito del 9,2 percento (meno 44 morti) in Lombardia e dell’4,2 per cento in Italia (meno 145 vittime).

- L’andamento dell’indice di lesivita’ e’ costante nel tempo, con una tendenza alla diminuzione, sia a livello regionale, sia a livello nazionale. Nel 2016, in Lombardia si contano 138,6 feriti ogni 100 incidenti, contro i 141,7 dell’Italia.

- Considerando il rapporto tra morti per incidente stradale e il numero di abitanti (tasso di mortalita’), la Lombardia presenta un valore inferiore rispetto alla media nazionale e a quella dell’Unione europea (UE28). Se in Lombardia nel 2016 si contano 43,3 morti per milione di abitanti, in Italia se ne registrano 54,2 e in Unione Europea 50,6.

- Nel confronto con le altre regioni italiane, la Lombardia mostra valori di mortalita’ da incidente stradale sensibilmente inferiori rispetto alle altre regioni, collocandosi al terzultimo posto per l’indice di mortalita’ (1,3 morti ogni 100 incidenti) e al sestultimo posto della graduatoria per tasso di mortalita’ (43,3 morti ogni milione di abitanti).

- Con riferimento all’obiettivo fissato dal programma Europeo di azione per la sicurezza stradale (ulteriore dimezzamento del numero dei morti sulle strade nel periodo 2011-2020) dopo la battuta d’arresto registrata nel 2014 e nel 2015, in Lombardia le vittime tornano a diminuire in maniera consistente nel 2016 con -23 per cento dei morti per incidente stradale (-20 per cento in Italia). Tuttavia, ad oggi, rispetto al valore teorico per l’anno 2016 stabilito dall’Obiettivo europeo 2020, si ha un eccesso di 78 in Lombardia (694 vittime da incidente stradale in Italia).

3 MILIARDI IL COSTO SOCIALE DELL’INCIDENTALITA’ – In Lombardia, la stima del costo sociale (quantificare il danno economico subito dalla societa’, e conseguentemente dal cittadino) dei sinistri stradali con lesioni a persone per il 2016 risulta di poco inferiore ai tre miliardi di euro. La distribuzione percentuale dei costi sociali evidenzia la grossa fetta destinata al costo dei feriti (il 66 per cento del totale).

- Il 55 per cento degli incidenti stradali avvenuti nel 2016 in Regione Lombardia si concentra nei poli urbani, mentre nelle aree di cintura si verifica il 39 per cento degli incidenti della Regione. Nei Comuni intermedi e periferici, gli incidenti rappresentano il 6 per cento del totale regionale, ma e’ in queste zone che si concentra la piu’ alta mortalita’ (3,3 morti ogni 100 incidenti).

- Nel 2016, nella fascia oraria compresa tra le 22 e le sei, che individua convenzionalmente la fascia notturna, si sono verificati 4.095 incidenti stradali (12,5 per cento del totale), che hanno causato il 26,7 per cento del totale di tutti i morti per incidentalita’ stradale registrati in Lombardia e il 14,5 per cento dei feriti. In particolare, anche se in Lombardia, la quasi totalita’ degli incidenti ha avuto luogo tra le ore 8 e le 18 (71,6 per cento), gli indici di mortalita’ piu’ elevati si registrano tra le 22 e le sei del mattino.

Sintesi dei risultati provinciali

- Nella Citta’ metropolitana di Milano si concentra il 43,2 per cento degli incidenti, il 42,1 per cento dei feriti e il 25,8 per cento dei morti rilevati nell’intera regione Lombardia. Seguono, a distanza, la provincia di Brescia (9,5 per cento di incidenti), di Bergamo (9,1 per cento), di Monza e della Brianza (8,4 per cento) e di Varese (8,3 per cento). Nonostante l’alta concentrazione di incidenti, la Citta’ metropolitana di Milano e la provincia di Monza e della Brianza mostrano l’indice di mortalita’ piu’ basso di tutte le province lombarde (0,8 morti ogni 100 incidenti). Inoltre, la citta’ metropolitana di Milano la provincia di Monza e della Brianza, quella di Lecco e di Varese sono le uniche ad avere indici di lesivita’ (feriti ogni 100 incidenti) inferiori alla media regionale di 138,6.

- Tra il 2015 e il 2016, il numero di incidenti stradali risulta stabile in quasi tutte le province lombarde. Le province in cui si registra una riduzione significativa sono quelle di Mantova (-14 per cento), Lodi (-12 per cento) e Sondrio (-8 per cento). Mentre nelle province di Monza e delle Brianza, di Pavia e Sondrio si nota un leggero aumento dell’incidentalita’. Il calo piu’ consistente nel numero dei morti da incidente stradale si e’ verificato a Cremona, Sondrio (-55 per cento), Como (-46 per cento), Pavia (-29 per cento) e Brescia (-18 per cento). Le province di Lodi, Lecco e Bergamo registrano, invece, un aumento del numero dei morti tra il 2010 e il 2016, rispettivamente del’89 per cento, del 31 per cento e del 22 per cento.


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