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Riva Acciaio, Caparini: inefficienza del Governo non deve pesare sui lavoratori

mercoledì, 25 settembre 2013

Roma – Si torna a parlare di Riva Acciaio nel question time di Montecitorio. In prima linea la Lega Nord, che attraverso Davide Caparini si è rivolta al ministro per lo sviluppo Flavio Zanonato. “Sono arrivate ieri le rassicurazioni della Magistratura sul dissequestro dei beni Riva ma nonostante ciò, l’intervento del Governo è urgente e improcrastinabile. I sequestri hanno avuto un impatto sociale devastante lasciando a casa oltre 1.400 persone e i fornitori sull’orlo del fallimento. Nel frattempo i tanti clienti sono pronti ad abbandonare per sempre l’Italia. A distanza di due settimane non sappiamo ancora cosa volete fare e come volete farlo”.riva

Questo quanto dichiara Caparini, responsabile della comunicazione della Lega Nord, durante il question time di Montecitorio. ”Nel vostro governo, nella vostra maggioranza ci sono poche idee e molto confuse. Mercoledì scorso lei ha annunciato un provvedimento per venerdì e a oggi non c’è ancora nulla. Con quale coraggio parlate di posti di lavoro nuovi se non riuscite a mantenere quelli vecchi? Se stiamo parlando del quarto gruppo siderurgico europeo é grazie ai lavoratori della Riva, non certo a voi  burocrati di Stato. Le società del gruppo Riva al Nord sono aziende sane, con i bilanci a posto, rispettano i più severi standard ambientali e valgono oltre un miliardo di euro l’anno. Un governo serio e degno di quel nome dovrebbe porsi come priorità la difesa del lavoro – ha spiegato Caparini –  non come slogan ma come prima missione. ”

“Il provvedimento del Governo deve prevedere il dissequestro dei beni perché lavorare senza banche é come pretendere che un medico mantenga in vita un paziente senza cibo e acqua. Ministro, non c’è tempo da perdere, ogni minuto che passa significa meno salario, meno clienti,meno lavoro, significa perdere competitività. Ministro – ha concluso Caparini –  questa é l’ultima chiamata, l’ultima opportunità di fare ciò che deve, ciò che é giusto”.


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