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Riattivato il Corso di Laurea in Infermieristica a Esine

mercoledì, 31 maggio 2017

Esine – Dal prossimo anno accademico sarà riattivato il Corso di Laurea in Infermieristica nella sede di Esine. Ciò si aggiunge alla riapertura dei corsi di Fisioterapia presso la sede di Mantova e Assistenza Sanitaria presso la sede di Cremona.

Nel riconfermare la propria presenza nell’area della Lombardia Orientale, con la finalità di favorire la creazione di condizioni utili alla formazione delle professionalità vicino al territorio che le richiede, l’Università degli Studi di Brescia ha compiuto uno sforzo importante, nonostante la riduzione del personale docente che l’Ateneo ha registrato negli ultimi anni e le articolate regole per la garanzia della qualità nei Corsi di Studio.

MARTINAZZOLI (LEGA NORD): “FONDAMENTALE CHE GLI STUDENTI POSSANO FORMARSI SUL TERRITORIO DOVE SONO NATI E CRESCIUTI”

“E’ stato affermato il giusto principio secondo cui ai cittadini della Valle Camonica debbano essere garantite le stesse condizioni di scelta degli altri bresciani. Stiamo infatti parlando di un territorio che è il più esteso fra le valli della regione ed è pertanto fondamentale che gli studenti abbiano la possibilità di formarsi nel territorio dove sono nati e cresciuti.”

Così il Consigliere Regionale della Lega Nord Donatella Martinazzoli commentando la notizia della riattivazione, dal prossimo anno accademico, della didattica frontale presso il corso di laurea infermieristica di Esine attualmente garantito grazie all’implementazione della teledidattica tramite videoconferenza.

“Avendo seguito l’intera vicenda fin dall’inizio – continua – non posso che essere soddisfatta del risultato. Il Corso di Laurea Infermieristica di Esine in base ai parametri ministeriali, rischiava di essere definitivamente chiuso o comunque fortemente depotenziato, mettendo così in atto quella che sarebbe stata l’ennesima penalizzazione per territorio camuno e che avrebbe costretto gli aspiranti infermieri a doversi recare a Brescia o in altre sedi per raggiungere la loro specializzazione con conseguenti costi e disagi per le famiglie, incentivando così ulteriormente il distacco dei giovani dai luoghi di nascita con inevitabile abbandono dei territori montani. Senza dimenticare – conclude il consigliere del carroccio –  gli importanti investimenti fatti in questi anni dal’ASST di Vallecamonica per la costruzione del nuovo padiglione sede dei corsi.”


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