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Referendum fusione Vione, Temù e Ponte di Legno: l’intervento di un cittadino per il SI

sabato, 23 settembre 2017

Temù – Il referendum sulla fusione dei tre Comuni di Vione, Temù e Ponte di Legno in calendario il 1 ottobre si avvicina.Temu piazza

Abbiamo ricevuto una lettera di un cittadino di Temù (R.B.) che viene riportata di seguito

“Sono un Cittadino di Temù convinto che si debba votare SI al referendum con cui il 1 ottobre si chiederà ai cittadini di Vione, Temù e Ponte di Legno di esprimere la loro adesione o meno alla fusione dei tre attuali Comuni in una nuova realtà comunale chiamata Ponte di Legno.

Voglio uscire subito dal binario morto dell’identità e della rappresentatività che nessuna risposta può dare al problema più grande che da anni pesa non solo sull’Alta Valle Camonica ma su tutta la nazione Italia: la disoccupazione giovanile.

Ebbene votare SI permetterà al territorio comunale che nascerà dalla fusione di acquistare la forza politica, economica e progettuale per proseguire, ad armi pari con le sfide di una società mondiale in forte cambiamento, il grande sforzo strategico e amministrativo necessario a creare le condizioni utili a sviluppare occupazione e benessere per i giovani di oggi e del futuro.

Solo unendoci potremo sviluppare questa forza che rimanendo separati, nell’illusione di difendere la nostra Identità, mai raggiungeremo condannando i nostri giovani ad un futuro incerto e difficile.

A validare quanto dico basta vedere i dati di decremento demografico degli ultimi anni che tutti e tre i nostri attuali comuni hanno sofferto.

Ebbene io ho deciso di votare SI guardando al futuro, per tutti quei giovani che vorranno continuare a vivere nel nuovo e più forte Comune di Ponte di Legno godendo delle migliori condizioni per poter creare sviluppo e benessere per sé, per le proprie famiglie e per la società tutta.

In ultimo non riesco a temere “vuoti di rappresentatività” per due motivi; saranno ancora i cittadini a votare i futuri amministratori e aver paura di diventare, noi di Temù e Vione, frazioni di Ponte di Legno sarebbe come dire che a Brescia i cittadini del Villaggio Sereno sono meno rappresentati di quelli di Piazza Arnaldo. Totò direbbe “ma mi faccia il piacere…….”.


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