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Perquisizione della Digos per il caso Balotelli junior. Il Darfo prende le distanze. Tavecchio: “Paese razzista? Macché, però censuriamo”

lunedì, 8 settembre 2014

Darfo – Perquisizione degli agenti della Digos bresciana nella sede del Darfo Boario per acquisire materiale dopo le dichiarazioni di ieri di Enock Barwuah, il fratello naturale di Mario Balotelli che ha denunciato atti e insulti razzisti nel derby di ieri del Vallecamonica sul campo dei neroverdiGli agenti hanno fatto visita alla sede del Darfo e stanno visionando i filmati dello stadio.Enoch Balotelli

Il presidente e l’addetto stampa del Darfo Boario sono stati ascoltati come testimoni. Nelle prossime ore potrebbe tornare a parlare davanti agli agenti Balotelli junior. Sul caso si è espresso anche Carlo Tavecchio, presidente della Figc: “E’ il segnale che l’Italia è un paese razzista? Macché. E’ un fatto che è successo anche in precedenza e deve essere censurato così come chi lo ha fatto”.

IL COMUNICATO DEL DARFO

“L’U.S. Darfo Boario apprende, con sorpresa e amarezza, delle dichiarazioni rilasciate ad alcune testate giornalistiche da Enock Barwuah al termine della gara odierna tra Darfo e Vallecamonica. La società Darfo, non entrando nel merito delle affermazioni del giocatore, prende le distanze e condanna ogni forma di razzismo e discriminazione di qualsivoglia genere, sottolineando che sia nel vivaio e sia nella Prima Squadra del Darfo Boario militano giocatori di tutte le nazionalità. La società sottolinea che, nè prima, nè durante, nè al termine della gara, nessun giocatore (nemmeno il diretto interessato) e nessun dirigente del Vallecamonica nè tantomeno la terna arbitrale ha sporto lamentela o ha fatto cenno dei presunti cori razzisti o di insulti al giocatore. Si rammenta altresì che la gara è proseguita regolarmente fino al 90’ senza che nessun giocatore in campo nè la terna arbitrale chiedesse l’interruzione del match, come invece previsto dal regolamento federale”.

Questo il comunicato col quale il Darfo Boario prende le distanze da ogni forma di razzismo, segnalando tuttavia che nessun tesserato del Vallecamonica ha avvertito la terna arbitrale dei “presunti” cori razzisti.


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