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Risoluzione in Consiglio Regionale per Autonomia lombarda, Martinazzoli: “Il Governo accolga le richieste dei territori montani”

martedì, 7 novembre 2017

Milano – “L’approvazione della Risoluzione sull’autonomia è per me motivo di grande soddisfazione, in quanto rappresentante di un territorio, la Valle Camonica, che si è contraddistinto in termine di partecipazione al referendum con affluenze mediamente superiori al 50% e con punte di oltre il 60% in alcuni Comuni”. Così Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega Nord, è intervenuta oggi in Consiglio Regionale in merito alla Risoluzione sull’Autonomia della Lombardia.

martinazzoli 1“Il mio personale auspicio”, prosegue Martinazzoli, “è che il Governo tenga in particolare considerazione le peculiarità dei territori. Nella Risoluzione, difatti, vengono toccate numerose competenze, la cui declinazione non può prescindere dalla valorizzazione delle comunità locali e dal riconoscimento delle loro prerogative”. Spiega ancora il consigliere del Carroccio: “Il trasferimento di competenze ci permetterà di amministrare in maniera più efficiente i servizi sul nostro territorio. Penso ad esempio alla Giustizia di Pace, la cui gestione da parte dello Stato ha creato in Lombardia problemi derivanti dal taglio delle attività e degli uffici”.

Ancora, la gestione diretta delle risorse idriche consentirebbe, in tempi celeri, importanti azioni di tutela ambientale, di mitigazione del rischio idrogeologico, di rafforzamento del tessuto produttivo e del settore turistico. Sarebbe inoltre fondamentale consentire alla nostra Regione di poter ridefinire autonomamente gli ambiti territoriali ottimali per l’organizzazione dei servizi pubblici; e mi riferisco, in particolare, al servizio idrico integrato”.

“La risoluzione di oggi, dunque”, conclude Donatella Martinazzoli, “è anche un invito al Governo a tenere in considerazione quanto richiesto dai territori montani, le cui peculiarità storiche, culturali, ambientali e sociali rappresentano una ricchezza imprescindibile per l’intera nostra Regione”.

maroniAUTONOMIA, MARONI: TRATTATIVA, PENSIAMO A 6 MACROAREE

“Ho sentito il sottosegretario Bressa, proporremo 6 macroaree, cioe’ sei tavoli divisi per materie. Uno mi piacerebbe fosse a Milano”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della seduta del Consiglio regionale, tornando sul tema della trattativa con il Governo su maggiori forme di autonomia per la Lombardia che si aprira’ giovedi’ a Roma e sulla quale, oggi, l’Aula di Palazzo Pirelli votera’ una risoluzione. L’obiettivo, ha ribadito, “e’ ’chiudere’ entro fine gennaio”. Sara’ poi il Parlamento della prossima legislatura, ha osservato, “a dover votare l’accordo”. In merito ai membri che faranno parte della delegazione che andra’ a trattare con Palazzo Chigi, Maroni ha ribadito: “Non faccio inviti ad personam, abbiamo chiesto ad Anci e Upl di darci indicazioni su quali sindaci e presidenti di Provincia inserire”.

MARONI: RISOLUZIONE COMPLETA, AUSPICO APPROVAZIONE UNANIME O A LARGHISSIMA MAGGIORANZA

“Mi pare una risoluzione apprezzabile dal punto di vista dei contenuti, completa. Certo ci sono alcune differenze, alcune richieste di modifica presenti negli emendamenti, che io ritengo da valutare, lo fara’ il presidente della Commissione, ma per me e’ importante che si arrivi all’approvazione della risoluzione con il voto piu’ ampio possibile, all’unanimita’ o comunque con una larghissima maggioranza, perche’ questo consentira’ a me e agli altri presidenti di Regione seduti al tavolo di fare una trattativa vera, con l’obiettivo di portare in Regione il maggior numero di competenze possibili e, naturalmente, il maggior numero di risorse ad esse collegate”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questo pomeriggio, prendendo la parola, in Aula consiliare, al termine degli interventi dei gruppi, prima della votazione relativa alla risoluzione per l’autonomia.

PLAUSO AL CONSIGLIO – Maroni ha anche espresso il proprio apprezzamento al Consiglio regionale “per come ha gestito tutta la vicenda”, in particolare rispetto ai tempi, strettissimi, in cui ha prodotto la risoluzione, come lo stesso presidente si era raccomandato avvenisse.

PRIMA DISCUSSIONE SIMILE COL GOVERNO – “Ricordo, e invito il Consiglio a tenerne conto, che, nella risoluzione, si dice che ’l'illustrazione delle materie non e’ da considerarsi esaustiva e che nel corso delle trattative potrebbero emergere aspetti non considerati nella risoluzione’ – ha sottolineato Maroni -: questo e’ importante, perche’ e’ la prima volta la prima volta che si discute con il Governo in modo cosi’ approfondito e la risoluzione dell’Emilia Romagna ha dei contenuti in parte diversi, il che non guasta, perche’ ci consente di unire le forze, in attesa del Veneto naturalmente, e avere una forza maggiore nella trattativa con il Governo”.

PRESENTI TUTTE LE MATERIE – “La risoluzione mi pare assolutamente condivisibile – ha proseguito il presidente -, perche’ elenca tutte le materie previste negli articoli 116 e 117 della Costituzione, come previsto dal quesito del Referendum, perche’ specifica che ‘siano salvaguardati livelli adeguati di risorse finanziarie correlate alle competenze acquisite, per non vanificare l’obiettivo di mantenere nel tempo l’autonomia conseguita e ottenere la garanzia dell’acquisizione di tutte le risorse necessarie al finanziamento integrale delle funzioni attribuite alla Regione’”.

PUNTO DI SVOLTA – “Ci sono tutti gli elementi, quindi, per dire che e’ una trattativa seria e’ importante, che puo’ davvero rappresentare un punto di svolta nel rapporto tra il Governo centrale e il sistema delle autonomie” ha considerato Maroni.

SEI TAVOLI, UNO A MILANO – “Nella risoluzione si raggruppano le materie in 6 macroaree e l’ho gia’ anticipato al Governo, verificando che che non ci sono obiezioni – ha spiegato ancora -. Credo quindi che giovedi’, quando insedieremo il tavolo, la richiesta che io e il presidente Bonaccini faremo sara’ di organizzare sei tavoli e chiedero’ che almeno uno di questi tavoli sia a Milano, visto che consideriamo la trattativa Governo-Regioni su un piano di parita’ e non la Regione che va a Roma a chiedere. Se cosi’ sara’, mi pare che vi siano tutte le condizioni per fare un lavoro egregio, nell’interesse dei cittadini lombardi”.

CHIUSURA ENTRO FINE GENNAIO – “Ho l’ambizione di chiudere la trattativa con il Governo entro la fine di gennaio, cosi’ da evitare sovrapposizioni con la prossima campagna elettorale – ha ribadito il presidente -. Ribadisco l’intenzione di tenere distinte le due cose: se il Governo sara’ disponibile, dandoci soddisfazione sulle nostre richieste, a chiudere la trattativa entro la fine di gennaio, saro’ ben lieto di sottoscrivere l’accordo, previo passaggio in Consiglio regionale, perche’ il Consiglio sara’ coinvolto in tutto, compresa la risoluzione finale, che firmero’ solo se il Consiglio mi dira’ che va bene”.

MASSIMO COINVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE – “In questi giorni mi sono sentito con il Governo, in particolare con il sottosegretario Bressa, che sara’ il nostro interlocutore dal punto di vista tecnico- ha concluso il presidente -. Con lui definiremo giovedi’ come organizzare i tavoli e la loro composizione, anche per avere in tutti la rappresentanza del Consiglio regionale. Anche per questo mi riprometto venerdi’, dopo l’insediamento del tavolo, un passaggio con i capigruppo per definire subito la composizione. Sono naturalmente disponibile a informare il Consiglio regionale degli sviluppi della trattativa e sono convinto davvero che stiamo facendo un grande lavoro, nell’interesse dei nostri cittadini”.

Lombardia, autonomia: Consiglio approva Risoluzione

Via libera a larga maggioranza in Consiglio regionale con voti 67 voti a favore, 1 astenuto e 4 contrari alla Risoluzione sull’autonomia che da giovedì 9 consentirà a Regione Lombardia di aprire formalmente il negoziato con il Governo sulle competenze, ai sensi del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione.

Hanno votato a favore i gruppi di maggioranza Lega Nord, Forza Italia, Maroni Presidente, Lombardia Popolare, Fratelli d’Italia e Pensionati, a cui si aggiunti i gruppi di minoranza Partito Democratico (con la sola eccezione di Corrado Tomasi), Patto Civico e M5Stelle: astenuta Chiara Cremonesi (Insieme per la Lombardia), contrari i soli rappresentati del Gruppo Misto.

Sono molte le materie che a livello regionale possono essere gestite meglio che a livello statale –ha evidenziato il Presidente del ConsiglioRaffaele Cattaneoe tra queste voglio ricordare innanzitutto la scuola, l’ambiente, i beni culturali, il territorio e le grandi opere infrastrutturali che insieme al coordinamento della finanza pubblica abbiamo messo in cima alle nostre priorità. Oggi giunge un messaggio di grande serietà da parte del Consiglio regionale della Lombardia, che ha scelto la strada della responsabilità decidendo di procedere tutti insieme rinunciando a strumentalizzazioni ideologiche e a posizioni di mera convenienza politica nell’interesse dei cittadini. In questi giorni abbiamo fatto un lavoro serio e intenso, consapevoli che più autonomia significa servizi migliori per la gente. Come prevede la Risoluzione –ha concluso Cattaneoora il Consiglio parteciperà alla delegazione, la cui composizione verrà definita in una apposita riunione dei capigruppo insieme al Presidente Maroni, che convocherò per lunedì prossimo. L’obiettivo è quello di continuare col metodo fin qui adottato per poter arrivare entro i prossimi cento giorni all’accordo col Governo”.

La Risoluzione impegna il Presidente della Regione e la delegazione  chiamata ad affiancarlo nella negoziazione col Governo ad attenersi agli indirizzi concordati. In particolare si fa riferimento alle 23 competenze specificate nell’articolo 117 della Costituzione, accorpate in 6 aree tematiche: AREA ISTITUZIONALE: Rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; Ordinamento della comunicazione;Organizzazione della giustizia di pace (lett. I) - AREA FINANZIARIA: Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;Previdenza complementare ed integrativaCasse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale - AREA AMBIENTE, TERRITORIO ED INFRASTRUTTURE: Ambiente ed ecosistema: tutela e valorizzazione; Protezione civile; Governo del territorio; Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energiaGrandi reti di trasporto e di navigazionePorti e aeroporti civili - AREA ECONOMICA E DEL LAVORO: Tutela e sicurezza del lavoro; Ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttiviCommercio con l’estero; Professioni -  AREA  CULTURA, ISTRUZIONE E RICERCA SCIENTIFICA: Norme generali sull’istruzione (117, secondo comma lett. n) e istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione dell’istruzione e della formazione professionale (117, terzo comma); Beni culturali: tutela e valorizzazione; Ordinamento sportivo - AREA SOCIALE E SANITARIA (WELFARE): Tutela della salute; Alimentazione.

La Risoluzione approvata recepisce molti dei contributi e delle indicazioni pervenute dalle Commissioni consiliari, dagli enti istituzionali e dalle parti sociali tra cui ANCI Lombardia, Unione delle Province Lombarde (UPL), Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confindustria, Unioncamere e Conord.

Nel corso dei lavori, al termine del dibattito generale, si è tenuta la riunione conclusiva del gruppo di lavoro con i Capigruppo consiliari presieduto dal Presidente Raffaele Cattaneo, che ha permesso di condividere le ultime integrazioni e “limature” sui 69 emendamentiinizialmente presentati: ne sono stati così ritirati una trentina con l’aggiunta di 32 nuovi emendamenti e di 1 subemendamento a firma del relatore e della Giunta regionale che hanno recepito e integrato il testo della Risoluzione, raccogliendo le ultime indicazioni pervenute dai Gruppi consiliari. L’ultimo emendamento concordato, il n°101, prevede che Regione Lombardia possa chiedere competenza e autonomia “sulla disciplina attuativa delle norme in materia di scolastica, nel rispetto dei principi di libertà e di servizio pubblico stabiliti dalla Costituzione e validi per tutte le istituzioni scolastiche”.

Nell’illustrare il documento, il relatore e Presidente della Commissione Affari istituzionali Carlo Malvezzi (Forza Italia) ha evidenziato come “il principio del regionalismo differenziato rappresenta nella sua concreta realizzazione l’attuazione diretta dei principi del riconoscimento e della promozione delle autonomie: solo la piena applicazione di questo principio può valorizzare l’azione sinergica di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione, potenziando la capacità finanziaria in particolare di Comuni e Province nella gestione delle rispettive funzioni amministrative e alimentando un “federalismo dell’efficienza” in grado di aumentare la capacità pubblica di rispondere adeguatamente alle esigenze di cittadini, imprese e realtà sociali. La forma più autentica di autonomia –ha aggiunto Malvezzi- potrà essere raggiunta solo se saremo capaci di garantire maggiore libertà alle persone, alle famiglie e alle imprese, che lo Stato e le istituzioni hanno il compito di valorizzare e servire”.

Il Presidente della Giunta Roberto Maroni, intervenendo in Aula, ha ribadito che punta a chiudere la trattativa sull’autonomia col governo “entro fine gennaio” ma che molto probabilmente sarà il “prossimo Parlamento a discutere la legge che attuerà l’accordo. Ho sentito il sottosegretario Bressa: proporremo sei macroaree tra cui infrastrutture, finanza locale, welfare, istruzione e cultura e quindi sei tavoli, uno dei quali vorrei che fosse a Milano“, ha spiegato Maroni, che ha sottolineato come “la squadra che mi accompagnerà nella trattativa è ancora da costruire, ma ne faranno sicuramente parte esponenti significativi degli enti locali, delle associazioni, delle realtà imprenditoriali e delle parti sociali. Giovedì vado a Roma per insediare il tavolo –ha concluso il Presidente della Giunta regionale- e discuterò con Bonaccini e Bressa se si possono fare i sei tavoli: a quel punto si potranno selezionare i componenti della squadra in base alle competenze, con il coinvolgimento del Consiglio regionale anche tramite una diretta partecipazione dei suoi rappresentanti all’interno della delegazione stessa”.

“L’autonomia produce livelli di maggiore efficienza dei servizi e contenimento dei costi -ha evidenziato Stefano Bruno Galli (Maroni Presidente)- e ciò è nell’interesse sia della Lombardia che dell’intero Paese. Noi, con questa Risoluzione, dimostreremo adesso che il regionalismo differenziato produrrà questi risultati”.

Il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Romeo ha evidenziato i punti più qualificanti e autonomisti della Risoluzione tra cui“l’autosufficienza nel campo ambientale e dei rifiuti e la gestione del corpo dei Vigili del Fuoco, la possibilità di ottenere maggiore gettito sull’IVA evasa, la compartecipazione all’IRES e l’istituzione di zone economiche speciali.

Finalmente potremo concretizzare la “specialità” della nostra regione – ha rimarcato Vittorio Pesato (Forza Italia)- e la trattativa che vedrà il coinvolgimento di altre regioni può essere spunto per la realizzazione del sogno di una grande macroregione del Nord”.

Questo documento non ha colore politico –ha sottolineato Angelo Capelli (Lombardia Popolare)- ma ha a cuore solo i destini e gli interessi dei cittadini lombardi indipendentemente da chi nei prossimi anni governerà la Regione. Introduciamo un principio riformatore nell’ambito del regionalismo: nella differenza si resta uniti e si dà più forza al Paese”.

“Comincia oggi un percorso che dovrà rispondere ai lombardi che si sono recati alle urne per il referendum –ha detto Riccardo De Corato(FdI)-. Condivisione piena sui contenuti e gli obiettivi della Risoluzione: mi auguro che ora anche altre regioni possano seguire la nostra strada”.

Il voto di oggi è stato definito da Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) “un passo storico per la Lombardia, che ci consente di iniziare a realizzare in concreto il regionalismo differenziato previsto dalla Costituzione e che in nessuna altra Regione italiana è stato finora avviato”.

Per Enrico Brambilla (PD) il testo finale della Risoluzione “in buona parte risponde ai requisiti necessari, nonostante la ristrettezza dei tempi in cui è stato formulato. Il presupposto vero di questa operazione resta comunque la necessità di riformare completamente la spesa pubblica e far ripartire dal basso il percorso di riforma delle istituzioniSarà un percorso lungo e articolato, che purtroppo parte solo ora, a legislatura regionale e nazionale agli sgoccioli”.

Certo non mancano le perplessità –ha detto Michele Busi (Patto Civico)- e le abbiamo evidenziato con alcuni emendamenti, a partire dal tema infrastrutturale rispetto al quale riteniamo che sulle grandi reti occorra mantenere una competenza statale. Ma non sono tali da impedirci di esprimere un voto favorevole perché il punto è tutto politico: il regionalismo differenziato va attuato, oggi si definisce una strada valida che va percorsa”.
Secondo Dario Violi (M5Stelle) “il voto di oggi segna un cambio di rotta importante rispetto alle politiche neocentraliste nazionali di questi ultimi anni che hanno cercato di svuotare di competenze le Regioni. Si apre pertanto un nuovo capitolo nel quale il regionalismo differenziato è il nuovo paradigma”.

Chiara Cremonesi (Insieme per la Lombardia) ha motivato così il suo voto di astensione: “Siamo a favore del regionalismo differenziato, ma il giudizio resta sospeso, poiché siamo all’inizio di un percorso che non sappiamo ancora come si svilupperà e in cui rimangono diverse criticità, per esempio sul tema delle grandi reti dei trasporti e delle infrastrutture”.

Hanno espresso voto contrario Corrado Tomasi (PD) e Maria Teresa Baldini (Gruppo Misto Fuxia People) perché “il percorso scelto attraverso questa proposta di Risoluzione tradisce il risultato e lo spirito autonomista del referendum”, e i Consiglieri del Gruppo Misto MDPOnorio Rosati e Massimo D’Avolio perché, come avevano già spiegato in Commissione “questa risoluzione esplicita un modello neo centralista a livello regionale: da un lato chiede di acquisire competenze statali e dall’altro sottrae competenze di autonomia proprie degli enti locali”.


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