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Referendum: anche in Valle Camonica vince il No, Trentino Alto Adige spaccato. I risultati

lunedì, 5 dicembre 2016

Brescia – Domenica di referendum costituzionale: grande affluenza in tutta Italia con la vittoria del No e le conseguenti dimissioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. In Provincia di Brescia ha votato il 76,42% (705.119 votanti sui 922.668 aventi diritto).

Complessivamente, nel Bresciano, il Sì ha avuto il 41,79% delle preferenze, il No ha vinto col 58,21%. Anche in Valle Camonica successo complessivo del No, ecco alcuni dati con la percentuale del No nei Comuni: a Edolo 54,39%, a Ponte di Legno 59,26%, a Darfo 57,59%, a Esine 63,09%, a Temù 64,51%, a Breno 52,75%, a Vezza d’Oglio 58,73%, a Corteno Golgi 58,62%, a Sonico 57,50%, a Malonno 61,65%, a Incudine 71,28%, a Monno 66,95%, a Cevo 56,57%.referendum-0

Il Trentino Alto Adige è invece una delle tre regioni in cui ha vinto il sì: dei 792.504 aventi diritto, i votanti sono stati 572.486 (72,23% di affluenza). Successo del sì col 53,87%, il no si ferma al 46,13%. In Trentino vittoria del No col 54,30%, in Alto Adige il sì s’impone col 63,69%. Alcuni dati in Val di Sole: a Vermiglio vittoria del No col 54,86%, a Malè 51,52% per il sì, a Ossana stesso risultato col 54,51%, a Commezzadura 53,52% per il no, mentre a Dimaro-Folgarida larga vittoria per il No col 58,42%. A Cles vittoria del sì col 51,69%. Pejo: 52,83% per il sì, Pellizzano: 52,56% per il sì; Rabbi: 52,65% per il no; Pinzolo: 54,19% per il No; Riva del Garda: 56,58% per il No.

BECCALOSSI: “BRESCIA CAPITALE DEL NO, TRIONFA LA RENZEXIT”
“Anche a Brescia e in tutta la sua provincia il ‘no’ ottiene un importante successo. Dal piccolo Comune di Irma, dove il ‘no’ raggiunge quasi il 76%, al capoluogo, che arriva vicino al 52%, la sconfitta del ‘si” e’ stata schiacciante. Infatti, il nostro territorio, con oltre il 58% di ‘no’ risulta essere in Lombardia, insieme a Pavia, e solamente dietro Sondrio, la provincia con il risultato piu’ alto. Renzi un po’ maldestramente ha cercato di sfilare alla Lombardia competenze sulla sanita’ e sui trasporti, solo per citare due esempi eclatanti. Ma i bresciani, che sono sempre attenti e pronti a riconoscere cio’ che vale, hanno prontamente respinto l’attacco dell’ormai ex premier”. Lo afferma Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Citta’ metropolitana commentando il risultato del referendum a Brescia e provincia.

“I cittadini – conclude l’assessore, bresciana, Viviana Beccalossi – hanno voluto dare un segnale forte all’intero centrodestra: solo presentandoci in maniera coesa e propositiva potremo ottenere risultati importanti. Un principio che non dobbiamo ignorare e che dobbiamo anzi porre in essere sin dalle prossime elezioni provinciali per poi proseguire nelle amministrative, in importanti realta’ come Desenzano del Garda e Darfo Boario Terme, e, infine, a livello nazionale”.

REFERENDUM: IN VALLE CAMONICA IL NO AL 60%. CAPARINI (LEGA NORD): “UNA BOCCIATURA PER IL GOVERNO RENZI MA ANCHE PER IL PD CAMUNO CHE L’HA SOSTENUTO”

“60 a 40, anche in Valle Camonica sono i numeri a parlare e non lasciano dubbi.” E’ il commento ai dati del referendum da parte dell’onorevole Davide Caparini, parlamentare della Lega Nord e segretario di presidenza della Camera dei Deputati.

“Mettendo un segno sul no – continua Caparini – il 60% dei camuni non solo ha chiesto a Renzi di togliere il disturbo, ma ha anche mandato un fortissimo segnale a tutti quegli amministratori del PD che sono scesi apertamente in campo a favore delle riforma e del governo, tentando di blandire i camuni con i soliti specchietti per le allodole. Il voto referendario in Valle – conclude – segna anche una bocciatura delle politiche portate avanti dal PD camuno: partendo dalla cosiddetta accoglienza diffusa fino all’inerzia dimostrata nei confronti del governo su temi come i canoni idroelettrici e l’acqua pubblica, solo per citare alcuni esempi.”

Kompatscher sul referendum: “Voto locale a favore dell’autonomia”

Vittoria del no in Italia, ma in Alto Adige prevale il sì. Per il presidente della Provincia di Bolzano è un “segnale a favore dello sviluppo della nostra specialità”.

La riforma costituzionale è stata bocciata con 19.419.507 voti a favore del no, pari al 59,11%. Il risultato altoatesino, però, è in controtendenza rispetto al dato nazionale, visto che in Provincia di Bolzano ha largamente vinto il sì con il 63,69% (163.851 voti), a fronte di un affluenza alle urne pari al 67,41% degli aventi diritto. “Nonostante la complessità dell’argomento – commenta il presidente Arno Kompatscher - i cittadini hanno dimostrato di voler partecipare al processo decisionale in tema di riforma della Costituzione, e il voto espresso è soprattutto un chiaro segnale a favore dell’autonomia“.

Analizzando il risultato maturato a livello locale, Kompatscher ribadisce che “dalle urne esce un mandato nei confronti della Giunta provinciale a proseguire nelle trattative con il governo nazionale per lo sviluppo ulteriore dell’autonomia. La priorità, a questo punto, diventa quella di porre le condizioni affinchè la necessaria revisione dello Statuto possa aver luogo senza rischi, ovvero, come previsto anche dalla clausola di salvaguardiainserita nella riforma, in accordo tra Roma e Bolzano”.

A proposito delle dimissioni annunciate già nella serata di ieri da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Landeshauptmann sottolinea che “Renzi si è sempre dimostrato un partner affidabile, e ha mantenuto la parola data. Ora speriamo che questa fase di instabilità possa essere superata in maniera rapida, e che possa riprendere il dialogo per lo sviluppo dell’autonomia“. Il presidente della Provincia, infine, si dichiara soddisfatto della buona partecipazione al referendum da parte degli altoatesini, “a dimostrazione che vi è ancora un forte senso di responsabilità. Il dato è positivo, in quanto si trattava di decidere su alcune delle regole chiave del nostro sistema democratico, un passaggio importante per lo sviluppo dello Stato, delle Regioni e dell’autonomia dell’Alto Adige“.


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