QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad


Ad
Ad

Ponte di Legno, una mostra unica sulla bici e le imprese dei ciclisti

giovedì, 11 luglio 2013

Ponte di Legno – Una mostra sul ciclismo e la bicicletta, unica nel suo genere, è allestita nelle ex scuole elementari della località dell’Alta Valle Camonica. La rassegna, curata da Edoardo Nonelli, ripercorre la storia delle due ruote, con pezzi unici al mondo che risalgono all’800, foto di ogni epoca dai tempi di Binda, Bartali e Coppi fino al 2010, infine si arriva alle imprese su Gavia e Passo Tonale dagli anni Trenta ad oggi. La rassegna, a ingresso libero, è aperta fino a settembre con i seguenti orari: 10-12; 17-19 e 20.30-22. “La mostra – racconta Edoardo Nonelli – è stata pensata per la tappa del Giro d’Italia dello scorso 24 maggio e vuol ripercorrere i legami tra la valle e il ciclismo in senso lato, non solo quello delle grandi gare, ma anche quello di tutti i giorni, di persone che raggiungono questa località per percorrere salite memorabili”.

L’INGRESSO

20130710_170935

Il colpo d’occhio è sulla storica tappa del 1971 con arrivo in viale Venezia vinta dal ciclista dell’allora team Ferretti, Fatigato. Poi spicca l’immagine di Imerio Massignan, nella corsa rosa del 1960, che transitò da Ponte di Legno con un buon margine di vantaggio, sul Gavia andò in crisi e perse la tappa a favore di Gaul e il giro vinto da Anquetil. Uno spazio importante della rassegna è dedicato alle biciclette storiche: si parte con una Stucchi del 1925, non mancano bici del 1910 e uno storico triciclo fabbricato in Svizzera nel 1914.  Curiosa anche la bici Imperiale del 1930, una che andava per la maggiore in quel periodo, poi si arriva ad un biciclo del 1880 e un’altra Vedette 1898, modello Parpinelli, tra i pionieri della bicicletta in Italia.

IL TERRITORIO


LA STORIA
Sullo sfondo della rassegna il trampolino, fiore all’occhiello degli Anni Cinquanta a Ponte di Legno, e un plastico con gli impianti e le piste da sci del Comprensorio con le piste ciclo pedonali che uniscono l’Alta Valle Camonica. “C’è un legame sottile – prosegue Nonelli – tra la bicicletta e le diverse gare che fanno tappa o transitano da questo territorio”. Infatti uno spazio, con immagini d’altri tempi, è dedicato a  fotografie e articoli di giornali con i passaggi della corsa rosa da Ponte di Legno e l’attenzione è sui muraglioni di neve che hanno legato il nome del Gavia e la corsa rosa,. Una maledizione forse, come accaduto lo scorso 24 maggio quando una copiosa nevicata ha portato all’annullamento della tappa. Binda, Coppi, Moser, Saronni, Pantani, Basso, per non parlare di Visentin e Baronchelli che da sempre hanno legato il loro nome a Ponte di Legno.

Un angolo importante della rassegna è sui vecchi modelli di bici da corsa e anche su quelli utilizzati per gli spostamenti nel primo Novecento. Una delle prime risale al 1869, l’altra è del 1920 una Duakoppe, quindi una bicicletta militare Waffernard del 1918  che veniva utilizzata per gli spostamenti delle forze dell’ordine nelle città. L’ultimo pezzo storico è un documento del 1869 sulle prime gare a livello nazionale.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136