QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad


Ad
Ad

Polemica sulle ‘nuove Province’, Sertori: “Legge Delrio: così non va. Giù le mani dalle Autonomie locali”

martedì, 22 marzo 2016

Breno – “Più volte, in nome delle riforme, il PD ha sventolato la cancellazione delle Province, a sua detta inutili. In realtà, con la legge Delrio e la riforma costituzionale – che noi ci auguriamo venga bocciata in sede di referendum – le Province hanno semplicemente cambiato nome, diventando Enti di Area Vasta. Non solo, la Delrio ha di fatto moltiplicato e non ridotto gli enti, istituendo, ad esempio, anche le Aree Omogenee (aggregazioni di Comuni per la condivisione di alcuni servizi). Per finire, tutt’altro che in bellezza, abbiamo assistito alla soppressione dell’elezione diretta della governante delle Province. In sintesi, la riforma Delrio si è concretizzata, a costi invariati se non aumentati, in una maggior inefficienza e complicazione nell’erogazione di servizi fondamentali, per esempio la manutenzione delle strade, delle scuole, del territorio e dell’ambiente”. Così Massimo Sertori, responsabile federale Enti Locali della Lega Nord.

“Riformare un sistema a suon di slogan è una cattiva pratica che finisce per penalizzare i cittadini. La Lega Nord da sempre è a favore delle riforme, a condizione però che servano a migliorare e a progredire. Crediamo che il cammino di revisione del complesso sistema delle istituzioni pubbliche debba avere come filo rosso alcuni concetti, a nostro avviso fondamentali e imprescindibili, quali: rappresentanza, semplificazione ed efficienza.

Positiva, dunque, la decisione del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, di istituire dei tavoli di confronto a livello locale al fine di ripensare e rimodulare l’architettura istituzionale dei territori partendo dal basso, cioè dall’ascolto dei territori stessi. Ben venga, quindi, una nuova rimodulazione delle attuali Province, finalizzata a ridurne il numero, posto che la decisione, come per le fusioni dei Comuni, sia oggetto di referendum che dia voce ai cittadini. Inferiori di numero, le nuove Province, o Cantoni, come suggerisce il Presidente Maroni, dovranno assolutamente essere governate da persone elette direttamente dai cittadini e non nominate dalla politica. Crediamo, inoltre, che il perimetro dei nuovi Cantoni debba corrispondere a tutte le rappresentanze istituzionali dei territori: Camere di Commercio, Associazioni di Categoria, nuove ATS; ovvero, gli organi dello Stato presenti nei territori dovranno essere su base provinciale/cantonale. Tutto questo, sommato ad un’importante riduzione degli organi di secondo livello, produrrebbe un’effettiva diminuzione dei costi a fronte di una maggiore efficienza. Su questa delicatissima partita la Lega Nord è disponibile ad offrire il proprio contributo. La demagogia e gli slogan li lasciamo al menestrello di Firenze e ai suoi “ compagni”.

“Prendiamo atto – conclude Sertori – che molti amministratori del Partito Democratico si stanno affannando a costituire le cosiddette Aree Omogenee sui singoli territori, come già fatto nella regione Friuli Venezia Giulia, imponendo ai Comuni di aggregarsi senza il loro benestare, con risultati disastrosi. Anche in Lombardia, il Presidente in quota PD della Provincia di Bergamo ne propone 11 nel solo territorio da lui amministrato. Gli esponenti del PD si ripassino la Delrio: le Aree Omogenee sono previste dalla legge solo per le Città Metropolitane e le Province interamente montane: due in tutta Italia, ovvero Sondrio e Belluno!”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136