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Riforma sanitaria lombarda, Maroni presenta le novità: “Avviamo nuove sperimentazioni, tra aree omogenee”. Ats tra Valle Camonica e Valtellina

mercoledì, 21 ottobre 2015

Brescia – La riforma sanitaria e i risvolti sul territorio bresciano. Il Governatore lombardo ha illustrato le novità delle nuova legge regionale. “Uno dei cardini di questa riforma del nuovo Welfare lombardo è il riequilibrio dell’asse di cura tra ospedale e territorio, in una logica di valorizzazione di entrambi i sistemi e di continuità assistenziale.

Vogliamo una reale integrazione tra sanitario e socio-sanitario nella presa in carico e la continuità assistenziale della persona, per questo mettiamo insieme i due Assessorati alla Sanità e al Welfare in un unico Assessorato”, è quanto illustrato dal presidente della Regione LomMaroni a Brescia 1bardia, Roberto Maroni (nella foto), presentando a Brescia la riforma dell’evoluzione del Sistema socio-sanitario lombardo.

“Con questa riforma – ha aggiunto il presidente – vogliamo che l’eccellenza che abbiamo nei nostri ospedali in Lombardia venga portata fuori dalla porta degli ospedali ed essere estesa all’assistenza del malato una volta uscito dall’ospedale”.

“Il Governo, quindi, – ha proseguito il presidente – ha riconosciuto che questa riforma contiene elementi di novità così interessanti che il Ministero della Salute ci dice: attuate la riforma, vediamo se funziona e, in quel caso, la estenderemo in altri contesti regionali”. “E’ una cosa che ci riempie di orgoglio e anche di responsabilità – ha concluso -, perché abbiamo definito il modello del futuro e ora, con il Ministero, faremo questa verifica nei prossimi tre anni e, se dimostreremo, come penso, che questo è il modello giusto per i prossimi  vent’anni, il modello lombardo verrà esteso a tutte le Regioni italiane”.

E sulla Valle Camonica? “L’innovazione – ha rimarcato il Governatore Lombardo – è creare una realtà omogenea, nel caso specifico con le aree montane e Valle Camonica, Valtellina e altre realtà vallive possono coesistere”.

Riforma Sanità: audizione rappresentanti dei sindaci Bresciani. Fabio Rolfi: “Il Civile sarà valorizzato diventando ASST, dal Pd solo propaganda”

Si è svolta oggi, in Commissione Sanità, l’audizione dei rappresentanti dei sindaci Bresciani, in merito alla riforma sanitaria approvata dal Consiglio regionale e con particolare riferimento all’organizzazione territoriale. Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Fabio Rolfi.

“I sindaci, in particolar modo quelli del Pd, hanno rimarcato ancora una volta il rischio di declassamento dell’Ospedale Civile, con il passaggio da Azienda Ospedaliera ad Azienda Socio-sanitaria Territoriale. Si tratta di un ritornello ripetuto all’infinito, che fortunatamente non ha fatto breccia fra i professionisti del settore, come dimostrato dal fatto che anche ieri, all’incontro con il Presidente Maroni, nessun primario del Civile presente ha sollevato preoccupazioni di sorta.”

“Evidentemente – prosegue Rolfi – si tratta soltanto di una questione propagandistica, priva di sostanza. Tutti gli ospedali lombardi infatti diventeranno ASST e viene da sé comprendere come non possa trattarsi quindi di un declassamento complessivo, ma soltanto di un’evoluzione dei presidi che saranno chiamati ad occuparsi in modo più proficuo ed efficiente dell’integrazione fra ospedale e territorio.”

“Posta questa premessa, gli Spedali Civili di Brescia non perderanno nulla per quanto concerne le proprie specialità ma acquisiranno invece competenze e funzioni con riferimento alla fase post-acuta. Le sfide contenute in questa riforma sono quelle di una maggior sostenibilità del sistema, più vicinanza delle istituzioni anche dopo la fase ospedaliera e una migliore gestione delle cronicità sul territorio. Saremmo contenti se Pd esercitasse il suo ruolo di stimolo, possibilmente evitando – conclude Fabio Rolfi – di sollevare fantasmi inesistenti buoni soltanto a fini elettorali.”


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