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Riva Acciaio, approvata mozione in Consiglio Regionale: chiesto il riavvio immediato della produzione

martedì, 17 settembre 2013

Milano - Una mozione relativa alla chiusura delle aziende del gruppo Riva situate in Lombardia, e in particolare in Valle Camonica, è stata approvata oggi  dal Consiglio Regionale.manifestazione breno

“Abbiamo chiesto al presidente Maroni e alla sua Giunta – ha dichiarato in aula la consigliere regionale del Carroccio, Donatella Martinazzoli - di agire a 360 gradi affinché vengano riavviati immediatamente gli impianti produttivi del Nord, mantenendo inalterati capacità produttive e livelli occupazionali. Le società lombarde del gruppo Riva sono aziende sane, con i bilanci a posto, da tempo si sono adeguate ai più severi standard ambientali, operano in sintonia con le parti sociali e possono vantare commesse per centinaia di migliaia di tonnellate di prodotto. Quanto sta succedendo è surreale e sarebbe sembrato impensabile fino a pochi giorni fa. Nella sola Valle Camonica sono ubicati 3 importanti stabilimenti del gruppo Riva: fra Sellero, Malegno e Cerveno si contano oltre 430 addetti. Medesimo discorso vale per le unità di Caronno Pertusella (VA) e Annone Brianza (LC) le cui maestranze, sommate a quelle bresciane, arrivano a circa 700 dipendenti.”

“Va scongiurata assolutamente – continua la rappresentante della Lega Nord – ogni ulteriore e futura ipotesi di chiusura o ridimensionamento del gruppo Riva. Sono certa che Maroni e la sua Giunta, che ringrazio per essersi mossi con celerità fin dai primi giorni, sapranno trovare le opportune soluzioni, sostenuti anche dal forte mandato di tutto il Consiglio Regionale e quindi del popolo lombardo.”

APPROVAZIONE ALL’UNANIMITA’
Dopo la convocazione del Tavolo con le parti sindacali e aziendali di ieri delle aziende che, in Lombardia fanno capo alla Riva Acciaio, oggi l’aula del Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione che impegna Giunta e Consiglio regionale a favorire il ripristino delle condizioni operative ed economiche necessarie alla prosecuzione della normale attività aziendale.

Nel corso del suo intervento in aula, l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea insieme all’assessore alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini, hanno chiesto al presidente della Regione Lombardia una pressione sul governo centrale in modo che in tempi rapidi si adotti un provvedimento urgente per tutelare i circa 700 lavoratori degli stabilimenti lombardi e si riprenda l’attività.

“Regione Lombardia ha immediatamente garantito – ha aggiunto l’assessore Aprea – una sede istituzionale per la prosecuzione
delle relazioni sindacali al fine di individuare le necessarie norme di tutela dei lavoratori in questo momento di forzata sospensione delle attività produttive in stretta relazione con quanto verrà definito nell’incontro al Ministero del Lavoro giovedì 19 settembre”.

L’Assemblea  valuta che “appare inopportuna la decisione della proprietà di sospendere l’attività dell’intero gruppo, provocando gravi difficoltà ai lavoratori e alle loro famiglie”, senza averne preventivamente discusso con Governo e parti sociali.

Nel documento, di cui è stato primo firmatario il capogruppo LN, Massimiliano Romeo, si fa notare che  nella sola Lombardia sarebbero a rischio chiusura gli stabilimenti di Caronno Pertusella (Varese), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia), Annone Brianza (Lecco) che complessivamente impegnano  un migliaio di lavoratori.

“Tutti gli stabilimenti del nord sono aziende sane e in sicurezza ambientale” ha ricordato per il PD Corrado Tomasi  mentre il consigliere Fabio Fanetti (Maroni Presidente) ha fatto presente che il fermo degli impianti  può produrre danni tecnici ingenti che in un secondo momento potrebbero renderne necessaria la chiusura.”Bisogna chiedersi inoltre se attraverso il partito degli ecologisti vogliamo deindustrializzare l’Italia” ha affermato.

“Una vicenda purtroppo paradigmatica di un modello produttivo non rispettoso dell’ambiente, come  spesso accade nel nostro Paese.”  ha sottolineato Onorio Rosati, dichiarando il voto favorevole del PD.  Per Dario Violi (M5S) “responsabile è chi doveva controllare e far rispettare le regole e non lo ha fatto” ed è necessario che la Regione resti attiva per far ripartire le aziende.
Anche Riccardo De Corato (capogruppo di Fratelli d’Italia) ha invitato l’Assessore ad intervenire con forza presso il Governo perche si diano risposte efficaci in tempi brevissimi. La mozione chiede quindi che ci si attivi per trovare le soluzioni idonee alla ripresa immediata dell’attività lavorativa negli stabilimenti e che sia  ricercata la necessaria copertura economica per i lavoratori coinvolti. Si  chiede anche di  proseguire il Tavolo istituzionale con parti sociali, proprietà e amministratori perché vengano chiariti i termini della vicenda e che la partecipazione al “Tavolo” venga estesa anche ai rappresentanti di tutte le delle Regioni interessate.


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