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Riforma sanità, Maroni ha incontrato i sindaci camuni: “Ora basta strumentalizzazioni”

martedì, 21 luglio 2015

Brescia – “L’incontro di oggi è stata l’occasione per chiarire, speriamo definitivamente, come stanno veramente le cose e porre finalmente fine ad inutili strumentalizzazioni”.esine

Lo affermano i Consiglieri regionali Donatella Martinazzoli e Fabio Fanetti, che hanno affiancato il presidente Roberto Maroni nel corso dell’incontro svoltosi oggi a Brescia con i Sindaci della Valle Camonica che chiedevano garanzie sul mantenimento dell’autonomia della sanità camuna.

“Il presidente Maroni – spiegano – ha ribadito che l’obiettivo della riforma è rafforzare il ruolo dei territori mantenendo, ovviamente, la libertà di scelta del cittadino ed implementando, per la prima volta, un modello di sanità di montagna capace di assicurare l’assistenza primaria di base, sia ospedaliera che territoriale facendo in modo che le prestazioni sanitarie partano dalla periferia per arrivare poi, solo in caso di necessità, al centro”.

“L’intento è di garantire ai cittadini che vivono nelle località montane, già sfavoriti dalla lontananza dai grossi centri urbani e dalla dispersione territoriale di strutture e popolazione, gli stessi diritti alla salute degli altri cittadini che vivono in pianura, salvaguardando e tutelando il più possibile gli ospedali di montagna e l’autonomia dei singoli territori a cui, grazie all’ordine del giorno presentato dal Relatore Fabio Rizzi, verrà garantita la piena ed omogenea rappresentanza nell’ambito delle ATS attraverso le Conferenze dei Sindaci dei Territori corrispondenti”.

“Nel corso dell’incontro – continuano i consiglieri camuni – si è ribadito inoltre che la Valle Camonica non solo conserverà la propria autonomia, ma la creazione del’ATS della Montagna, organizzata su due Asst indipendenti, quella della Valtellina e quella della Valle Camonica appunto, consentirà di incrementare ulteriormente i servizi resi, calibrandoli sui reali bisogni dei cittadini, e fornirà la necessaria autonomia per soddisfare appieno le necessità del territorio, mantenendo e potenziando, nel contempo, due strutture fondamentali come i presidi ospedalieri di Esine ed Edolo”.

“Un’attenzione quella al territorio montano – concludono – dimostrata da Regione Lombardia già nella legge di riforma del sistema delle autonomie approvata il 30 giugno scorso, che prevede, da subito e per tutta la montagna lombarda (quindi anche per la Valcamonica), l’applicazione di indici premiali per la concessione di contributi e sovvenzioni e per la determinazione dei costi standard e dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e dei Livelli essenziali di assistenza sociale (Leas)”.

LA RIORGANIZZAZIONE DELLA SANITA’

Il passaggio da 24 a 8 ASL in Lombardia vedrà aggregazioni da oltre un milione di abitanti, mentre l’Asl della montagna ne raduna meno di 200mila: già questo, secondo Maroni, è segno di una particolare attenzione. Il presidente s’è detto comunque disponibile a un nuovo incontro a settembre e a confrontarsi tra un anno, dati alla mano, su come sta andando, eventualmente tornando sui suoi passi se la sperimentazione non avesse dato i risultati attesi. In apertura di seduta, Valzelli aveva presentato un documento, firmato da 31 sindaci in rappresentanza dell’80% della popolazione camuna, in cui si chiede la possibilità di sperimentale una Asst di Valle Camonica (e non della Montagna con Sondrio) che comprenda le funzioni proprie e in aggiunta quelle previste dall’Ats. Maroni ha rimarcato che la riforma era ben fatta e che per lui l’Asl della Montagna è la soluzione anche per le future richieste di autonomia, che dopo la Valtellina la Valle Camonica sarà la prima a ottenerla. Secondo il capogruppo di Alpes Martino Martinotta, Maroni ha riconosciuto alla Valle Camonica un privilegio “che altre vallate stanno già chiedendo e chiusa la riforma della sanità, il prossimo passaggio sarà l’autonomia”.


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