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Ponte di Legno: cambi in Giunta e modifiche Statuto, la minoranza contesta

sabato, 22 aprile 2017

Ponte di Legno – Nel Consiglio comunale dell’altra sera c’è stato un cambio all’interno dell’esecutivo e sono stati approvati importanti delibere, oltre a una modifica della Statuto che avvierà nei prossimi mesi un percorso per la fusione dei Comuni di Ponte di Legno, Temù e Vione. La maggioranza – con il sindaco Aurelia Sandrini – sta portando avanti il programma definito tre anni fa, mentre la minoranza contesta alcune scelte e durante la seduta consiliare ha depositato alcuni documenti, allegati ai provvedimenti adottati.Ponte_di_legno_municipio

Riceviamo e pubblichiamo i due documenti, firmati dai consiglieri Diego Cenini e Mario Rizzi (Voltiamo pagina) allegati alle delibere.  

Documento presa atto dimissioni Consigliere Mario Bezzi e nomina Assessore Aurelio Predetti

“Prendiamo atto delle dimissioni, anche se, di norma sono immediate e non si annunciano due mesi prima del effettivo congedo, questione di stile; in questi due mesi Lei ha fatto il consigliere, il presidente della Sit (controllata dal Comune) con emissione di un appalto da 114 milioni di euro. Il conflitto di interessi per Lei è un optional!

Inoltre, consigliere Bezzi, nell’ultimo Consiglio Lei ha annunciato le dimissioni e adesso viene nominato prosindaco, insomma Lei esce dalla porta e entra dalla finestra. In questo modus operandi non si salva né la forma né la sostanza ma, soprattutto non si rispettano le istituzioni.

La sostanza è che i Cittadini hanno votato un Sindaco e un Consiglio composto da 4 Consiglieri di maggioranza e 2 di minoranza, abbiamo perso il conto dei prosindaci,degli assessori, compreso il vicesindaco tutti nominati e mai votati dai cittadini elettori.

La conseguenza di detto contesto è una decurtazione della responsabilità degli eletti nel Consiglio comunale, poiché i designati non risponderanno agli elettori ma a chi lo ha nominati.

In questo modo si snatura il rapporto tra cittadini ed eletti poiché i nominati non rappresentano i cittadini, non essendo stati eletti dagli elettori. Le regole del funzionamento democratico sono tali solo se condivise da tutti, invero, le regole in tutti i paesi democratici sono concordate tra la maggioranza e la minoranza.

Giova ricordare che la scrivente minoranza non ha concordato le modifiche allo statuto del Comune  negli ordini del giorno dei Consigli del 31 Maggio 2013 e 22 Maggio 2014, il risultato è che sia nel Consiglio sia nella giunta sono più numerosi i nominati che gli eletti dagli elettori.

Documento contrario alla Vostra unilaterale modifica dello statuto del Comune di Ponte di Legno art 36 bis referendum consultivi per le fusioni per incorporazione di Comuni e relativo regolamento del 19 Aprile 2017

Premesso che l’ Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana prescrive che: la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione;

Il giorno 31 Maggio 2013 avete unilateralmente modificato lo Statuto comunale, non ponendo limite al numero degli assessori esterni, e il vice Sindaco non necessariamente eletto dai Cittadini;

infatti, nella attuale giunta a tre componenti, la maggioranza, ovvero, vice Sindaco e assessore non sono stati eletti;

trascorso un anno, il giorno 22 Maggio 2014, avete deciso una ulteriore unilaterale manipolazione dello statuto introducendo un ulteriore soggetto, quale il prosindaco, non votato dai cittadini al solo scopo di raccogliere il consenso elettorale alterando il rapporto di fiducia tra elettori ed eletti;

conseguentemente il prosindaco risponde a chi lo ha nominato e, non ai cittadini elettori.

Ancora, il giorno 19 Aprile 2017 proponete la terza unilaterale alterazione dello Statuto allo scopo di vanificare la volontà popolare in caso di referendum.

Infatti, in materia di fusione questa maggioranza del Consiglio esprime la reiterata volontà di indire un ulteriore referendum finalizzato alla fusione con Comuni attigui, tra l’altro non sono trascorsi neppure i canonici cinque anni previsti dalle norme;

ma, l’aspetto centrale è che il vostro indirizzo politico cancella la volontà popolare già espressa inequivocabilmente dai cittadini nel precedente referendum effettuato nel 2012 e bocciato dagli elettori, in tale contesto i promotori dovevano dimettersi, invece gli stessi promuovano un altro referendum.

 Giova ricordare che le regole del funzionamento democratico sono tali solo se, condivise da tutti, invero, le regole in tutti i paesi democratici sono concordate tra la maggioranza e la minoranza.

Le motivazioni di tale scippo della democrazia sono da ricercare altrove, difatti, solo nei regimi autoritari e non autorevoli, si assiste ad una concentrazione di potere – politico economico – come l’attuale amministrazione, infatti, la sola maggioranza è presente nelle società partecipate e controllate;

questa modifica dello Statuto, ha la finalità di effettuare un ulteriore referendum di fusione al solo scopo di mantenere ed estendere il potere nelle mani di questo blocco sociale, in continuità alla non distinzione tra ruoli politici e ruoli economici perpetuando una commistione di competenze e responsabilità.

Difatti, già odiernamente nel nostro paese si constata una eccessiva concentrazione di potere, con il rischio di una gestione autoreferenziale.

Come minoranza siamo favorevoli ad sostenere le finalità della unione dei Comuni alta valle Camonica ma, non a fusioni tese a fare gli interessi di pochi a danno di molti.

Coerentemente codesta minoranza ha espresso contrarietà alle precedenti modifiche dello statuto, ed conferma contrarietà a questa vostra unilaterale adulterazione dello statuto, poiché non ravvediamo interesse dei cittadini ad addivenire a queste modifiche statutarie.

Questo sistema di potere non va esteso ad altri paesi ma, va profondamente modificato nell’interesse di tutti i cittadini di Ponte di Legno, frazioni comprese.

Questo ci pare appartenga alla nobiltà della politica, per il resto prendiamo atto che avanza l’arroganza, ma arretra la cultura, dei valori e degli ideali. O tempora o mores ! Tutto cio premesso si chiede il ritiro della proposta di modifica dello Statuto”.


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