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Recupero seminterrati, via libera alla legge regionale. Martinazzoli (Lega Nord): “L’obiettivo è ridurre il consumo di suolo”

martedì, 28 febbraio 2017

Milano – Via libera dal Consiglio Regionale della Lombardia al progetto di legge 258 “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”. In merito è intervenuta Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega Nord: “Abbiamo approvato una legge di buon senso che, recuperando volumi già esistenti, si pone l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo nonché le emissioni in atmosfera e i consumi energetici. La legge approvata dal Consiglio Regionale non presenta grosse differenze con normative già vigenti in altre regioni italiane.

La Lombardia non è solo Milano e in provincia vi sono molte case mono o bifamiliari i cui proprietari potranno trarre benefici da queste nuove regole, che consentiranno il recupero di spazi attualmente non agibili o non utilizzabili”. “Si tratta inoltre – conclude la rappresentante della Lega Nord – di un aiuto importante per l’economia lombarda, dato che il comparto edilizio e il suo indotto registreranno un notevole impulso derivante dalla necessità di opere di ristrutturazione e messa a norma dei locali seminterrati”.martinazzoli 1

I CONTENUTI DELLA LEGGE

Uno dei principali parametri a cui il nuovo provvedimento permette di derogare è l’altezza dei locali da recuperare, che comunque non potrà essere inferiore a 2,40 metri. Nel caso di incremento del carico urbanistico, è previsto l’obbligo di reperire nuovi spazi per parcheggi e servizi consentendo, in caso di difficoltà nel reperimento, la possibilità di monetizzarli: sono esenti dal versamento del costo di costruzione vani e locali seminterrati con una superficie lorda di pavimento non superiore ai 200 metri quadrati se destinati a uso residenziale e non superiore ai 100 metri quadrati se destinati ad altri usi, che costituiscono pertinenza diretta di unità immobiliari.

E’ fissato un termine massimo perentorio di 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, entro il quale a ciascun Comune resta in ogni caso la facoltà di disporre l’esclusione di parti del territorio dall’ambito di applicazione della legge stessa, per esigenze legate alla necessità di tutela paesaggistica o igienico sanitaria, rischio idrogeologico e difesa del suolo. Restano in ogni caso escluse le parti di territorio interessate da operazioni di bonifica in corso o già effettuate e quelle dove siano presenti fenomeni di risalita della falda acquifera. I Comuni potranno aggiornare gli ambiti di esclusione anche dopo la scadenza dei 120 giorni, qualora in presenza di nuovi eventi alluvionali o a seguito di specifiche analisi di rischio geologico e idrogeologico locale.

Ogni intervento dovrà essere effettuato nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie e sarà possibile solo laddove i seminterrati siano stati legittimamente realizzati alla data di entrata in vigore della legge e laddove siano posti in edifici già serviti da tutte le urbanizzazioni primarie. Le norme possono essere applicate agli immobili realizzati successivamente all’entrata in vigore della legge, solo se saranno decorsi almeno 5 anni dalla loro costruzione.

I vani e i locali seminterrati non potranno essere oggetto di mutamento di destinazione d’uso nei dieci anni successivi al conseguimento dell’agibilità; ogni cambio di destinazione d’uso sarà assoggettato al pagamento di un corrispettivo secondo quando già previsto nella legge n°12 del 2005. Si prevede inoltre che qualora il recupero dei locali seminterrati dovesse comportare la creazione di un’autonoma unità abitativa, i Comuni dovranno trasmettere comunicazione alle ATS dell’avvenuto rilascio del certificato di agibilità, ai fini dei controlli necessari per accertare l’idoneità igienico-sanitaria dei locali.


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