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Riva Acciaio, manifestazione a Breno. Sindacati compatti: “Ripresa della produzione in tempi rapidi”

lunedì, 16 settembre 2013

Breno – Fermezza e compattezza contro la decisione dell’azienda di fermare la produzione. Questo il senso della manifestazione di protesta messa in atto a Breno nella giornata odierna da parte dei lavoratori dei tre stabilimenti Riva Acciaio della Valle Camonica.

Diverse centinaia di lavoratori e cittadini hanno sfilato questa mattina per le vie del centro più importante della Valle Camonica, chiedendo la ripresa dell’attività nei tre stabilimenti camuni di Riva Acciaio. Il corteo, partendo dal piazzale del Municipio, ha attraversato la strada principale della cittadina per arrivare davanti alla sede della Comunità Montana. A sfilare con gli operai c’erano anche la Segreteria e gli operatori della Fim Cisl provinciale, e il Segretario della Cisl bresciana Francesco Diomaiuta.manifestazione breno

Il corteo è poi tornato nel piazzale del Municipio dove il Sindaco di Breno è intervenuto dal palco portando, anche a nome dei molti sindaci presenti, la solidarietà dei Comuni ai lavoratori di Riva Acciaio di Sellero, Cerveno e Malegno. Hanno poi preso la parola il Segretario generale della Fiom comprensoriale Franco Ballerini e il Segretario generale della Fim Cisl provinciale Laura Valgiovio.

Entrambi hanno ribadito che quella dei Riva è una ritorsione inaccettabile, conseguenza del braccio di ferro con la magistratura sull’Ilva di Taranto; hanno anche sottolineato che la decisione dei giudici di mettere sotto sequestro i beni della proprietà del gruppo industriale finisce per far pagare ai lavoratori le colpe dei Riva. Il Sindacato chiede al Governo un intervento urgentissimo per evitare la perdita degli ordinativi e conseguentemente del lavoro nelle fabbriche che niente hanno a che vedere con i reati ipotizzati per gli impianti Riva di Taranto. La manifestazione di Breno è stata in contemporanea con quelle programmate negli altri stabilimenti Riva Acciaio in Lombardia, Piemonte e Veneto.

Ieri il Presidente del Consiglio Enrico Letta parlando dei lavoratori del gruppo Riva e delle loro famiglie ha detto che il Governo non li lascerà soli. L’obiettivo al momento più importante è fare in modo che il sequestro dei beni della famiglia Riva disposto dalla magistratura di Taranto in relazione alle inchieste sull’Ilva, non blocchi le attività produttive del resto del gruppo industriale.

Fiom, Fim e Uilm ribadiscono la necessità di fare presto: è “necessario che gli impianti vengano riavviati al più presto per impedire che un lungo stand-by produttivo faccia perdere ordinativi e clienti”. Alla manifestazione era presente anche una delegazione dei lavoratori dell’Agfa di Manerbio in presidio da luglio contro l’ipotesi di chiusura della loro fabbrica.

INCONTRO IN REGIONE
“Abbiamo chiesto oggi, con estrema urgenza, un incontro con i vertici aziendali del gruppo Riva per confrontarci direttamente e attivarci immediatamente, per una situazione che appare paradossale”. Lo ha detto oggi Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione Lavoro, annunciando l’incontro che avverrà a Palazzo Lombardia alle 14.30 dopo che il Gruppo Riva ha deciso di chiudere i siti produttivi in Lombardia.

AZIENDE SANE
“Qui si tratta di aziende sane e produttive: oggi tutti abbiamo il dovere di trovare una soluzione al corto circuito tra magistratura e proprietà, evitando la chiusura degli stabilimenti, con ricadute intollerabili per i nostri territori e per centinaia di lavoratori lombardi”. “In attesa di conoscere quali azioni intenderà adottare, abbiamo sollecitato il governo perché siano garantiti i lavoratori”. “Oggi la presenza dei sindacati – ha detto Aprea – consentirà di valutare le ulteriori ricadute sui lavoratori”.

SERVE ATTEGGIAMENTO RESPONSABILE
“Riteniamo che per uscire da uesta situazione assurda – ha proseguito la responsabile lombarda per il lavoro – serva il buon senso di tutti.  Chiederemo quindi anche a tutte le organizzazioni sindacali di assumere atteggiamenti responsabili, evitando di ipotizzare
ipotesi impraticabili come quello da qualcuno invocato di procedere alla nazionalizzazione dell’azienda. Anche il commissariamento resta un’opzione estrema che speriamo si scongiuri”.
REGIONE FARA’ TUTTO IL POSSIBILE – “Per quanto ci riguarda -
ha concluso l’assessore – faremo tutto quanto nelle nostre
competenze e possibilit? perch? le attivit? degli stabilimenti
riprendano rapidamente, per la salvaguardia dei lavoratori e
della produzione”


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