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Ponte di Legno, sull’unificazione dei Comuni la minoranza presenta un documento

lunedì, 26 giugno 2017

Ponte di Legno – Il progetto di unificazione di tre Comuni dell’Alta Valle Camonica, Ponte di Legno, Temù e Vione, e la decisione di indire il referendum il 1 ottobre 2017, adottata l’altra sera in Consiglio comunale, ha scatenato reazioni soprattutto a Ponte di Legno (nella foto la sede del nuovo municipio di Ponte di Legno)

Il comitato del “si” ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, mentre il gruppo di minoranza “Voltiamo pagina”, con i consiglieri Mario Rizzi e Diego Cenini, è insorto ed ha chiesto di inserire nella delibera il seguente documento:

ponte - municipio Ponte di legno1

Spett. Amministrazione del comune di Ponte di Legno

c.a sig. Sindaco Aurelia Sandrini

Oggetto: documento contrario alla Vostra unilaterale convocazione del referendum inerente l’incorporazione dei comuni di Temù e Vione  a seguito della modifica dello statuto.

In questi ultimi 10 anni:

Non avete fatto un referendum per far scegliere ai cittadini dove costruire il centro wellness, se in mezzo ad edifici degli anni 70 o in un bel prato soleggiato nella zona dell’ attuale campo da calcio.

Questo tipo di referendum, era nel nostro programma elettorale del 2013, ma evidentemente in questo caso il parere dei cittadini passa in secondo piano.

Non  avete indetto alcun referendum tra la popolazione quando avete deciso che questo edificio della sede municipale andava demolito, forse anche per coprire l’evidenza che avete distrutto e reso quasi inagibile anche questo palazzo con i lavori di piazzale Europa, altro danno da oltre 3 milioni di euro;

quindi, la scelta del posto infelice, in mezzo a palazzi senza una coerenza architettonica in cui edificare  un centro wellnes che dovrebbe essere invece immerso nella nauta e nei prati, è la conseguenza della demolizione del palazzo comunale e figlio delle esigenze personali di pochissimi che come al solito pagheremo tutti.

Non avete svolto nessun referendum presso la popolazione quando avete deciso di rifinanziare piazzale Europa facendo ammontare il costo della costruzione e dei danni a ben oltre i 20 milioni di euro, inoltre, avete recato danni gravissimi alle attività circostanti Piazzale Europa.

Non avete svolto nessuna informazione preventiva quando a breve sarà necessario demolire e ricostruire il palazzo denominato P.D.L trattasi di 54 appartamenti con danni alla collettività, non farete nessun referendum quando i proprietari saranno costretti a lasciare le loro case e traslocare altrove.

Non avete fatto alcun referendum quando avete deciso come spendere i famosi 400.000 euro all’anno di lavori derivanti dalle centraline.

Non avete fatto alcun referendum quando avete deciso in questi anni,   quattro  modifiche allo statuto, tra l’altro, che il vicesindaco non debba essere eletto dai cittadini, così pure i prosindaci e assessori esterni portando la maggioranza a 5 eletti e 9 nominati.

A chi giova la reiterata manipolazione dello statuto? (Cui prodest?) certamente giova a un sistema autoritario che produrrà un’ulteriore marginalità delle minoranze e la carenza di rappresentatività elettiva, in particolare, delle frazioni.

Assistiamo da settimane ad una subdola rappresentazione teatrale nella quale fate finta che l’esigenza di scomparire di Vione e Temù, e la voglia dei Dalignesi di incorporarli sia venuta dal basso.

L’unica cosa che sta partendo davvero dal basso è la vostra entrata al piano terra delle abitazioni per poi risalire le scale alla ricerca di firme, atto che ricorda tristemente la schedatura delle persone, in altre epoche. Sappiamo quali vicende personali e in particolare lavorative, a volte spingano le persone a firmare per il si.

Inoltre siamo esterrefatti dalla mancanza di rispetto verso i cittadini di Ponte di legno, vista la pressante campagna effettuata nelle settimane scorse a Temù,  nelle quali si è promesso chi sarà il Sindaco e chi il Vice Sindaco del futuro paese, ovviamente, tutti e due dell’attuale comune di Temù.

Uno di questi politici si è presentato solo tre anni e mezzo fa con una lista che si chiamava “Temù per sempre”.. ed oggi è uno dei fautori della fusione ma, che credibilità pensate di avere? Pensate che tutti i Dalignesi siano stupidi?

Stiamo vivendo il momento più basso della politica Dalignese dal punto di vista Democratico un momento in cui il sindaco Sandrini condanna a morte le attività della zona pedonale dicendo che la mancanza di una adeguato numero di parcheggi attaccati al Corso e la dislocazione di parcheggio di Piazzale Europa sono un’ottima ragione per farsi una passeggiata verso i negozi.

Al contempo annuisce supinamente alle scelte logistiche personali di qualcun altro dichiarando che il centro Wellnes si deve fare qui perché in fondo a Viale Venezia in quei prati, non è alla portata di tutti.

Per fortuna  nello svolgimento del referendum, nelle cabine il  voto è segreto,  così che gli uomini e le donne di buona volontà, resi liberi da schedature e controlli potranno esprimere liberamente e senza costrizioni, la loro volontà qualunque essa sia”.


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