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Profughi in Alta Valle Camonica, la risposta dei Comuni a Caparini: “Danno d’immagine e chiacchiere”

giovedì, 20 agosto 2015

Temù – Non si placa la polemica sul tema profughi in Alta Valle Camonica. Dopo l’arrivo di 16 profughi a Stadolina di Vione e gli sfoghi del segretario della Lega Nord Matteo Salvini (presente a Ponte di Legno) e del deputato camuno Davide Caparini negli ultimi giorni (quest’ultimo aveva minacciato l’azzeramento dei contributi dalla Regione Lombardia ai Comuni che avessero accettato i profughi) arriva la risposta dura dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Camonica.

carabinieri stadolina

“A fronte delle continue strumentalizzazioni rispetto alle tematiche che seguono mi vedo costretto ad intervenire in maniera ufficiale per salvaguardare i cittadini e l’immagine dei Comuni dell’Alta Valle Camonica. Circa le minacce di azzerare i contributi regionali ai Comuni dell’Alta Valle da parte dell’Onorevole Caparini ritengo si tratti di affermazioni vergognose e che si commentano da sole. Nemmeno sotto tortura un politico dovrebbe minacciare di togliere i contributi al suo territorio. Invito l’onorevole Caparini a continuare a sforzarsi (come ha sempre fatto) per reperire maggiori risorse per la sua terra d’origine e per tutta la Valle Camonica e non per toglierne”, afferma il presidente Roberto Menici, in carica anche a Temù come sindaco.

“Le predette affermazioni risultano ancor più fuori luogo ed imbarazzanti alla luce degli sforzi e degli investimenti che in questo periodo le Amministrazioni dell’Alta Valle, in sinergia con gli operatori economici del territorio, stanno realizzando per lo sviluppo del comprensorio turistico. Da una parte gli amministratori locali e gli addetti ai lavori si prodigano per portare avanti e far conoscere gli investimenti in corso (che la maggior parte delle località turistiche lombarde possono solo sognare), finanziati per lo più con risorse proprie disponibili grazie a lungimiranti scelte amministrative, dall’altra qualcuno strumentalizza mettendo in cattiva luce il comprensorio e paventando il taglio di trasferimenti regionali (?)”, continua Menici, alludendo a un potenziale danno d’immagine per il comprensorio e le località turistiche per le polemiche che si stanno creando sul tema.

Poi sul tema profughi il presidente dell’Unione si esprime in modo chiaro, esplicitando la proposta fatta dai Comuni alla Prefettura nell’incontro avvenuto nella giornata di domenica: “I Sindaci dell’Alta Valle, come tutti gli amministratori locali abituati a lavorare in prima linea, non possono permettersi di ignorare i problemi, o ancor peggio di buttare benzina sul fuoco, ma affrontano le problematiche cercando di risolverle. Dinnanzi all’arrivo di 16 immigrati a Stadolina (in una struttura privata composta da 9 appartamenti che può ospitarne più di trenta) e a notizie circa la presunta disponibilità di altre strutture private nel territorio dell’Alta Valle, con la possibilità quindi di vedersi arrivare (fuori dal controllo dei Comuni) decine di richiedenti asilo, ospiti di privati “colpevoli” di partecipare legittimamente ad un bando statale, abbiamo preferito proporre al Prefetto un patto: a fronte della presenza di una ventina di profughi nel territorio dell’Alta Valle (compresi i 16 già presenti) chiediamo che l’Alta Valle venga esclusa dai prossimi bandi di ricerca di strutture private per l’accoglienza.roberto menici

Se la nostra proposta di micro accoglienza verrà accettata avremo sul territorio dell’Alta Valle un numero definito e gestibile di profughi. Diversamente, continuando a fare il muro contro muro con la Prefettura (strategia sin’ora utilizzata e che ha portato alla situazione attuale) avremo come risultato la possibilità di vedere allargarsi in maniera preoccupante il numero di profughi presenti con le problematiche conseguenti. Soluzione criticabile quanto si crede ma volta a gestire la situazione e non a subirla. Chi amministra lo sa: servono soluzioni concrete e praticabili, non chiacchiere strumentali. Dell’aria fritta di populismo e degli slogan i nostri cittadini non sanno cosa farsene”. La polemica si rianima, l’estate calda anche sul fronte politico non sembra finire.


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