QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Passo Tonale: manca il medico, non viene fatta brillare una bomba

mercoledì, 10 luglio 2013

Passo Tonale – Una bomba della Prima Guerra Mondiale è stata individuata nella zona tra la valle delle Messi e il Gavia, ma non è stato possibile farla brillare perché mancava il medico. Quella che raccontiamo oggi è una storia di ordinaria burocrazia.DSC_6909 A metà giugno è stata scoperta una bomba ancora carica, quindi un potenziale esplosivo in una zona dove in queste settimane transitano migliaia di turisti ed escursionisti. La macchina per rendere innocua la bomba si mette in moto e oggi doveva essere distrutto l’esplosivo.

Una trentina di persone, artificieri, carabinieri, volontari della Protezione Civile di Ponte di Legno si ritrovano per far esplodere in un luogo sicuro la bomba. Tutto secondo il Protocollo che prevede il coinvolgimento di tutte le istituzioni, compresa l’Asl. Il colpo di scena è arrivato a metà mattina quando la bomba, trasportata al Passo Tonale, era pronta per essere fatta brillare. Gli artificieri e i carabinieri fanno la conta dei presenti e manca un soggetto importante, il medico dell’Asl. Tutto fermo per una verifica e, per la mancanza del medico, tutto viene rinviato a data da destinarsi. Molto probabilmente a fine estate. Una figuraccia per l’Asl, che abbiamo contattato e non ha ha dato finora una giustificazione sulla vicenda. Semplice dimenticanza? E’ questo l’interrogativo che girava tra le persone presenti al Passo Tonale e attonite per quello che era accaduto. Al termine di una movimentata mattinata  la bomba è stata portata in un luogo sicuro e per la trentina di persone coinvolte è stata una beffa. “E’ la prima volta che accade una vicenda del genere”, sostenevano i volontari.

IL PRECEDENTE

Un mese fa a Ponte di Legno vennero distrutti 200 chili di candelotti che erano stati ritrovati in undetonatore-e-dinamite-su-miei-14110271a baita di montagna. I carabinieri impiegarono meno di una settimana per mettere in moto la macchina organizzativa e distruggere il materiale esplosivo. A distanza di poche settimane un altro caso che per ordinaria burocrazia non è andato a buon fine. I costi chi li pagherà? E’ l’interrogativo che si pongono ora i camuni.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136