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Protesta ex dipendenti NK di Ceto, Caparini: “Per il Governo i disoccupati della Valle Camonica non sono una priorità”

martedì, 21 novembre 2017

Ceto – “Quali iniziative di competenza il Governo intenda intraprendere per favorire la ricollocazione degli ex dipendenti della NK di Ceto e, più in generale, per porre rimedio al gravoso problema occupazionale che affligge la Valle Camonica“. Il deputato camuno della Lega torna alla carica nei confronti del Governo e lo fa con un’interrogazione rivolta al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ricordando che la situazione della ormai ex-NK era già stata da lui  documentata con un’analoga interrogazione presentata il 18 novembre 2015.

caparini 1Sono passati due anni e due governi PD ma il ministro Poletti non ha ancora dato risposta all’interrogazione, a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che i disoccupati della Valcamonica per loro non sono una priorità.

Il caso NK è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo della crisi occupazionale che da anni sta colpendo la Valle Camonica che con aziende come Olcese, Legnano, Franzoni Filati e la stessa NK, costituiva il più importante polo europeo del settore tessile (circa 5.000 occupati senza calcolare l’indotto), ed è pertanto un campione significativo di una situazione di crisi occupazionale alla quale, grazie all’intervento dell’allora ministro del welfare Roberto Maroni, fin dai primi anni 2000 abbiamo cercato di porre rimedio mettendo in atto una serie di politiche di welfare to work finalizzate alla riqualificazione ed al reinserimento professionale, con interventi accompagnati da forme di sostegno al reddito per i lavoratori provenienti da situazioni di crisi aziendale nell’ambito di misure di politiche attive del lavoro, contribuendo così allo sviluppo del mercato del lavoro locale.

Lo stesso impegno dimostrato in passato dai governi a trazione leghista lo attendevamo quindi anche di governi del PD (che guida anche la Provincia di Brescia e gli Enti Comprensoriali camuni) che però fino ad ora si sono ricordati della Valcamonica solo quando è arrivato il momento di riempirla di clandestini.

Nonostante infatti l’impegno di Regione Lombardia e Comune di Ceto che si sono adoperati, per quanto loro possibile, per cercare ed agevolare nuovi investitori che rilevino il sito NK, solo un intervento da parte del governo potrebbe sbloccare rapidamente e positivamente la situazione.

Politica e istituzioni non possono stare a guardare ma devono dare risposte immediate e concrete, non adottando soluzioni estemporanee ma attraverso interventi strutturali a sostegno di imprese e lavoratori che sappiano protrarre i loro benefici sul lungo periodo.”


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